Un gesto nell’orizzonte del Risorto

Il senso e l’origine della Quaresima

Oggi, in fila l’uno dietro l’altro, tanti fedeli si accosteranno, in silenzio, al sacerdote, che spargerà loro sul capo un pizzico di cenere. Un rito, che dà inizio alla Quaresima e affonda le radici nell’antica prassi penitenziale. Originariamente, infatti, il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Si è partiti – come ricorda il liturgista Pelagio Visentin – da una celebrazione pubblica per giungere ad una celebrazione privata; poi, da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; infine, da una espiazione, previa all’assoluzione, prolungata e rigorosa, fino alla prassi odierna: una soddisfazione, successiva all’assoluzione. La celebrazione delle ceneri è nata a motivo della celebrazione pubblica della penitenza; costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Lungo il tempo, il gesto dell’imposizione delle ceneri si è esteso a tutti i fedeli e la riforma liturgica dell’ultimo Concilio ha ritenuto opportuno conservare l’importanza di questo segno. La teologia biblica svela un duplice significato dell’uso delle ceneri: le ceneri sono, anzitutto, segno della “fragile condizione dell’uomo”. Giobbe, con senso di estrema prostrazione, afferma: “Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere” (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell’uomo, simboleggiata dalle ceneri. Le ceneri, inoltre, sono anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire e decide di compiere “un cammino di rinascita”. Particolarmente chiaro è il testo della conversione degli abitanti di Ninive colpiti dalla predicazione di Giona: “I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo”. Anche il re “si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere” (Gio 3,5-9). La semplice ma coinvolgente liturgia del Mercoledì delle ceneri conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle due formule di imposizione: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” e “Convertitevi, e credete al Vangelo”. L’antica formula “Ricordati che sei polvere…” è strettamente legata al gesto di versare le ceneri, mentre la nuova formula “Convertitevi…” esprime meglio il cammino della Quaresima verso la Pasqua del Risorto. Visentin, da parte sua, osserva che, se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l’antica e la nuova formula che, congiuntamente, esprimerebbero al meglio il significato della celebrazione: “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo”.

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email