Ai Overview: Il settore dell’intelligenza artificiale continua a evolversi attraverso il lancio di nuovi modelli, l’adeguamento normativo e i dibattiti sulla tutela della privacy. Mentre Reflection AI fa il suo ingresso con un sistema open-weight e OpenAI adatta ChatGPT e Codex all’AI Act europeo tracciando i testi generati, il mercato registra una bassa percentuale di abbonati ai chatbot tradizionali a favore dei nuovi agenti personali autonomi. In parallelo, cresce l’attenzione governativa sull’uso dei dispositivi intelligenti negli spazi pubblici e sui potenziali effetti dell’IA sul mercato del lavoro.
Il debutto di Beam e l’approccio open-weight
Reflection AI ha presentato Beam, il suo primo modello di intelligenza artificiale mostrato pubblicamente dopo aver raccolto quasi 5 miliardi di dollari: Beam è un sistema «open-weight», i suoi parametri possono essere scaricati e utilizzati direttamente dalle aziende sui propri computer, senza dipendere da un servizio esterno. Secondo Reflection, il modello ottiene risultati simili a quelli di GLM-5.2, sviluppato dalla cinese Z.ai, utilizzando meno potenza di calcolo. Nel frattempo, Z.ai ha già sostituito GLM-5.2 con un modello più recente.
L’introduzione della filigrana per l’AI Act
OpenAI ha presentato textGrain, una filigrana invisibile che nelle prossime settimane verrà inserita nei testi prodotti da ChatGPT e Codex nell’Unione europea, in applicazione dell’AI Act, l’obiettivo è indicare se un testo è stato generato o modificato con l’intelligenza artificiale. Nel resto del mondo textGrain resterà disattivato, salvo scelta dei clienti. Anthropic aveva introdotto ad agosto un sistema simile per i testi di Claude, suscitando diverse critiche. OpenAI ha comunque precisato che la filigrana può indicare l’origine di un testo, ma non stabilire se le informazioni contenute siano vere. Sul tema della regolamentazione, Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha spiegato a Politico la propria posizione rispetto a quella di Anthropic: «crediamo che il mondo debba accettare che accadano alcune cose negative a beneficio di questa tecnologia e della libertà d’azione delle persone».
L’andamento del mercato tra chatbot e agenti personali
Intanto Andreessen Horowitz ha aggiornato la propria classifica delle applicazioni di intelligenza artificiale: secondo i dati citati dal fondo, soltanto il 4,5% degli americani paga un abbonamento a un chatbot e ChatGPT conta il triplo degli abbonati rispetto ai concorrenti. Una parte crescente dell’attenzione si concentra sugli agenti personali, programmi capaci di svolgere attività in autonomia, Muse di Meta è stato scaricato più di 5 milioni di volte in meno di un mese. Tra le novità segnaliamo North 2 di Cohere, destinato alle attività d’ufficio, e HyperFrames Studio, dedicato al montaggio video.
I risvolti legati a dispositivi, privacy e occupazione
Le questioni legate all’intelligenza artificiale riguardano anche dispositivi e privacy. In Norvegia il governo propone di vietare temporaneamente gli occhiali intelligenti in luoghi come palestre, scuole, parchi giochi e spiagge, per i rischi legati alla registrazione di altre persone senza il loro consenso. Negli Stati Uniti, la trasmissione «60 Minutes» si è aperta con un clone digitale del giornalista Jon Wertheim, realizzato da Runway per introdurre un servizio sul possibile impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Elon Musk, infine, ha lasciato intendere che SpaceXAI potrebbe diventare «SpaceXSI», un nome che sembra richiamare una forma di intelligenza più avanzata rispetto all’intelligenza artificiale tradizionale.













