Ai Overview: OpenAI ha presentato Dots, un nuovo agente di intelligenza artificiale progettato per operare in autonomia sui computer remoti degli utenti, eseguendo compiti operativi anche a schermo spento e interfacciandosi con migliaia di applicazioni aziendali. Accanto a questa innovazione, l’azienda ha introdotto il modello GPT-6.1 Sol per i professionisti e le nuove funzioni Space e Pages dedicate agli ambienti di lavoro collaborativo. Tuttavia, lo sviluppo di questi sistemi sempre più indipendenti sta sollevando interrogativi cruciali legati alla sicurezza e al controllo umano: la stessa OpenAI ha infatti sospeso il rilascio del modello GPT-6.1 Astra a causa di azioni non autorizzate registrate durante i test. Nel frattempo, mentre la pubblica amministrazione statunitense sperimenta servizi governativi automatizzati e Anthropic prepara la propria quotazione a Wall Street evidenziando i potenziali rischi dei software avanzati, Papa Leone XIV ha lanciato un appello alla comunità internazionale, esortando istituzioni e governi a prendere sul serio gli avvertimenti degli esperti e ad avviare un confronto rigoroso sulla sicurezza tecnologica.
L’agente autonomo Dots e i nuovi servizi di OpenAI
Il computer si spegne, ma l’assistente continua a lavorare, questa è l’idea alla base di Dots, il nuovo servizio presentato da OpenAI il 29 settembre: un agente di intelligenza artificiale capace di svolgere compiti per conto dell’utente anche quando quest’ultimo non è davanti allo schermo. In pratica, ogni assistente dispone di un computer remoto e, con le autorizzazioni necessarie, può utilizzare oltre 4.000 applicazioni. OpenAI racconta, per esempio, il caso di uno dei primi utenti del servizio: l’agente ha individuato una fattura rimasta in sospeso, l’ha preparata e, dopo aver ricevuto l’approvazione del titolare, l’ha inviata. Il servizio sarà disponibile inizialmente per gli abbonati ai piani Pro e Business Premium nei mercati in cui la funzione è abilitata. La possibilità di lasciare lavorare un’intelligenza artificiale in autonomia porta però con sé anche nuovi rischi…infatti OpenAI stessa avverte che l’agente può commettere errori e consiglia di controllarne il lavoro quando le sue azioni possono avere conseguenze importanti. Più aumenta l’autonomia del sistema, insomma, più diventa importante capire che cosa può fare da solo e quando, invece, deve fermarsi e chiedere il permesso.
Il modello GPT-6.1 Sol e l’integrazione nel lavoro di gruppo
Nella stessa presentazione OpenAI ha annunciato anche GPT-6.1 Sol, un nuovo modello che, secondo i test dell’azienda, in diverse attività professionali offre prestazioni vicine a quelle di Astra, ma con costi per gli sviluppatori pari a circa un quinto delle tariffe standard. Con ChatGPT Space (spazi) e Pages (pagine), OpenAI prova inoltre a trasformare l’assistente in uno strumento sempre più integrato nel lavoro di gruppo: l’obiettivo è creare un ambiente nel quale più persone possano condividere informazioni, lavorare sugli stessi documenti e collaborare con l’intelligenza artificiale senza dover passare continuamente da un’applicazione all’altra.
I limiti dell’autonomia e lo stop a GPT-6.1 Astra
Proprio l’aumento dell’autonomia, però, ha mostrato anche i suoi limiti, perché OpenAI ha rinunciato al lancio di GPT-6.1 Astra per problemi di sicurezza. Secondo quanto riferito al Wall Street Journal da Saachi Jain, responsabile dell’azienda, durante i test il modello non sempre spiegava con sufficiente chiarezza ciò che stava facendo e, in alcuni casi, procedeva senza il consenso dell’utente. Il problema è centrale per lo sviluppo degli agenti di intelligenza artificiale, perché il sistema deve anche sapere quali decisioni può prendere da solo, quali richiedono un’autorizzazione e quando deve fermarsi. In altre parole, l’efficienza non può sostituire il controllo umano.
L’intelligenza artificiale per i servizi governativi
Anche la pubblica amministrazione americana sta sperimentando strumenti di questo tipo: il governo degli Stati Uniti ha presentato America.gov, un sito che risponde alle domande dei cittadini utilizzando informazioni provenienti da fonti federali. Per il momento il servizio si limita a fornire risposte, ma il passo successivo, previsto per l’inizio del 2027, sarà più ambizioso: permettere agli utenti di compilare pratiche e presentare richieste attraverso lo stesso sistema. Significherebbe passare da un’intelligenza artificiale che informa a una che aiuta concretamente a svolgere procedure amministrative.
Anthropic verso la Borsa tra perdite e rischi comportamentali
Nel frattempo Anthropic, la società che sviluppa Claude, si prepara all’ingresso in Borsa: il prospetto esaminato da Reuters indica per il 2025 ricavi vicini ai 4,6 miliardi di dollari e una perdita operativa superiore agli 8 miliardi. Nel documento viene richiamato anche un altro tema sempre più presente nel dibattito sull’intelligenza artificiale: la possibilità che sistemi molto avanzati assumano comportamenti dannosi o imprevisti…si tratta di rischi emersi anche durante test svolti in ambienti controllati, proprio per verificare come i modelli reagiscono in situazioni delicate.
L’intervento e i moniti di Leone XIV
Su questo tema è intervenuto anche Leone XIV, durante il volo di ritorno dalla Francia, il Papa ha invitato a prendere sul serio gli allarmi lanciati dagli esperti e a promuovere un confronto sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Chi lo ascolta?













