Ai Overview: Il 31 luglio 2026 rappresenta una data significativa per la Piana di Gioia Tauro, con la dismissione formale della tendopoli di San Ferdinando e l’attivazione di un nuovo sistema abitativo a Rosarno destinato ai lavoratori stagionali. Alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e delle autorità regionali e locali, sono state supervisionate le operazioni di smantellamento del vecchio insediamento, per quindici anni al centro delle problematiche legate all’accoglienza dei braccianti agricoli. Contestualmente, la delegazione istituzionale ha fatto tappa presso il complesso di contrada Serricella, dove i primi 102 migranti regolari hanno preso possesso degli alloggi. Il progetto, frutto della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, prevede una compartecipazione economica da parte degli ospiti per il mantenimento dei servizi, tracciando il passaggio da un approccio emergenziale verso un modello strutturato di accoglienza e legalità.
La visita istituzionale e le fasi di smantellamento
Una giornata destinata a entrare nella storia quella del 31 luglio 2026. Una giornata che ha visto la presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, in visita istituzionale a Rosarno per seguire le fasi conclusive della dismissione della tendopoli di San Ferdinando e l’avvio del nuovo modello di accoglienza dei lavoratori migranti negli alloggi realizzati a Rosarno, già incoronata a Bruxelles “Capitale europea dell’accoglienza”. Ad attendere il sottosegretario Mantovano, erano presenti, accanto al sindaco di Rosarno, Pasquale Cutrì, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’assessore regionale Pasqualina Straface, il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, il Prefetto Fabio Ciciliano, Commissario straordinario del Governo per il superamento degli insediamenti abusivi dei lavoratori migranti, il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, onorevole Francesco Cannizzaro, i sindaci dei Comuni di San Ferdinando e Taurianova, il vicesindaco di Rosarno, Teodoro de Maria e la consigliera Emanuela Porretta, oltre ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle istituzioni civili e militari e agli enti coinvolti nel progetto.
I trasferimenti nei nuovi alloggi di contrada Serricella
Dopo una visita alla tendopoli di San Ferdinando, luogo simbolo per oltre quindici anni delle criticità legate all’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati nella raccolta degli agrumi, dove sono in corso le operazioni di dismissione, la delegazione si è trasferita a Rosarno, nel nuovo complesso abitativo di contrada Serricella, dove già 102 immigrati regolari sono stati trasferiti, a seguito di un lungo lavoro di collaborazione tra Governo, Regione, Prefettura e amministrazioni locali. Gli appartamenti, realizzati con fondi vincolati per garantire condizioni di vita dignitose e servizi adeguati ai migranti, rappresentano una risposta concreta a un fenomeno che per anni ha richiesto interventi straordinari. Il superamento della tendopoli non rappresenta soltanto la fine di un’emergenza, ma l’inizio di un nuovo percorso, fondato sulla legalità, sull’inclusione sociale e sulla tutela della dignità dei lavoratori, consentendo di raggiungere un obiettivo considerato fino a pochi anni fa soltanto un’utopia.
Il coordinamento del Comune e gli impegni per l’edilizia pubblica
Particolare apprezzamento è stato espresso per il lavoro svolto dal Comune di Rosarno, che ha assicurato il coordinamento delle attività amministrative e dei servizi necessari al trasferimento degli ospiti nei nuovi alloggi, garantendo il supporto logistico e operativo durante tutte le fasi dell’intervento: un modello di accoglienza moderno, ordinato e rispettoso dei diritti di ciascuno. “Con la chiusura definitiva della tendopoli di San Ferdinando e l’ingresso dei lavoratori negli alloggi di Rosarno – ha dichiarato il sindaco Cutrì – si apre una nuova stagione per il territorio, nella quale sicurezza, dignità, integrazione e sviluppo potranno procedere di paripasso, offrendo una risposta stabile a una delle questioni sociali più rilevanti della Calabria.
L’operazione si ammanta di un significato ancor più importante poiché non costituisce un atto di puro assistenzialismo, ma prevede che i migranti contribuiscano economicamente al mantenimento dei servizi, assumendo diritti e doveri che si pongono alla base della crescita sociale, della convivenza e della cooperazione tra popoli.
L’amministrazione comunale – ha chiosato il sidaco – conferma, altresì il proprio impegno nella realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica destinati alle famiglie rosarnesi in condizione di bisogno, nella convinzione che le politiche abitative debbano garantire risposte concrete a tutte le fragilità del territorio, senza alimentare alcun tipo di contrapposizione”.













