Procura di Napoli tra De Raho e Melillo: è spaccatura nel Csm

Domani ci sarà il primo voto del Csm sul nuovo procuratore di Napoli, ma alla vigilia dell’appuntamento è ancora in alto mare la possibilità che i gruppi arrivino a convergere su un unico candidato. La palla è al momento nelle mani della Commissione per gli incarichi direttivi, che deve presentare la sua proposta al plenum: l’obiettivo è arrivare per la fine del mese e dunque prima della pausa estiva alla nomina del successore di Giovanni Colangelo. Il tutto per evitare che la Procura più grande d’Italia, alle prese con un’inchiesta delicata, come quella Consip, resti ancora per mesi senza titolare, così come sta accadendo da febbraio, con la reggenza dell’ufficio affidata al pm Nunzio Fragliasso.

L’ipotesi più probabile è che la Commissione si spacchi, forse a metà, tra il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho e l’ex capo di gabinetto del ministro Orlando Giovanni Melillo, ora sostituto Pg a Roma. Ma anche un vantaggio lieve di uno dei candidati sull’altro potrebbe non essere indicativo dell’esito finale, considerato che una proposta con due nomi di fatto rimetterebbe la decisione al plenum. Per ora De Raho ha l’appoggio pieno dei cinque consiglieri di Unicost, la sua corrente. Diversa la situazione di Melillo, che a differenza del suo concorrente non ha mai diretto una Procura, pur avendo lavorato in quella napoletana come aggiunto: solo una parte dei togati di Area, il suo gruppo di riferimento, è pronto ad appoggiarlo: 4 o 5 consiglieri su 7. E le perplessità dei «dissidenti» (che ancora non è chiaro se sosterrebbero De Raho o si asterrebbero) sono legate al fatto che la sua esperienza fuori ruolo, in un incarico chiave di collaborazione diretta con il ministro della Giustizia, è finita solo qualche mese fa. I dubbi di alcuni consiglieri su De Raho riguardano invece il fatto che ha un figlio (con il quale non ha rapporti da 20 anni) che fa l’avvocato penalista proprio a Napoli.

Sinora sono stati in pochi tra laici e togati a scoprire le carte, sicché si ragiona solo su ipotesi di voto: De Raho potrebbe essere sostenuto anche dalla maggioranza dei consiglieri di Magistratura Indipendente (2 su 3, mentre l’altro è per il concorrente); Melillo potrebbe essere invece appoggiato dai vertici della Cassazione e da alcuni laici. Chi di loro uscirà perdente da questa partita, potrebbe comunque rifarsi a breve: tutti e due i candidati sono in pole position anche per il posto di procuratore nazionale antimafia, che l’attuale titolare Franco Roberti lascerà a breve.

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