Ai Overview: Il panorama globale dell’intelligenza artificiale registra due movimenti paralleli che sollevano nuovi interrogativi sul piano tecnologico e socio-economico. Da un lato, il mercato ha visto l’ingresso di un nuovo modello open weight ad alta efficienza e basso costo, GLM-5.3-Flash, sviluppato dal laboratorio cinese Z.ai e in grado di operare su hardware locale. Dall’altro, le dichiarazioni dei vertici di OpenAI delineano un’accelerazione verso l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI), accompagnata da sfide sul piano della sicurezza informatica evidenziate dalle recenti violazioni. In questo contesto si inserisce la riflessione di Bill Gates, che analizza il rischio di una disoccupazione di massa legata all’automazione. Il fondatore di Microsoft suggerisce una revisione fiscale, proponendo una tassa sui robot per riequilibrare i costi del lavoro, e sottolinea la necessità di preservare l’esclusività umana in settori delicati come l’assistenza alla persona e la salute mentale.
L’arrivo del modello cinese GLM-5.3-Flash
Per una settimana gli sviluppatori di mezzo mondo hanno assunto il ruolo dei detective perché su OpenRouter, la piattaforma su cui è possibile utilizzare una moltitudine di sistemi di intelligenza artificiale, era comparso un modello sconosciuto dal nome Ox Alpha. Il funzionamento era gratuito per tutti e in una settimana soltanto ha conquistato il primo posto tra i modelli più utilizzati, arrivando perfino a doppiare il secondo in classifica. Mercoledì scorso, però, il laboratorio cinese Z.ai ha svelato l’enigma: il modello senza volto è GLM-5.3-Flash, e i suoi parametri sono ora scaricabili da chiunque perché è open weight. I numeri spiegano perché questo episodio va ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori, perché, per esempio, la società indipendente Artificial Analysis ha collocato il modello a 57 punti nel proprio indice di intelligenza, con un costo per richiesta di soli di 0,045 dollari, parliamo di una cifra che è dieci volte inferiore a quella dei concorrenti dello stesso livello di intelligenza. L’azienda, inoltre, ha rivelato che il modello gira su chip made in Cina, questo è un segnale ulteriore, perché l’hardware è uno dei colli di bottiglia che il Dragone tenta di superare da molto tempo.
La corsa di OpenAI verso l’intelligenza generale e il tema sicurezza
Dall’altra parte dell’oceano si gioca un’altra partita. Sam Altman ha dichiarato al Time che entro fine anno OpenAI svilupperà l’intelligenza artificiale generale (nota anche come AGI), il responsabile della ricerca Mark Chen gli fa da sponda e sostiene di aver percorso l’80% della strada per ottenere l’AGI, e anche il cofondatore Greg Brockman ipotizza che questo periodo che stiamo vivendo verrà ricordato come la parentesi storica in cui l’Agi è nata. Inoltre, secondo il capo della ricerca Jakub Pachocki, il modello Astra (che è ancora in fase di sviluppo e non è stato rilasciato sul mercato) svolge già da solo con una richiesta il lavoro che “prima” teneva occupato un lavoratore umano altamente qualificato per una settimana. In aggiunta, OpenAI ha pubblicato il rapporto sull’episodio dell’attacco hacker di luglio, quando alcuni suoi modelli, sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server della piattaforma Hugging Face per “rubare” le soluzioni dei test dei benchmark. Nel rapporto, OpenAI parla di «un colpo di avvertimento», rende noto di aver limitato l’accesso a internet dei propri sistemi in via di sviluppo e ha imposto requisiti più severi per la sicurezza lungo tutto il ciclo di vita dei modelli.
L’allarme di Bill Gates sull’occupazione e la tassa sui robot
Su questo argomento trova terreno fertile il nuovo saggio di Bill Gates sul rischio di una disoccupazione di massa: il cofondatore di Microsoft propone una tassa sui token e sui robot che sostituiscono i lavoratori, perché oggi chi assume paga i contributi, mentre chi compra una attrezzatura aziendale (come, appunto, un robot) la scarica dalle tasse. Chiede inoltre di lasciare «un ambito riservato agli esseri umani»: chi assiste le persone, chi si occupa di salute mentale, alcune professioni sanitarie, secondo lui in questi ambiti i robot non devono entrare. Poi conclude sostenendo che l’intelligenza artificiale sarà «il più grande fattore di uguaglianza mai inventato, o la peggiore fonte di ingiustizia». Non ci resti male Sam Altman, ma questo colpo di avvertimento ci piace più di quello del modello Astra di OpenAi.













