Avvenire di Calabria

Lo rivela l'agenzia stampa "Il Velino" che anticipa le risultazione dell'indagini preliminari sul fallimento dell'ex società di gestione

Sogas, dieci avvisi di garanzia

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ci sono dieci indagati per l’inchiesta sul fallimento della Sogas, la societa’ di gestione dell’aeroporto di Reggio Calabria, dichiarata fallita nel novembre scorso, a seguito dell’istanza presentata dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e del pm Sara Amerio. Si tratta dell’ex presidente Carlo Alberto Porcino, del suo vice Vincenzo Calarco, dell’ex capo di gabinetto dell’allora sindaco Giuseppe Scopelliti, Antonio Barrile e dell’ex consigliere provinciale Luca Maio, gia’ finito in carcere nell’ambito dell’operazione Euroscuola che ha scoperchiato l’esistenza di due istituti scolastici totalmente abusivi a Locri. Ma avvisi di garanzia sono arrivati anche ai 5 revisori dei conti del collegio sindacale di Sogas Renato Antonelli, Giancarlo Filocamo, Giorgio Chiaula, Domenico Pensabene e Antonio Parente. Per tutti quanti l’accusa e’ di aver alterato il bilancio della societa’, cristallizzata nella contestazione di false comunicazioni sociali. Un reato cui per Porcino si aggiunge l'”omesso versamento di ritenute dovute o certificate”, perche’ “non versava entro il termine previsto ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti e pari a 389.710,26 euro”. Una colossale evasione, insomma. Motivo di tali condotte, ipotizza la procura, la determinazione di dirigenti e revisori a mantenere incarichi (e lauti stipendi) in barba ad una societa’ che almeno dal 2011 risulta in rosso. Al centro dell’indagine del pm Amerio ci sono i bilanci di Sogas del 2011, 2012 e 2013, alterati secondo le accuse appostando previsioni di entrata irrealizzabili o inesistenti, in modo da compensare le perdite. Un “metodo” non dissimile da quello sperimentato al Comune di Reggio Calabria, quando a reggere l’ufficio Finanze e Tributi era la dirigente Orsola Fallara, e finito al centro dell’omonima inchiesta conclusasi con la condanna dell’ex sindaco Scopelliti e dei revisori dei conti.

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.