Post-covid, Tramontana al Governo: «Continui a sostenere le imprese»

Il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria analizza questa fase con un invito all’esecutivo nazionale

Post-covid e ripresa. Il primo aprile finisce, per decreto, lo stato d’emergenza sanitaria. Via i “colori”, cesseranno di esistere anche molte delle attuali restrizioni per cittadini e imprese. Insomma, quella tanto agognata normalità, speranza già tradita dalla seconda e poi terza ondata di Covid, sembra sempre più concretizzarsi.

Sarà effettivamente così? Lo abbiamo chiesto al presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana, imprenditore al vertice di un affermato gruppo aziendale che opera nel settore vitivinicolo e del turismo. Come altri colleghi, ha subito sulla propria pelle e quella dei suoi dipendenti, gli effetti della pandemia, senza però mai darsi per vinto.


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«I prossimi mesi – ha motivo di ritenere Tramontana – saranno, tuttavia, i più impegnativi lungo il cammino della ripresa». Parole che sono lo specchio della comprensibile preoccupazione che investe il mondo delle imprese, rispetto ai possibili scenari che potrebbero profilarsi fra qualche giorno.

Quanto va delineandosi, dovrebbe essere una boccata d’ossigeno per la nostra economia. Cosa la preoccupa?

Il Covid non è stato del tutto sconfitto e lo dimostrano i dati, ancora alti, dei vari report quotidiani. È questo, ahimè, continuerà ad avere un impatto anche sull’economia.

In che senso?

Singoli utenti e famiglie sono tutt’ora e continueranno ad essere dissuasi dal riprendere, in tempi rapidi, gli stessi ritmi del pre-pandemia, proprio per timore dei contagi. A risentirne sono i consumi e, di conseguenza, anche il mondo delle imprese. Pensi, ad esempio, al settore della ristorazione. Se fa un giro il sabato sera per le vie di Reggio Calabria, si renderà conto di ciò che dico.

Il Covid è destinato a restare il problema?

Non il solo. Purtroppo stiamo vivendo, forse, una delle peggiori crisi degli ultimi anni, accentuata dall’instabilità provocata dal conflitto in Ucraina, i cui effetti “mondiali” non sono tardati ad arrivare. E ad essere colpiti, insieme ai cittadini, sono le aziende a dover fare i conti con la difficoltà a reperire le materie prime, l’aumento dei costi o l’impennata delle bollette o dei carburanti. C’è il rischio che i passi avanti fin qui fatti, ad esempio nel settore dell’edilizia grazie all’introduzione degli bonus fiscali, si dissolvano nel nulla.

Cosa chiedono le imprese per uscire finalmente fuori da questo stallo?

Che il Governo non si dimentichi di esse, proseguendo lungo la strada della politica degli sgravi tali da agevolare gli investimenti. Non servono interventi blandi, come quello introdotto dal Dl energia. Ridurre di 25 centesimi il prezzo dei carburanti per un mese, non aiuta certamente l’economia a risollevarsi.

C‘è il timore che cessato lo stato d’emergenza, così come potrebbe accadere per il settore sanitario, venga meno anche tutto il pacchetto d’aiuti fin qui approvato?

L’emergenza finisce per decreto. Nei fatti le difficoltà restano e le avremo anche dopo il 31 di marzo. Il mio auspicio è che i nostri imprenditori reinvestano gli utili in innovazione, rendendo le proprie aziende più competitive sui mercati globali. È necessario però e non vorrei essere ripetitivo, che il Governo non si tiri indietro e continui a sostenere la ripresa, attraverso interventi strutturali che facilitino la ripartenza.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza non va verso questa direzione?

Certamente. Il Pnrr rappresenta una reale opportunità di crescita e sviluppo per il nostro territorio reggino e calabrese. Bisogna essere pronti però a presentare progetti fattibili e spendibili entro il termine ultimo fissato al 2026. Come Camera di commercio abbiamo già avviato un importante lavoro di interlocuzione con tutti gli attori e gli enti interessati. Questi ultimi hanno una grossa responsabilità nella progettualità.


PER APPROFONDIRE: Fine emergenza, l’esperto: «Col Covid dovremo ancora convivere»


Serve una visione condivisa di quello che dovrà essere il nostro territorio nei prossimi anni. È necessario, quindi, indirizzare le risorse che arriveranno finalizzandole a reali ricadute per le nostre aziende e l’intero territorio.

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