Scuola. Da lunedì riprendono le lezioni anche in Calabria

Il Tar della Calabria ha accolto la richiesta di sospensione urgente degli effetti del provvedimento impugnato. In altre parole, si potrà tornare in aula per la didattica in presenza, sempre in relazione alle disposizioni governative ed agli altri decreti tutt’ora in vigore a livello locale. Le lezioni, infatti, resteranno sospese nelle zone rosse, come Fabrizia o Frascineto, dove il numero dei contagi da coronavirus ha raggiunto livelli preoccupanti. Il Tribunale Amministrativo, tuttavia, ha limitato la sospensiva alle scuole primarie ed alle secondarie di primo grado (quindi elementari e medie), mentre per le secondarie di secondo grado (superiori), pur riconoscendo la validità delle argomentazioni proposte nel ricorso, in virtù della maggiore capacità degli studenti più grandi di svolgere la didattica a distanza e della questione relativa ai trasporti, si è riservato di decidere quando entrerà nel merito il 10 febbraio prossimo.  

 

Secondo i giudici amministrativi, c’è un rilevante pregiudizio a carico del diritto all’istruzione ricadente sui minori compresi nelle fasce di età riconducibili all’istruzione elementare e media, non compensabile col ricorso alla didattica a distanza. Per questo il Tar della Calabria, accogliendo parzialmente il ricorso depositato dall’avvocato Perrone in rappresentanza di circa 160 famiglie, ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza regionale.

La decisione si fonda anche su un principio giuridico già ribadito nelle precedenti sentenze con cui il Tribunale Amministrativo aveva già censurato sul punto sia lo stesso Spirlì che alcuni sindaci: la prevalenza nella gerarchia delle fonti del diritto delle norme nazionali rispetto a quelle regionali. In altre parole, se il Consiglio dei Ministri ha valutato la frequenza delle scuole elementari e della prima media compatibile con il più grave scenario della diffusione della pandemia, quello relativo alla zona rossa, e la frequenza anche della seconda e terza media compatibile con lo scenario della zona arancione, non vi sono ragioni per introdurre in Calabria, limitazioni più restrittive.

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