Protezione civile, una settimana per imparare il valore della prevenzione

Protezione Civile

Ai Overview: Prende il via l’ottava edizione della Settimana nazionale della Protezione civile, un’iniziativa avviata nel 2019 per sensibilizzare la popolazione sui rischi territoriali e sulle pratiche di prevenzione. Il fulcro degli eventi è fissato per il 13 ottobre, data che coincide con la Giornata internazionale per la riduzione del rischio dei disastri promossa dall’Onu, quest’anno incentrata sull’importanza della sicurezza domestica. Il programma prevede appuntamenti istituzionali e iniziative diffuse in tutta Italia, tra cui mostre, percorsi didattici per gli studenti e momenti di riconoscimento per il volontariato. Una particolare attenzione è rivolta alla memoria storica, con il ricordo del terremoto del Friuli del 1976, snodo cruciale che pose le basi per l’attuale sistema di gestione delle emergenze. In questo quadro viene richiamato anche il ruolo operativo della rete di solidarietà ecclesiale e della Caritas, sottolineando infine la necessità pratica per ogni cittadino di conoscere i piani di emergenza locali.

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L’obiettivo della campagna di prevenzione

Da lunedì 12 a domenica 18 ottobre torna in tutta Italia la Settimana nazionale della Protezione civile, istituita nel 2019 con una direttiva del presidente del Consiglio con l’obiettivo di diffondere tra i cittadini una maggiore conoscenza dei rischi del territorio e dei comportamenti da adottare per prevenirli o limitarne le conseguenze. Il momento centrale dell’intera manifestazione coincide proprio con oggi 13 ottobre, giornata che le Nazioni Unite dedicano dal 1989 alla riduzione del rischio di disastri.

Il programma degli eventi e delle iniziative

L’edizione di quest’anno è l’ottava, in ordine di tempo, e sempre oggi il programma prevede due eventi importanti: Il primo consiste nell’inaugurazione, a Palmanova, da parte del capo del Dipartimento, Fabio Ciciliano, della mostra «Terremoti d’Italia»; il secondo consiste nell’arrivo nelle scuole medie del nuovo numero del fumetto «L’attimo decisivo», intitolato «Quando tutto trema». Giovedì 15 sarà il presidente Sergio Mattarella ad aprire a Villa Borghese, a Roma, il villaggio «Percorsi di protezione civile», mentre sabato 17 saranno consegnate le benemerenze alle organizzazioni di volontariato che si sono distinte durante la pandemia. Il tema scelto dalle Nazioni Unite, “La resilienza comincia da casa”, richiama la necessità di rendere più sicure le abitazioni prima che arrivi un’emergenza, perché investire nella sicurezza di una casa costa molto meno che ricostruirla dopo una calamità.

Il legame storico con il sisma del Friuli

La scelta del Friuli per uno degli appuntamenti principali non è casuale, poiché cinquant’anni fa, esattamente il 6 maggio 1976, il terremoto devastò Gemona e colpì decine di comuni: proprio da quella tragedia cominciò a prendere forma la moderna Protezione civile italiana sulla base di un modello di intervento, fondato sui centri operativi locali e sul ruolo dei sindaci, che avrebbe caratterizzato la gestione delle emergenze negli anni successivi. A maggio, in occasione di un intervento davanti al Consiglio regionale riunito in seduta straordinaria, Mattarella ha ricordato che «il nostro Paese conserva formidabili risorse morali di umanità e di senso di unità che sa esprimere nei momenti più difficili».

L’impegno del volontariato cattolico

Nella storia della protezione civile anche la Chiesa italiana si è ritagliata uno spazio importante. Sempre nel Friuli la Caritas, nata appena cinque anni prima, sperimentò i gemellaggi tra diocesi e diede vita a una rete di solidarietà che sarebbe diventata un riferimento anche per le emergenze successive e che oggi potrebbe prendere il nome di «grammatica della prossimità». Papa Francesco ha elogiato il servizio dei volontari della Protezione civile, che dal 2004 hanno come patrono san Pio da Pietrelcina, e ha ricordato il legame tra protezione e prevenzione.

L’importanza di informarsi sulle aree d’attesa

E, poi, c’è il tema della conoscenza, perché forse l’aspetto meno visibile del lavoro della Protezione civile, ma anche uno dei più importanti, è conoscere il piano di emergenza del proprio Comune, sapere dove si trova l’area di attesa, verificare la sicurezza della propria abitazione: gesti che possono fare la differenza quando arriva una calamità.

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