Roberto Calasso, il libro sulle Scritture ripubblicato da Adelphi

roberto calasso

Ai Overview: Il presente testo analizza la figura di Roberto Calasso, storico editore e scrittore scomparso nel 2021, il cui percorso professionale è indissolubilmente legato alla casa editrice Adelphi. Attraverso le parole del critico Alfonso Berardinelli, l’articolo inquadra il profilo dell’intellettuale e la sua lunga carriera editoriale. Il nucleo centrale dell’analisi si focalizza sulla recente riedizione del suo saggio “Il libro di tutti i libri”, volume del 2019 dedicato allo studio dei testi sacri. L’autore esplora in particolar modo la Bibbia, descrivendola come l’impalcatura narrativa dell’intera civiltà occidentale. Viene inoltre documentato l’approccio letterario di Calasso all’intreccio tra le tradizioni ebraiche e greche, esaminando i passaggi che vanno dai patriarchi biblici fino alle considerazioni conclusive sulla figura del Messia.

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Il ruolo nell’editoria italiana e la direzione di Adelphi

Il nome di Roberto Calasso (Firenze1941 – Milano 2021), editore, saggista, narratore, intellettuale coltissimo si identifica con Adelphi, prestigiosa casa editrice italiana nata nel 1962 a Milano, da un progetto di Luciano Foa’, Robert Bazlen e Alberto Zevi. Calasso aveva iniziato a lavorare con l’Adelphi giovanissimo, all’età di ventun anni, diventandone direttore editoriale nel 1971, consigliere delegato nel 1990 e dal 1999 anche presidente. Forse il ritratto più autentico di questo intellettuale poliedrico e raffinato, l’ha fatto Alfonso Berardinelli, importante critico letterario e saggista, sul quotidiano “Avvenire”, nell’occasione dei cinquant’anni dell’Adelphi, nel 2013, con Calasso ancora in vita: “E’ stato in Italia l’editore più ispirato e geniale: colto fino ai più sofisticati gradi di erudizione e informato con una prontezza di scopritore che nessun altro è riuscito a uguagliare”.

L’opera letteraria e la nuova edizione de “Il libro di tutti i libri”

Calasso va ricordato anche o soprattutto come autore. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Le nozze di Cadmo e Armonia, Ka,Il rosa Tiepolo, La Folie Baudelaire, Il Cacciatore Celeste, L’innominabile attuale, Il libro di tutti i libri. Di quest’ultimo volume, pubblicato la prima volta nel 2019, è appena uscita una nuova edizione negli “Adelphi” (pagine 555, euro 16). E’ questo il libro con cui Calasso autore si cimenta su temi e storie che hanno da sempre affascinato, interrogato, incuriosito, filosofi, umanisti e uomini di fede di ogni tempo. Temi prevalentemente legati ai testi sacri: Bibbia in particolare.

La Bibbia come fondamento della narrazione occidentale

In questa approfondita (ri)visitazione del “libro dei libri”, Calasso s’immerge totalmente, riconoscendo in questo monumento della letteratura mondiale non solo il testo religioso fondamentale per l’umanità, ma la vera costruzione narrativa dell’Occidente. Racconta, l’editore e autore Calasso, una storia cominciata prima di Adamo, che finisce dopo di noi. Attraversa il testo da capo a fondo, con lo stesso metodo che filosofi e pensatori hanno sempre usato per capire l’esistenza del mondo. Spiega, di rifarsi alla complessità delle storie del passato ebraiche e greche e dice: “Le storie ebraiche, come le storie greche sono intricate e interdipendenti. Capirne una è la via per capirle tutte. E per capirne una occorre averle percorse tutte”.

Dalla solitudine della Creazione all’attesa del Messia

Il racconto ha inizio nella solitudine precedente alla Creazione, quando troviamo un uomo, che si chiamava Abramo, che udì alcune parole da una voce divina: “Va’ via dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che ti mostrerò”. Sono molti i personaggi che popolano il racconto di Calasso: da Mosè a Ezechiele, da Achab a Elia. Il capitolo finale è dedicato al Messia: “Nessuno sa dirne molto di più che il nome. Ma tutti sanno che c’è. Quando verrà il Messia – scrive – è probabile che passi inosservato”. Cosa cercasse Calasso rivisitando la Bibbia non lo sappiamo, ma quel che appare certo considerati i numerosissimi riferimenti culturali, teologici, filosofici e il turbinoso succedersi dei nomi e dei fatti è che ancora una volta “il libro dei libri” si conferma uno dei più straordinari laboratori narrativi della civiltà occidentale.

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