Processo in Vaticano: Diddi, “il cardinale Becciu non è mai stato l’obiettivo dell’indagine”

“Per noi, fin dall’inizio, il cardinale Becciu non è mai stato l’obiettivo dell’indagine”. A precisarlo è stato il Promotore di giustizia vaticano, Alessandro Diddi, all’inizio della sua requisitoria del processo sugli investimenti finanziari della Segreteria di Stato a Londra. “Tutt’al più è stato una persona che ha cercato lui di intromettersi nelle indagini, lo abbiamo scoperto dalle chat di mons. Perlasca”, ha proseguito il pm, secondo quanto riferito dal “pool” di giornalisti presenti nell’Aula polifunzionale dei Musei vaticani: “Si intrometteva molto pesantemente sia riguardo allo svolgimento delle indagini, sia con personaggi vicini al processo per attivare campagne di stampa contro lo svolgimento delle indagini”. Quelli oggetto del processo in corso presso il tribunale presieduto da Giuseppe Pignatone, secondo Diddi, sono stati “tutti reati contro la pubblica amministrazione”, a causa di “capitali gestiti in maniera non oculata”. “L’abuso di ufficio e il peculato hanno a che fare con l’appropriazione indebita di fondi e l’uso illegittimo di cose nella disponibilità di un pubblico ufficiale”, ha spiegato il promotore di giustizia, sottolineando come si sia riscontrato che l’oggetto di distrazione e di abuso d’ufficio fossero i fondi dell’Obolo di San Piero, ma che dal contraddittorio è poi “emersa una cosa che prima era sfuggita: l’Obolo in sé è una somma irrisoria rispetto all’entità dei fatti oggetto del processo. Non c’erano lì somme che potevano essere investite, nella disponibilità della Segreteria di Stato c’erano altre somme: oltre all’Obolo, c’è una cospicua sottoscrizione che annualmente deriva alla Segreteria di Stato dallo Ior, pari a 700 milioni di euro nell’arco di 16 anni. La genesi e i fatti oggetto del processo riguardano dunque sia l’Obolo, sia in gran parte i versamenti fatti dallo Ior, perché a partire dal 2007 fino ai giorni nostri lo Ior ha deciso conferire questa somma annuale, indirizzata sia al Papa, sia con finalità di sostentamento alla Sede apostolica”, come stabilisce la Pastor Bonus, servita di riferimento anche per le accuse.

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