Un anno fa la morte di Papa Francesco: l’annuncio dal Vaticano e la sepoltura a Santa Maria Maggiore

Papa Francesco scrive

Il 21 aprile 2025, in seguito all’aggravarsi di un quadro clinico già compromesso da una lunga degenza per polmonite bilaterale, si è concluso il pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Il decesso è avvenuto presso la Domus Sanctae Marthae e la notizia è stata diffusa in via ufficiale dai canali vaticani dal cardinale camerlengo. Nei giorni successivi, dopo la fase di esposizione della salma e la celebrazione delle esequie presiedute dal cardinal decano in piazza San Pietro, le spoglie non sono state tumulate nelle Grotte Vaticane. Nel rispetto delle disposizioni contenute in un documento testamentario redatto nel 2022, la sepoltura ha avuto luogo nella basilica di Santa Maria Maggiore sull’Esquilino, luogo legato alla forte devozione mariana coltivata dal pontefice nel corso del suo ministero.

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L’aggravarsi delle condizioni e il decesso

Il mattino del 21 aprile 2025, lunedì dell’Angelo, Jorge Mario Bergoglio muore alle 7:35 nel suo appartamento alla Domus Sanctae Marthae. Il giorno prima era in piazza San Pietro, sulla papamobile, a fare il giro tra la folla…lo ricordiamo come se fosse ieri, il volto segnato, i gesti misurati, lo sforzo evidente dietro ogni sorriso — ma c’era. Non si era tirato indietro nonostante nei mesi precedenti le condizioni si fossero aggravate. Dal 14 febbraio era stato ricoverato al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale, restandovi trentotto giorni. Alla domanda se stesse valutando le dimissioni, aveva risposto con una frase rimasta in molte memorie: «La Chiesa non si governa con le gambe ma con la testa». Era tornato in pubblico il 23 marzo. Ha retto fino a Pasqua.

L’annuncio del cardinale camerlengo

La causa del decesso, accertata attraverso un’elettrocardiotanatografia, fu resa nota nella serata del 21 aprile: ictus cerebrale, coma e collasso cardiocircolatorio irreversibile. Il cardinale camerlengo Kevin Joseph Farrell ne diede l’annuncio in diretta dai canali di Vatican Media: «Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla Casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa».

I funerali e il trasferimento della salma

Tra il 23 e il 25 aprile la salma fu esposta nella basilica di San Pietro. 250mila fedeli fecero la fila per rendergli omaggio. Poi i funerali si celebrarono il 26 aprile in piazza San Pietro, presieduti dal cardinal decano Giovanni Battista Re. Al termine, il feretro non rimase in Vaticano, attraversò alcune vie di Roma in corteo e raggiunse la basilica di Santa Maria Maggiore, dove Bergoglio aveva chiesto di essere sepolto.

Le disposizioni testamentarie

La richiesta era contenuta in un testamento firmato il 29 giugno 2022, custodito e reso pubblico solo dopo la morte. Le istruzioni: una tomba nella terra, senza decori, con una sola iscrizione — Franciscus. La scelta di Santa Maria Maggiore era spiegata nel testamento, dove Bergoglio aveva scritto: «La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima». La basilica sull’Esquilino, la più antica chiesa mariana di Roma, era il luogo in cui si recava a pregare prima e dopo ogni viaggio apostolico. Una devozione personale, sommessa, esercitata per dodici anni lontano dai riflettori. Rompeva con la tradizione dei pontefici sepolti in San Pietro, ma solo per coerenza. La stessa coerenza di un nome scelto senza ordinale — Francesco, non Francesco I — e di una tomba che non chiede di essere distinta da nessun’altra, tranne che per quella sola parola incisa nella pietra.

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