Avvenire di Calabria

Souley, Ibra e Ousman sono tre minori non accompagnati giunti in Italia: anche per loro è arrivato l’inizio di una nuova positiva esperienza a Reggio Calabria

«Studiare? La cosa più bella che mi è capitata»

Piero Surfaro

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

«Non è facile per me frequentare la scuola a Bagnara, ma è la cosa più bella che mi sia capitata da quando sono partito dalla Costa d’Avorio per realizzare il sogno di avere una vita migliore e piena di belle cose». A parlare è Souley un ragazzino di quasi 11 anni che dallo scorso febbraio è ospite del Centro di accoglienza straordinario “Istituto Santa Maria degli Angeli” gestito dal Centro reggino di solidarietà (Cereso.). Dallo scorso 14 settembre, così come per tutti i bambini e ragazzi calabresi, anche per Souley, per Ibra e per Ousman, 3 minori stranieri non accompagnati, è suonata la campanella di inizio scuola.

Se per molti ragazzini italiani la prima campanella è motivo di “tristezza” poiché finiscono le vacanze, per i nostri tre amici africani è motivo di festa perché finalmente iniziano il percorso che ritengono utile per iniziare a realizzare il sogno di una vita migliore. «Andare a scuola è stato strano, ma bellissimo – dice Ibra – accompagnato da Marianna (psicologa del centro, ndr) ero emozionato e impaurito, ma l’accoglienza dei compagni, delle insegnanti e della Dirigente mi ha emozionato e mi ha fatto essere felice come non lo ero da molto tempo».

Souley e Ibra hanno iniziato il percorso nella prima classe della scuola secondaria di I grado dell’I.C. “Foscolo” di Bagnara Calabra. Ogni mattina sempre pronti per entrare in classe con il sorriso coinvolgente e ogni pomeriggio vogliosi di fare i compiti per «imparare cose nuove che ci serviranno nella vita!». «Ci piace molto quando, rientrando a casa i compagni più grandi ci chiedono cosa abbiamo fatto e vogliono guardare i nostri diari. Assieme agli educatori facciamo i compiti e stiamo già imparando tante cose ». I due ragazzi hanno imparato a parlare l’italiano, e lo parlano bene, nel laboratorio di alfabetizzazione organizzato dalla struttura di accoglienza ed oggi riescono a comunicare perfettamente con i compagni e con le insegnanti.

Ousman invece ha iniziato il primo anno all’Istituto Tecnico Industriale “Volta” di Bagnara Calabra. «È un sogno per me potere studiare per raggiungere un grande obiettivo. Voglio imparare tante cose per potere lavorare e crearmi una famiglia tutta mia. Voglio dimenticare le cose brutte vissute durante il viaggio e durante la permanenza in Libia dove sono stato torturato e imprigionato. L’accoglienza di tutti a scuola è stata eccezionale e spero di ripagare con i buoni risultati tutto il bene che sto ricevendo». Anche i compagni più grandi dei nostri tre piccoli amici sono in procinto di iniziare il percorso scolastico presso una nuova sede del Centro permanente di istruzione per adulti che tra pochi giorni sarà aperto a Bagnara Calabra grazie ad un azione sinergica di tutte le istituzioni locali sia scolastiche, che politiche che governative.

Articoli Correlati

La missione della scuola

La missione della scuola? Educare alla cultura

Una prof di religione ci porta all’interno delle attese di ogni docente il giorno prima dell’inizio delle lezioni scolastiche. Secondo la professoressa Fortani, «l’identità di spazio culturale che appartiene alla scuola va confermata e tutelata».

Morrone scrive agli studenti

Morrone scrive agli studenti: «Siate costruttori di un mondo umano»

La lettera inviata dal presule reggino in occasione dell’apertura dell’anno scolastico. L’invito a ripartire dopo il Covid: «Il desiderio di vivere insieme, di condividere una comune avventura, è grido insopprimibile dell’anima acutizzato dalla pandemia, segnalandoci che le relazioni sono come l’ordito e la trama che strutturano il nostro tessuto umano, il tuo»

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.