Un murales per «Sonati Vicinu: conoscere per riconoscersi»

Si è conclusa l’edizione 2020 di “Sonati Vicinu: conoscere per riconoscersi”, quattro giornate di festival dal 6 al 9 di Agosto organizzate a San Vito sullo Ionio nel borgo in provincia di Catanzaro, momento di condivisione e intensa aggregazione sociale, nonostante l’emergenza post pandemica. San Vito sullo Ionio una delle poche cornici in Calabria ad ospitare una rassegna culturale rispettosa della normativa anti-covid 19, che cerca di innovarsi di anno in anno, apportando cambiamento e dando nuova luce al comune di San Vito.

Da giovedì 6 agosto l’associazione pensionati “Insieme si può” con il gruppo operativo di “Sonati vicinu”, supportata dalla associazione “Linea Jonica”, hanno proposto una programmazione ricercata e intensa, una offerta culturale di alto calibro, un cartellone di eventi che ha visto dipanarsi personalità interessanti nell’ambito dello studio di archeologia e biodiversità, della musica e letteratura nonché dell’imprenditorialità locale. Fiore all’occhiello dell’edizione 2020 la performing art, eseguita da un artista catanzarese, SMOE, che ha riprodotto sulla facciata di un muro privato, presso la villetta di Piazza Marconi, l’immagine tipica di una donna in abiti tradizionali. Durante le quattro giornate, chiunque ha potuto assistere alla realizzazione e allo sviluppo dell’opera stessa, sentendosene parte, opera simbolo di un passato lontano, capace di raccontare una storia a chi, passando dalla piazza, la osservi nella sua interezza. Un murales per San Vito, un ponte capace di mettere in connessione passato, presente e futuro.

La risonanza che riscontra di anno in anno la rassegna, è indice di quanto la comunità sanvitese si riscopra nella sua interezza e si senta parte di questo progetto, il cui obiettivo è comune: far rivivere una piccola realtà dotata di potenziali di un inestimabile livello. Il gruppo organizzativo di “Sonati vicinu” è ambizioso di crescere, animato dal desiderio di portare innovazione a livello socio-culturale. Volontà comune è quella di essere un collante generazionale, che favorisca il dialogo alla riscoperta del proprio senso di comunità. Tutto questo, attraverso un appassionato lavoro condotto durante i mesi precedenti al periodo estivo, che ha avuto come punto d’arrivo la produzione di bellezza e unità, attraverso la cooperazione di un gruppo di giovani, attivi per la comunità e desiderosi di muovere le corde emozionali di un pubblico, sempre più curioso e accogliente.

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