Avvenire di Calabria

C’è una schizofrenia che non può essere taciuta, e che parte dalle Istituzioni. Lo spunto da una telefonata-sfogo di un’operatrice Caritas

Razzismo in Europa, alcuni profughi sono più uguali degli altri

Purtroppo la narrativa delle migrazioni di questo tempo ci restituisce una triste realtà: l’Europa è chiusa in un sepolcro nuovo, quello del razzismo

di Davide Imeneo

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Di fronte alla sciagura umanitaria si registra uno strisciante razzismo in Europa. Nel Vecchio Continente, infatti, si sta correndo il rischio di fronteggiare le emergenze con attenzioni diametralmente opposte.

C'è un'emergenza nell'emergenza e si chiama razzismo in Europa

Tutti i profughi sono uguali, ma alcuni profughi sono più uguali degli altri. È questa l’amara conclusione scaturita al termine di una telefonata-sfogo di un’operatrice Caritas che, dopo lunghi giorni di ricerca, è riuscita a trovare una collocazione provvisoria per una persona africana sbarcata sulle coste calabresi e bisognosa di cure. Le porte spalancate per gli ucraini, diventano microscopici “forse” quando, a bussare, ci sono migranti del continente nero.


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Sia chiaro, nessuno vuole mettere in discussione la straordinaria e doverosa opera di accoglienza attuata nei confronti di chi sfugge dalla aggressione russa, ma è altrettanto doveroso ricordare che i profughi che scappano da altre guerre hanno pari dignità e soffrono lo stesso trauma dei nostri amici dell’est in fuga.

C’è una schizofrenia che non può essere taciuta, e che parte dalle Istituzioni.

Suvvia, anche al lettore più distratto sarà capitato di ascoltare gli accoglienti proclami dei capi di Governo di Germania e Inghilterra (per citarne solo alcuni), che aprivano le loro nazioni ai rifugiati ucraini. Ma chi non soffre di amnesie ricorderà bene come gli Stati che adesso stanno vestendo i panni da crocerossina, sono gli stessi che hanno affossato le politiche migratorie dell’Unione europea, negando la redistribuzione dei migranti, accettata solo sulla carta e negata coi fatti.

Dobbiamo prenderne atto, nelle cancellerie europee ci sono migranti che piacciono e migranti che non piacciono. Ma quel che accade a livello istituzionale non è dissimile da ciò che si respira sulla strada, nel sentire comune della gente che lavora a stretto contatto con il mondo delle migrazioni.

Gli sbarchi dei migranti africani stanno continuando anche in queste settimane , e stanno interessando il territorio calabrese: il nostro sguardo non può limitarsi ad Est, alla vicina Ucraina, perché, dalla più prossima Libia, c’è chi continua a scappare.

Per un autentico cristiano non esistono “veri migranti, che fuggono da guerre vere”, ed altri profughi, di serie B, che arrivano con i barconi. Esistono solo persone. Che, a prescindere dal colore della pelle e dal luogo di nascita, hanno bisogno di essere accolte.


PER APPROFONDIRE: L’allarme del capo della polizia: «Razzismo e nazismo diffusi tra i minori»


Purtroppo la narrativa delle migrazioni di questo tempo ci restituisce una triste realtà: l’Europa è chiusa in un sepolcro nuovo, quello del razzismo, che è rinato dalle ceneri del secolo scorso, forse anche a causa della descrizione populista e sovranista. La schizofrenia dell’accoglienza deve farci riflettere, perché le sue conseguenze ci rendono meno umani, capaci di preferire alcuni piuttosto che altri in base al colore della loro pelle. Un inaccettabile orrore che, al pari di quello delle guerre, deve finire.

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