Ai Overview: Il 17 e 18 ottobre a Falerna si terrà il Meeting regionale dei formatori, un appuntamento promosso dalla Pastorale giovanile della Calabria per inaugurare il nuovo Polo formativo. L’iniziativa, strutturata all’interno della Consulta regionale, risponde alla necessità di fornire strumenti adeguati a educatori, catechisti e responsabili diocesani che operano quotidianamente a contatto con i ragazzi. L’obiettivo dell’incontro è supportare la preparazione di figure capaci di intercettare i bisogni delle nuove generazioni, accompagnandone lo sviluppo dal punto di vista umano e spirituale, prima ancora di pianificare le singole attività parrocchiali. Durante la due giorni verranno approfondite tematiche attuali come l’uso degli ambienti digitali, le dinamiche affettive, l’orientamento vocazionale e le vulnerabilità personali, attraverso tavoli di lavoro, plenarie e interventi di esperti del settore.
L’avvio del Polo formativo a Falerna
Sabato 17 e domenica 18 ottobre l’Hotel Euro Lido di Falerna, in provincia di Catanzaro, a pochi chilometri dall’aeroporto di Lamezia Terme, ospiterà il Meeting regionale dei formatori di Pastorale Giovanile. Si tratterà di una due giorni durante la quale la Pastorale giovanile regionale della Calabria darà il via al suo Polo formativo, un percorso continuo di formazione, oltre che di confronto e accompagnamento, pensato tanto per gli educatori e gli animatori, quanto per i catechisti e i responsabili diocesani, che nel tempo dovrebbe diventare una risorsa a disposizione di tutte le Chiese della regione.
Le ragioni e gli obiettivi del progetto
Il progetto è maturato all’interno della Consulta regionale, dove si è fatta strada l’esigenza precisa di investire di più su chi accompagna i ragazzi nelle parrocchie e nelle associazioni, oltre che nei movimenti. L’idea, infatti, è che, se si vuole migliorare il lavoro con i giovani, è necessario prima formare persone capaci di stare accanto ai giovani, di leggerne i bisogni e di sostenerne la crescita umana e spirituale. Solo dopo sarà possibile pensare all’organizzazione delle attività.
Le quattro aree di approfondimento
Le aree formative attorno a cui si svilupperanno le attività sono quattro, ovvero fragilità giovanili, cultura digitale, orientamento vocazionale, relazioni e affettività. Il percorso, pertanto, sarà occasione per parlare delle solitudini e delle fatiche personali dei ragazzi, come anche del discernimento sulle scelte di vita e dell’educazione a relazioni sane e autentiche. Per non tacere, poi, del digitale, inteso come un ambiente di vita, con i suoi rischi di dipendenza e isolamento. L’incontro si rivolge a maggiorenni e giovani adulti impegnati nell’educazione dei ragazzi, compresi i sacerdoti, i consacrati e i membri di associazioni e movimenti ecclesiali.
Il programma della due giorni e i relatori
Il programma inizierà sabato 17 alle 10:00 con la gestione degli arrivi e della sistemazione, per poi continuare, alle 11:30, con l’introduzione ai lavori che sarà affidata a monsignor Alberto Torriani, delegato dei vescovi per la Pastorale giovanile regionale. Alle 15:30 si terrà la plenaria, mentre in serata sono previste la cena e un momento di festa con la cantante Giò Filice e un reading teatrale. Le attività continueranno domenica 18 con la Messa delle 7:30, seguita dalla colazione e dai tavoli di lavoro, dove i partecipanti proveranno a riprendere quanto emerso il giorno prima e a tradurlo in prospettive concrete per le diocesi. La giornata proseguirà con il pranzo e terminerà con i saluti e le partenze. Durante il meeting sono previsti due interventi diretti a sollecitare il confronto. Il primo è quello di Don Giovanni Fasoli sul rapporto tra affettività e mondo digitale; il secondo è quello della pedagogista Moira Sannipoli che si occuperà del tema del percorso da scoprire che nasce delle fragilità, dalle scelte di vita e dalla vocazione.
L’invito alle diocesi
Nella lettera d’invito la Pastorale giovanile regionale ha chiesto alle diocesi di vivere la proposta come l’inizio di un cammino da costruire insieme e ne riassume il senso in poche parole: «Formarsi per accompagnare. Incontrarsi per fare rete».













