Avvenire di Calabria

Assicurati alla giustizia i presunti responsabili degli sbarchi di inizio mese in provincia di Reggio Calabria

Sbarchi in Calabria, individuati 7 presunti scafisti

Negli ultimi mesi si è registrato un incremento degli arrivi di imbarcazioni in particolare provenienti dalla Turchia

di Redazione Web

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Continuano numerosi gli sbarchi sulle coste della Calabria. Negli ultimi giorni centinaia i migranti giunti nella fascia ionica della provincia di Reggio Calabria, dove nell’ultimo anno si è registrato un incremento degli arrivi di imbarcazioni, in particolare, provenienti dalle rotte turche. La ricerca degli scafisti da parte delle forze dell’ordine si è conclusa con l’arresto dei responsabili degli ultimi tre sbarchi.  

Gli agenti della Polizia di Stato della Sezione Investigativa del Commissariato di Siderno e personale della Guardia di Finanza hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto di quattro cittadini extracomunitari, ritenuti responsabili di due distinti sbarchi avvenuti nei giorni scorsi presso il Porto di Roccella Ionica.


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Le attività info-investigative condotte hanno permesso di raccogliere elementi indiziari utili per acclarare la loro responsabilità nel trasporto dei clandestini. In particolare, sono stati fermati due cittadini di nazionalità uzbeca, ritenuti responsabili dello sbarco di 46 cittadini extracomunitari avvenuto il 9 dicembre e due cittadini di nazionalità siriana, ritenuti responsabili dello sbarco di 105 cittadini extracomunitari avvenuto il giorno dell’Immacolata.

Analoga attività è stata svolta dal personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria unitamente a quello della Guardia di Finanza, il cui esito ha portato al fermo di tre cittadini turchi, ritenuti responsabili dello sbarco di 86 cittadini extracomunitari avvenuto il 6 dicembre scorso presso il Porto di Reggio Calabria.


PER APPROFONDIRE: Tratta di esseri umani, quando ribellarsi è la «via» verso la libertà


Tutti i migranti clandestini sono stati denunciati per l’ingresso illegale nel territorio nazionale, mentre i fermati sono stati associati rispettivamente presso la casa circondariale di Locri e presso la casa circondariale di Arghillà per i successivi provvedimenti di competenza dell’Autorità Giudiziaria. (Foto Ansa)

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