Ai Overview: Nel comune di Strongoli, il progetto di albergo diffuso Borgo Petelia unisce l’ospitalità turistica alla valorizzazione del patrimonio storico e identitario. Avviata circa dieci anni fa dal professor Lorenzo Berna attraverso il progressivo restauro di antiche abitazioni, l’iniziativa è oggi supportata anche da giovani fortemente legati al territorio per ragioni familiari. In questa cornice, per il mese di agosto, il progetto ha organizzato presso il Castello cittadino due eventi culturali incentrati su letteratura, musica e storia dei motori, pensati per favorire l’incontro tra la comunità locale e i visitatori.
L’albergo diffuso e il recupero architettonico
Luoghi che si raccontato attraverso le persone e le loro storie. È il caso di Borgo Petelia, nato nel centro storico di Strongoli come progetto di albergo diffuso, oggi è un’idea di ospitalità che mette al centro la cultura, l’identità e la riscoperta dei luoghi, trasformando il soggiorno in un’occasione per conoscere davvero il territorio. Un percorso iniziato circa dieci anni fa, quando Lorenzo Berna, professore di Urbanistica dell’Università di Perugia, arrivò in Calabria con un gruppo di studenti per studiare una città della fascia ionica. A colpirlo fu proprio Strongoli: un borgo affacciato tra mare, collina e campagna, ricco di storia ma segnato dall’abbandono. Quello che per molti rappresentava un limite, per Berna diventò una possibilità. Acquistò una prima abitazione, la restaurò e, negli anni, diede vita a un sistema di ospitalità diffusa composto oggi da sette dimore, dove l’arte povera calabrese dialoga con il design contemporaneo senza perdere il legame con la memoria del luogo.
La sinergia con le nuove generazioni
A raccogliere e rilanciare questa visione sono stati anche Walter Schiavo e Mattia De Tursi. I loro padri sono entrambi originari di Strongoli e loro hanno trascorso qui tutte le estati dell’infanzia, tra biciclette, amici, giornate al mare e passeggiate nel centro storico. È proprio durante una di quelle esplorazioni che hanno incontrato il professor Berna e il progetto Borgo Petelia. L’idea alla base non è quella di vivere nel passato vogliamo vivere nel passato, ma aprire Strongoli al mondo senza snaturarne l’identità. È una filosofia che guarda al turismo come occasione di incontro, di scambio culturale e di valorizzazione del patrimonio locale.
Il programma degli incontri estivi
È con questo spirito che Borgo Petelia, con il supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Strongoli, promuove due appuntamenti in programma nel mese di agosto, entrambi ospitati nella suggestiva cornice del Castello. Il primo appuntamento è in programma domenica 2 agosto, alle 21, e rientra nella XV edizione del Premio Letterario Caccuri.
Protagonista della serata sarà Mimmo Gangemi, ingegnere, giornalista e scrittore calabrese, che presenterà il romanzo A me la gloria. Attraverso la vicenda privata di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano, il libro restituisce il ritratto umano e politico di un’intera epoca, accompagnando il lettore fino al drammatico epilogo della fine del regime fascista. A dialogare con l’autore sarà Sofia Claps. La serata proseguirà con “Pavese e Tenco Reading”, spettacolo di Sasà Calabrese e Domenico Dara, in cui la scrittura di Cesare Pavese incontra la musica di Luigi Tenco. Un percorso tra parole e canzoni che invita a rileggere due protagonisti del Novecento attraverso una chiave intima e riflessiva.
Il secondo appuntamento è previsto per venerdì 7 agosto, alle 21.45, ed è organizzato in collaborazione con il Rotaract Strongoli. La serata sarà dedicata a Ignazio Giunti, il pilota automobilistico di origini strongolesi che ha lasciato un segno nella storia del motorsport italiano. L’occasione sarà la proiezione del docufilm Ignazio Giunti – La storia mai raccontata, scritto e diretto da Marco Gentili e prodotto da Bluebird Srl in collaborazione con Rai Documentari. Attraverso immagini d’archivio, testimonianze e ricostruzioni narrative, il documentario ripercorre la vita e la carriera del pilota.
Saranno presenti il regista Marco Gentili e Vittorio Tusini Cottafavi, nipote di Ignazio Giunti, studioso di automobilismo e autore del volume Ignazio Giunti, un pilota, un’epoca. Sono due appuntamenti diversi tra loro, ma accomunati dalla stessa idea di fondo: fare della cultura uno strumento per raccontare un luogo e costruire nuove relazioni.













