Ai Overview: Il panorama dell’intelligenza artificiale registra una serie di rapidi mutamenti nei primissimi giorni di settembre, con un susseguirsi di annunci da parte delle principali aziende del settore tech. Da un lato, si assiste a una competizione serrata sullo sviluppo e sul rilascio di nuovi modelli linguistici e agentici, che ha visto protagoniste Meta e Google, pronte a sottrarre il vertice delle classifiche prestazionali ad Anthropic. Parallelamente all’evoluzione tecnologica emergono, tuttavia, nuove problematiche legate alla sicurezza e alla trasparenza, come evidenziato dai dubbi sollevati da ricercatori indipendenti sul prossimo rilascio di OpenAI, basato su un’architettura di calcolo che opacizza i processi logici del sistema. In risposta a questa rapida espansione, le istituzioni iniziano a porre dei limiti: a New York è stata infatti stabilita una moratoria annuale per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa nelle scuole primarie e medie, sottolineando l’importanza dell’insegnamento tradizionale e del contatto umano per la crescita dei più giovani.
La sfida tra Meta e Google per il primato dei modelli
Sono trascorsi solo quattro giorni dall’inizio del mese di settembre, ma (udite, udite) la classifica dei modelli di intelligenza artificiale è già cambiata due volte. Come è possibile? Semplicissimo: mercoledì Meta ha presentato Muse Spark 1.3, il modello più performante di casa Zuckemberg, e nel giro di poche ore Google ha risposto con il rilascio di Gemini 3.8 Flash e con un altro modello dedicato alla web security…così, le due aziende hanno scippato il primato ad Anthropic, che aveva inaugurato la settimana dei lanci. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capirne di più su questi sistemi rilasciati nelle ultime ore: il modello di Meta vale 62 punti sull’Intelligence Index di Artificial Analysis, la graduatoria più consultata del settore, viene superato soltanto da Claude Fable 5.1 (rilasciato appena tre giorni fa) e da Opus 5. C’è però un’annotazione interessante: costa molto (ma molto) meno dei rivali, e nelle retrovie di Meta già si sta lavorando ad un modello più performante, che al momento viene chiamato con il nome in codice «Watermelon» (che in italiano significa anguria…evidentemente è stato concepito in piena estate). Google, invece, tiene fermi i listini e si autoattribuisce passi avanti nelle capacità agentiche. Così, dopo un anno piuttosto difficile, big G prova a dimostrare di essere ancora in partita. Sarà davvero così? Lo scopriremo nelle prossime settimane…quando arriverà l’atteso, anzi attesissimo successore di Gemini 3.1.
I nodi sulla sicurezza del nuovo sistema di OpenAI
Ma il capitolo più delicato di Human Prompt di oggi riguarda OpenAI, perché il suo prossimo modello, Astra, è costruito su una tecnologia che “The Information” chiama recurrent depth (espressione che potremmo tradurre con “profondità ricorrente”), cioè il sistema legge e rilegge più volte lo stesso testo prima di rispondere, così diventa più bravo senza diventare più intelligente, migliora solo per ripetizione di processi e non per il miglioramento dei processi stessi. Il problema, sottolinea “The Information” è la trasparenza, perché una parte del ragionamento è codificato in formule matematiche e sfugge ai controlli di sicurezza, abituati a leggere i passaggi scritti in linguaggio comune. OpenAI, dal canto suo, assicura di aver diminuito i cicli di ripetizione e promette più sorveglianza. Il capo della ricerca, Jakub Pachocki, ha scritto di voler evitare «una corsa verso l’impossibilità di monitorare». Tuttavia è utile sapere che diversi ricercatori indipendenti sono ancora preoccupati per l’avvento di questo nuovo modello, nonostante le rassicurazioni dell’azienda di Sam Altman.
New York vieta l’IA generativa nelle scuole
Qualcosa si muove pure nel settore del mondo educativo, infatti il sindaco di New York, Zohran Mamdani, e il provveditore Kamar Samuels hanno varato una moratoria di un anno sull’IA generativa per gli studenti dai due anni fino alla terza media: un provvedimento che riguarda quasi 600mila ragazzi, cioè due terzi del più grande distretto scolastico degli Stati Uniti d’America. I chatbot da compagnia sono vietati, mentre alle superiori arrivano due moduli l’anno di “pensiero critico”. I bambini, ha spiegato il sindaco, «hanno bisogno dei loro insegnanti e del contatto umano per imparare e per crescere». Ci voleva il sindaco di New York per ricordarlo.













