Ai Overview: Il volume “Oltre la tornanza – Storia, ferite e futuro della Calabria e del Mezzogiorno”, scritto da Paolo e Antonino Bolano e pubblicato da Media & Books, analizza l’evoluzione storica e sociale del territorio calabrese. Partendo dall’epoca della Magna Grecia e dallo sviluppo culturale che ha caratterizzato quel periodo, gli autori esaminano le dinamiche che hanno condotto al progressivo declino della regione nel corso dei secoli, rintracciandone le cause nelle varie dominazioni e nei modelli di gestione politica succedutisi fino all’età repubblicana. Il saggio si propone di decostruire i pregiudizi storicamente associati al Mezzogiorno e si conclude con un invito rivolto alla cittadinanza a prendere parte attiva in un processo di rinnovamento sociale ed economico, fondato sullo studio, sul lavoro e sull’innovazione.
L’opera di Paolo e Antonino Bolano tra storia e riflessione
E’ un “urlo d’amore” per la Calabria il libro, “Oltre la tornanza – Storia, ferite e futuro della Calabria e del Mezzogiorno”, di Paolo e Antonino Bolano (Media & Books, pagine 270, euro 20) . Racconta, a partire dalla Magna Grecia, con scrittura leggera e colorata, quei magnifici luoghi in fondo allo stivale italico, dove cultura, ricchezza e splendore arrivarono in molti casi a superare quelli delle città di provenienza dei coloni greci che sbarcarono sulle coste calabresi, dal VIII secolo a.C. in poi. E’ il racconto della Calabria bella, intelligente e dannata che nel libro fanno i Bolano, Paolo, giornalista Rai, regista, sceneggiatore e il figlio Antonino, giurista con esperienza internazionale, avvocato e giornalista pubblicista. Hanno progettato insieme il libro, partendo da sguardi generazionali naturalmente diversi, ma convergenti, per il comune modo di pensare.
La decostruzione dei pregiudizi storici sul territorio
Non è facile catalogare in un genere letterario questo libro, poiché e’ – insieme – saggio, romanzo storico e zibaldone di tipo leopardiano di pensieri e riflessioni. La Magna Grecia, con le sue scuole, filosofiche, di matematica e di medicina; le botteghe d’arte, i laboratori artigianali e le officine teatrali, sono il punto di partenza nella narrazione che ribalta quell’idea menzognera della Calabria terra irredimibile e perduta. Respinge pregiudizi, disprezzo, offese, ingiurie, e altre sgradevolezze, a lungo e pazientemente sopportate dalla gente calabrese. Bolano (Paolo) , urla: “La Calabria non è una terra perduta. E’ terra che aspetta il suo tempo. E il suo tempo può essere adesso, se il popolo decide di salire sul palco. Perché un popolo che ha inventato il teatro, non può restare seduto in platea per sempre “.
L’analisi del declino e le prospettive di rinnovamento
I Bolano, padre e figlio, s’interrogano sul perché una regione che ha vissuto epoche di grande vivacità culturale, di pensiero e artistica, ad un certo punto ha svoltato, in negativo. Non trovano, nel loro riflettere, spiegazioni comprensibili al declino, ma piuttosto individuano le cause del destino di “maledizione” nella successione dei dominii stranieri e nazionali, nelle epoche dei latifondi baronali, dell’unità falsa di stampo coloniale, del fascismo, e anche della Repubblica, che non ha fatto niente per cambiare il Sud. La domanda che si pongono è la stessa domanda, antica, di sempre: può il Sud cambiare davvero? La risposta è sì: si può cambiare. La storia non è finita, dicono Paolo e Antonino Bolano e aggiungono: “siamo noi a doverla scrivere adesso”. Il passato, che ha generato intelligenza, creatività, coraggio, luce, può rivivere in un tempo, come il nostro, che si annuncia di rinascita: fatto di studio, lavoro, tecnica, collaborazione, intelligenza e innovazione. Non ci sono sconti o indulgenza, per la politica, nel libro: “La cosa più grave è pericolosa è che la democrazia ha stancato i cittadini”, scrivono. Il libro si chiude con un appello, con un invito a non credere più a chi dice che tutto è già deciso, che non cambierà mai niente, che il Sud è solo un passato che ritorna. “ Il Sud – concludono – non è un passato: è un potenziale”.













