L’evoluzione dell’intelligenza artificiale registra una forte accelerazione verso sistemi autonomi sempre più integrati nelle attività operative quotidiane e aziendali. Da una parte, Anthropic ha introdotto una funzione sperimentale che consente al suo assistente Claude di prendere il controllo diretto dei computer Mac a distanza; dall’altra, all’interno di Meta si sta testando l’uso di agenti personali volti a ottimizzare i flussi di lavoro dei dipendenti, sebbene non manchino i primi incidenti legati alla sicurezza dei dati. Il settore prosegue inoltre il suo sviluppo sul versante della generazione di immagini con il nuovo modello Uni-1 di Luma AI, mentre continuano a far discutere le recenti dichiarazioni del Ceo di Nvidia, Jensen Huang, sul raggiungimento dell’intelligenza artificiale generale (Agi). In questo panorama di rapidi aggiornamenti tecnologici, si guarda già alla prossima conferenza per sviluppatori di Apple prevista per il 2026.
L’assistente Claude prende il controllo del computer
Anthropic, l’azienda di San Francisco che sviluppa l’assistente Claude, ha rilasciato una funzione che consente al proprio software di prendere il controllo diretto di un computer Mac: aprire applicazioni, cliccare sui pulsanti, compilare fogli di calcolo, navigare su internet. Tutto questo, ovviamente, mentre l’utente è altrove, magari in treno, e impartisce le istruzioni dal telefono attraverso una nuova funzione chiamata Dispatch (invio). In pratica, viene assegnato un compito dallo smartphone e poi ci si ritrova il lavoro completato. La funzione è disponibile come research preview per gli abbonati ai piani Pro e Max, per il momento solo su macOS, ma la versione Windows sta arrivando (speriamo presto). Il sistema, in teoria, è stato progettato con alcune cautele: prima di prendere il controllo dello schermo, Claude verifica se esistono integrazioni dirette con le applicazioni o accessi via browser, e ricorre alla navigazione visiva dello schermo solo come ultima istanza. L’azienda avverte inoltre che Claude chiede sempre il permesso prima di accedere a nuove applicazioni e che l’utente può interrompere l’operazione in qualsiasi momento. Dietro questa novità c’è anche un’acquisizione recente: a febbraio Anthropic ha comprato Vercept, una startup di Seattle specializzata nell’uso del computer da parte di sistemi di intelligenza artificiale. Il team di Vercept, che aveva sviluppato un agente capace di operare in remoto su un MacBook, si è unito ad Anthropic, e il lancio di ieri rappresenta il primo prodotto concreto nato da questa fusione, a sole quattro settimane dall’integrazione.
Gli agenti personali in via di sviluppo in Meta
Però la corsa verso agenti digitali sempre più autonomi non riguarda solo Anthropic. In casa Meta, secondo un’inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal, Mark Zuckerberg sta sviluppando un agente personale, una sorta di assistente artificiale per l’amministratore delegato, pensato per ottenere risposte rapide senza dover attraversare i vari livelli della struttura aziendale. L’agente è ancora in fase di sviluppo, ma starebbe già aiutando Zuckerberg a reperire informazioni che normalmente richiederebbero il coinvolgimento di più persone. Il progetto si inserisce in un cambiamento più ampio all’interno dell’azienda: l’uso dell’intelligenza artificiale è diventato un criterio nelle valutazioni delle prestazioni dei dipendenti, che vengono incoraggiati a costruire i propri strumenti basati sull’AI. Alcuni hanno creato un sistema interno chiamato “My Claw”, capace di leggere i documenti di lavoro e interagire direttamente con gli agenti dei colleghi. Un altro strumento, battezzato “Second Brain” (secondo cervello) e basato proprio su Claude di Anthropic, funziona come una sorta di capo di gabinetto digitale, in grado di pescare risposte da qualsiasi documento interno a richiesta. Esiste persino un gruppo interno dove gli agenti personali dei dipendenti dialogano tra loro. Tuttavia, un recente episodio ha mostrato i rischi di questa corsa all’agentificazione del lavoro: secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, un agente di intelligenza artificiale ha risposto autonomamente alla richiesta di un dipendente su un forum interno e un altro impiegato ha seguito quelle indicazioni, esponendo accidentalmente dati sensibili per circa due ore.
Il nuovo modello Uni-1 di Luma AI
Sul fronte della creatività, Luma AI — azienda fino a ieri nota soprattutto per la generazione di video — ha presentato Uni-1, un modello per la generazione di immagini che adotta un approccio diverso dai sistemi tradizionali. Anziché generare l’immagine a partire da un’immagine caotica che viene progressivamente ripulita, come fanno i modelli a diffusione, Uni-1 utilizza un’architettura autoregressive transformer, la stessa famiglia tecnologica di GPT Image 1.5 di OpenAI e Nano Banana Pro di Google: il testo e le immagini vengono elaborati nella stessa pipeline (catena di lavorazione), e il modello ragiona sulle istruzioni prima e durante la generazione. Nei test di preferenza umana, Uni-1 si è classificato al primo posto nelle categorie stile, editing e generazione basata su riferimenti, secondo quanto dichiarato da Luma. Il prezzo dell’API, circa 0,09 dollari per immagine a risoluzione 2K, è inferiore di circa un terzo rispetto ai concorrenti principali. L’accesso è per ora limitato ad una lista d’attesa.
Le dichiarazioni del Ceo di Nvidia sull’Agi
Tra le altre notizie della giornata, spicca un’affermazione destinata a far discutere: Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, il principale produttore di chip per l’intelligenza artificiale, ha dichiarato nel corso del podcast di Lex Fridman di ritenere che l’intelligenza artificiale generale — quella capace, almeno in teoria, di svolgere qualsiasi compito intellettuale umano — sia già stata raggiunta. «I think it’s now. I think we’ve achieved AGI», ha detto Huang, riferendosi alla possibilità che sistemi di intelligenza artificiale possano creare autonomamente servizi digitali di valore economico. Ha poi subito ridimensionato l’affermazione, ammettendo che costruire e mantenere un’azienda complessa come Nvidia resta ben al di là delle capacità attuali di qualsiasi agente artificiale. La definizione di AGI (Artificial General Intelligence, intelligenza artificiale generale) resta d’altronde uno dei temi più controversi del settore Ai, con interpretazioni che variano sostanzialmente da un’azienda all’altra. Il termine pesa anche dal punto di vista contrattuale: alcuni accordi miliardari, come quello tra OpenAI e Microsoft, contengono clausole legate proprio al raggiungimento di questo traguardo.
Le prossime mosse di Apple alla Wwdc 2026
Infine, Apple ha annunciato che la sua conferenza annuale per sviluppatori, il WWDC 2026, si terrà dall’8 al 12 giugno, anticipando novità nel campo dell’intelligenza artificiale che secondo le indiscrezioni potrebbero includere un rinnovamento profondo dell’assistente vocale Siri.













