Ai Overview: In un’epoca segnata da una complessa crisi istituzionale e da conflitti frammentati, il panorama geopolitico internazionale sta attraversando una profonda ridefinizione. Al centro di questo mutamento si registra una progressiva emarginazione della dimensione religiosa dallo spazio pubblico, spesso sostituita o strumentalizzata dalle logiche dei nuovi nazionalismi e dall’espansione del potere legato ai dati e all’intelligenza artificiale. L’analista Andrea Gagliarducci, attraverso il suo saggio “Un ordine mondiale senza Dio?”, esamina questi fenomeni mettendo in evidenza il rischio di una perdita di centralità della teologia e del cristianesimo nel mondo occidentale. La riflessione proposta punta a recuperare i principi della dottrina sociale della Chiesa come strumento per rimettere al centro lo sviluppo umano integrale, dialogando con le altre confessioni e restituendo chiarezza e significato a un linguaggio che appare oggi compromesso.
La crisi del sistema internazionale e il ruolo della religione
Stiamo assistendo in diretta – senza tuttavia accorgercene più di tanto – ad un impressionante cambiamento epocale, con un radicale ribaltamento del vecchio ordine mondiale. Terza guerra mondiale a pezzi, come diceva Papa Francesco, fallimento del mondo multilaterale, odio diffuso ovunque, scontri di civiltà, sono eventi sotto gli occhi di tutti. Tutto, sembra condurre verso la costruzione di un nuovo “ordine” [disordine], in cui dal vocabolario sembrano scomparse le parole umano e Dio; e non si tratta solo un problema di fede, ma di una realtà che indica come la religione [che ha dato un contributo importante alla concezione umana del mondo a] sia stata messa da parte, o strumentalizzata dai signori dei nuovi nazionalismi e dai ricchi padroni della società dei dati e dell’intelligenza artificiale . Con il libro “Un ordine mondiale senza Dio?”, sottotitolo “La Chiesa , la guerra, la pace, i diritti” (Città Nuova, pagine 262, euro 18,90) , Andrea Gagliarducci, analista Vaticano con molta esperienza internazionale, indaga su che tipo di risposte possono venire dalla dottrina sociale della Chiesa, nel tentativo di mettere ordine [umanità] al nuovo ordine mondiale in costruzione.
Il recupero del vocabolario e lo sviluppo umano integrale
Dalle analisi di Gagliarducci, emerge che c’è stata una sorta di fallimento delle religioni; nel senso che sembra evidente che abbiano perso quella trazione che nel dibattito pubblico le rendeva forza trainante; e questo vale, sottolinea l’autore , soprattutto per il cristianesimo nel mondo occidentale. Da dove ripartire ? Quali risposte urgono? Un nuovo ordine mondiale con Dio (che è sempre possibile malgrado il pessimo contesto attuale) , non può non considerare, sostiene Gagliarducci, che il vocabolario dell’umanità vada ricristianizzato, in modo che i suoi termini siano compresi e comprensibili, tenuto conto che lo sviluppo umano integrale non funziona se è solamente umano, ma funziona se si struttura come lo sviluppo di un essere che nasce con una sua dignità e come immagine di un creatore. La grande sfida della Chiesa, oggi è, dunque, primariamente quella di ricristianizzare il linguaggio. Si tratta, osserva lo studioso, di una necessità culturale, storica e critica, ma anche di restituire alla teologia un ruolo centrale nel dibattito pubblico, partendo dall’Occidente; senza negare il dialogo con le grandi religioni monoteiste, in particolare con l’Islam, in rapida crescita, e che è sempre più un fattore di cui non si può fare a meno.
Le risorse inesplorate e la centralità della dottrina sociale
La sfida, come è facile comprendere, è enorme, ma è pur vero che nelle idee della dottrina sociale della Chiesa ci sono risorse anch’esse enormi, e molte ancora inesplorate. I pericoli che derivano dal nuovo ordine mondiale che si tenta di costruire, li aveva già intuiti ed evidenziati papa Leone XIV, appena eletto: “Non sono pochi i contesti in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti, contesti in cui a essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere” aveva detto, durante la prima messa da papa. Il rimedio, è ripartire dalla dottrina sociale, che ha gli strumenti – conclude Gagliarducci – per guidare un rinnovamento del pensiero, che deve però riguardare tutte le religioni. C’è bisogno anche, come dice Leone XIV, “ che le parole tornino a esprimere in modo inequivoco realtà certe”.














Una risposta
Articolo molto bello e chiaro.
Siamo entrati in un abisso, -oserei dire-, senza possibilità di ritorno, ma purtroppo, non è quello di Dio.
Stiamo “raccogliendo la tempesta che abbiamo seminato” per non aver ascoltato l’autore del “naturale” come ci suggeriva ieri il profeta Osea (8,7) e concludeva:”dovranno ritornare in Egitto” (8,13)
In questo difficile passaggio dal naturale al superficiale dell’ AI, dobbiamo continuare a credere e sperare in Lui, unica nostra certezza che scaturisce dalla fede; Lui c’è, è presente, e con lua Sapienza, ci tirerà fuori dall’abisso.