«Ognuno può scivolare, ognuno di noi»

Il messaggio di Papa Francesco consegnato ai detenuti durante la messa di giovedì santo
Lavanda dei piedi di Papa Francesco

Il Papa che dalla sua postazione si avvicina, aiutandosi con il bastone, alla pedana sopraelevata dove sono collocati i 12 ragazzi e ragazzi del carcere minorile di Casal del Marmo. Poi lava, asciuga e bacia i piedi di ciascuno. È il momento culminante della Messa in Coena Domini, presieduta e celebrata da Francesco, che torna per la seconda volta, dieci anni dopo, nell’istituto penitenziario romano scelto due settimane dopo l’elezione a papa per il rito del Giovedì Santo.


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Poco prima, l’omelia pronunciata a braccio e durata circa cinque minuti. “Attira l’ attenzione come Gesù, proprio nel giorno prima di essere crocifisso fa questo gesto”, ha esordito Francesco: “Lavare i piedi era abitudine a quel tempo, perché le strade erano polverose, la gente veniva da fuori e all’entrata di una casa, prima del banchetto, si lavavano i piedi. Ma chi lavava i piedi? Gli schiavi, perché era un lavoro dia schiavo”. “Immaginiamo noi come sono stati sbalorditi i discepoli quando hanno visto che Gesù cominciava a fare questo gesto da schiavo, per fargli capire il messaggio del giorno dopo”, ha proseguito il Papa: “Sarebbe morto come uno schiavo per pagare il debito di tutti noi”.

“Se noi ascoltassimo questa cosa di Gesù, la vita sarebbe così bella – la tesi di Francesco – perché ci affretteremmo ad aiutare l’uno all’atro, invece di ad approfittare l’uno dell’atro, come ci insegnano i furbi. Tanto meno ad aiutare l’altro, a dare la mano all’altro: sono gesti universali, dal cuore nobile, e Gesù oggi con questa celebrazione vuole questo, insegnarci la nobiltà del cuore”. “Ognuo di noi può dire: se il Papa sapesse le cose che ho dentro!”, ha esclamato il Papa: “Gesù lo sa e ci ama così come siamo, e ci lava i piedi a tutti noi”. “Gesù non si spaventa mai delle nostre debolezze, perché lui ha pagato già”, ha assicurato Francesco: “soltanto vuole accompagnarci, vuole prenderci per mano perché la vita sia non tanto dura per noi”.

“Adesso farò lo stesso gesto di lavare i piedi, ma non è una cosa folklorica”, ha puntualizzato il Papa: “è una cosa che annuncia come dobbiamo essere noi, l’uno con l’altro”. “Nella società vediamo quanta gente che si approfitta degli altri, quanta gente che è all’angolo e non riesce a uscire perché è lì, quante ingiustizie, quanta gente che è senza lavoro, quanta gente che lavora e la pagano la metà, quanta gente che non ha soldi per comprare le medicine, quante famiglie distrutte, quante cose brutte!”, l’analisi di Francesco: “E nessuno di noi può dire: ‘Io, grazie a Dio, non sono così’. Se non sono così è per la grazia di Dio”, il monito.

“Ognuno può scivolare, ognuno di noi”, ha detto il Papa: “E questa coscienza che ognuno di noi può scivolare è quello che ci dà la dignità di esser peccatori. E Gesù ci vuole cosi, e per questo ha voluto lavare i piedi e dire: ‘Io sono venuto per salvare noi, per servire voi’. Adesso io farò lo stesso gesto, come un ricordo di questo che Gesù ci ha insegnato: aiutare gli uni gli altri, e così la vita è più bella e si può portare avanti così. Durante la lavanda dei piedi – spero di cavarmela, perché non posso camminare bene – pensate voi: ‘Gesù mi ha lavato i piedi, Gesù mi ha salvato. Ho questa difficoltà, passerà’. Ma Gesù non ti abbandona mai! Pensate tutti questo”.

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