Dentro il carcere di Arghillà: il cinema, la dignità, la speranza. Ascolta il Podcast

Nel cuore della Casa circondariale di Arghillà, tra il cortometraggio Siamo a’mare e le testimonianze dei detenuti, prende voce il desiderio di riscatto e reinserimento

? Nuovo episodio di Good Morning Calabria, il podcast della redazione di Avvenire di Calabria. Siamo entrati in esclusiva nella Casa circondariale di Arghillà, a Reggio Calabria, in occasione della proiezione speciale del cortometraggio Siamo a’mmare, evento promosso dal Reggio Calabria Film Fest nell’ambito della rassegna che da diciannove anni accompagna il festival: Cinema dentro e fuori le mura. Un’esperienza intensa, in cui abbiamo raccolto contributi e testimonianze dirette.



Con noi, l’avvocato Giovanna Russo, Garante regionale per i diritti delle persone detenute, il direttore del carcere Rosario Tortorella, il direttore artistico del Festival Gianlorenzo Franzì, il direttore generale del Reggio FilmFest Michele Geria, la consulente della sezione “Carcere dentro e fuori le mura” della rassegna giunta alla 19ª edizione, l’avvocato Giovanna Suriano e il direttore di Giornalisti Italia e segretario della Figec (Federazione Italiana Giornalismo Editoria e Comunicazione) Carlo Parisi, che ha lanciato un appello alla stampa per raccontare con più umanità la realtà carceraria.

Ma soprattutto, abbiamo dato spazio alle voci dei detenuti. Ecco alcune loro riflessioni emerse nel corso del dibattito seguito alla visione del film: «Chiediamo una seconda possibilità – ha detto uno di loro – non vogliamo essere giudicati solo per il reato commesso». «Si parla tanto di umanizzazione della pena – ha aggiunto un altro – ma occorre poter intraprendere reali percorsi formativi per reinserirci nella società». Non sono mancate citazioni a papa Francesco, che più volte ha richiamato il tema della dignità dei detenuti, «spesso però rimanendo inascoltato». C’è chi ha messo in luce le difficoltà del “dopo”: «Se un’impresa assume chi ha scontato una pena, rischia un’interdittiva», ha denunciato un recluso. E un imprenditore detenuto ha rilanciato: «Appena usciti, l’alternativa è andare via. Le istituzioni devono fare di più sulla riabilitazione».

Parole forti e vere, tra desiderio di riscatto, richieste di formazione e una speranza condivisa – quella di non essere più invisibili.

?️ Ascolta l’episodio di oggi del podcast Good Morning Calabria ?

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