Sport: «Facciamo tornare presto i giovani a fare attività fisica»

«Lo sport e il movimento fisico sono fondamentali per la ripartenza. Le limitazioni e l’inattività fanno preoccupare per le ripercussioni sul benessere fisico e psicologico dei minorenni italiani. Auspico che i tecnici del Comitato tecnico scientifico possano trovare presto soluzioni per la ripresa delle attività sportive in piena sicurezza. Nell’attesa che ciò sia possibile, con l’estate alle porte potrebbero essere riaperti i parchi, le dimore storiche e le ville pubbliche per consentire l’attività fisica e sportiva a bambini e ragazzi. Con il supporto del terzo settore, delle associazioni sportive, di educatori e di esperti in scienze motorie si potrebbero coniugare attività educative, di socializzazione e sportive». Così Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, in occasione della Giornata internazionale dello sport che cade oggi.
«La riduzione o la cessazione delle attività sportive ha colpito tutti. I ragazzi in alcuni casi si sono costruiti micro palestre in casa, ma ne hanno perso in socialità. La pandemia ha reso più visibili le diseguaglianze. Anche le opportunità che forniva la scuola con le ore di educazione motoria si sono ridotte a causa della pandemia», prosegue Garlatti, per la quale «si tratta di una questione particolarmente sentita anche a livello europeo: il Parlamento lo scorso 10 febbraio ha chiesto alla Commissione e agli stati membri un maggiore sostegno alle famiglie a basso reddito al fine di consentire ai loro figli di partecipare alle attività sportive e ad altre attività ricreative».
«Lo sport è divertimento e gioco – conclude l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – una dimensione e un diritto che appartengono al mondo dei più piccoli e che sono fondamentali per il loro sviluppo, anche sul piano delle competenze. L’attività sportiva promuove e insegna valori che in una fase di crisi diventano fondamentali: il rispetto, la solidarietà, la cooperazione, la condivisione e l’impegno. Lo sport di base rafforza l’inclusione sociale e l’integrazione dei bambini e ragazzi con minori opportunità. Per questo cerchiamo di far tornare presto i più giovani a fare sport».

Agensir

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