Avvenire di Calabria

L'analisi: il dato sulla disoccupazione giovanile continua a rimanere alto, ma ancora più alto è il dato relativo ai giovani inattivi

Job in progress… Una via per il futuro

Il progetto Job in progress nato nella diocesi di Reggio Calabria si propone di accompagnare i giovani nel mondo del lavoro e nei percorsi verso l'autoimprenditorialità

di Monica Tripodi

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Oggi nel mercato del lavoro assistiamo a un paradosso: a fronte di una crescente richiesta di lavoratori da parte delle imprese, il dato sulla disoccupazione giovanile rimane alto; ma ancora più alto è il dato relativo ai giovani inattivi cioè che non cercano più lavoro.


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Nel Sud Italia si è strutturata un’altra situazione paradossale del Mercato del lavoro: si concentra qui infatti la più alta presenza di giovani che non studiano, non lavorano e non si formano (i cosiddetti “Neet”): sono il 39% rispetto al 23% del Centro Italia, al 20% del Nord-Ovest e al 18% del Nord-Est. Ai primi posti ci sono tutte le regioni del Sud, con quote molto alte per Sicilia (40,1%), Calabria (39,9%) e Campania (38,1%). 

Nella Città Metropolitana di Reggio Calabria il dato è sconcertante: su una popolazione complessiva di circa 115.000 giovani tra i 15 e i 34 anni, il 47% sono Neet. In questo scenario, la Chiesa reggina è impegnata attivamente nel tentativo di dare risposte concrete per fronteggiare un’emergenza sociale che provoca povertà materiale, culturale ed esistenziale tra i giovani. 

Lo ha fatto negli anni avvalendosi dell’importante contributo del Progetto Policoro, ma la crisi pandemica di inizio 2020 ha destabilizzato ulteriormente già fragili equilibri, suscitando una risposta ancora più forte e strutturata della Chiesa locale: a partire dal 2021 l’Arcidiocesi di Reggio-Bova mette in campo un intervento sistemico frutto di un pensiero integrato che prende il nome di Job in Progress. Patto Multisettoriale per il Lavoro nella Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Il Progetto Job in Progress nasce da una progettualità dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro diretto da Luciano Arillotta, che ha trovato pieno consenso e appoggio nell’arcivescovo Fortunato Morrone. Da subito la diocesi ha cercato la collaborazione della Camera di Commercio di Reggio Calabria e quella delle altre due Diocesi che ricadono nella competenza territoriale dell’ente camerale Oppido-Palmi e Locri-Gerace.

Nasce così la Rete Multisettoriale per il Lavoro costituita da 24 soggetti qualificati e competenti. Ciò che lega tra loro i Partner della Rete è l’obiettivo comune di offrire gratuitamente ai giovani tra i 17 e i 35 anni concrete opportunità di trovare lavoro e creare impresa secondo le aspirazioni e le competenze di tutti e di ciascuno.

Nel solo mese di Novembre il progetto ha iniziato a seguire gratuitamente 5 giovani in cerca di lavoro, 3 giovani che hanno un’idea di impresa e chiedono aiuto per realizzarla e 4 imprese in azioni di accompagnamento allo sviluppo e internazionalizzazione.


PER APPROFONDIRE: I vescovi calabresi e la Camera di Commercio scendono in campo per l’occupazione giovanile


La visione che la Chiesa reggina attraverso la Rete intende promuovere non risponde solo alla necessità di creare nuova occupazione ma di rigenerare la società, le relazioni, il tessuto produttivo e i luoghi della citta a partire da un’idea inedita di prossimità e alleanza tesa a realizzare una rinnovata coesione sociale e di comunità, che porti crescita e sviluppo a tutti, a partire dalle periferie urbane ed esistenziali.

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