Vaccinare i bambini in Calabria, il consiglio del pediatra: «Rischi minimi rispetto ai benefici»

Il 50% dei casi seguiti dal medico reggino risalgono agli ultimi due mesi. L’infanzia e l’adolescenza non sono più una “zona franca” in cui il coronavirus non colpisce i fragili
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Vaccinare i bambini in Calabria, il consiglio del pediatra: «Rischi minimi rispetto ai benefici». Domenico Capomolla è un pediatra di lungo corso. Impegnato da sempre al servizio dei bambini di Reggio Calabria, è un profondo sostenitore della vaccinazione ai minori. Lo abbiamo intervistato.

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Vaccinare i bambini in Calabria, il consiglio del pediatra: «Rischi minimi rispetto ai benefici»

Dopo 18 mesi di “resistenze”, ora, si spinge apertamente al vaccino dei minori. Lei cosa ne pensa?

Non lo dico io, ma gran parte del mondo pediatrico italiano si è espresso positivamente. Io ho sposato questa causa e sto cercando di vaccinare tutti i miei pazienti. I rischi sono veramente risibili rispetto ai benefici: la capacità di protezione è del 91%.

Ma a proposito di rischi si è sempre detto che il coronavirus per i bambini non sia poi così “aggressivo”.

Non è assolutamente vero. Probabilmente ne corrono meno di adulti con patologie, ma non ne sono esenti.


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Che percentuale stima di piccoli vaccinati tra i suoi pazienti?

Purtroppo molto pochi, ma il dato è viziato dalla tempistica: si è cominciato da troppo poco tempo. In Calabria siamo all’8%, cinque punti in meno rispetto alla media nazionale, ben oltre la metà della Puglia (20%) che è la regione-guida del Paese in questo momento. Personalmente, ribadisco, proverò a sensibilizzare la quasi totalità dei genitori dei miei pazienti, salvo qualche sporadico caso.

Come si può incentivare la campagna di vaccinazione tra i bambini e i ragazzi?

Un grande assist è arrivato il 28 dicembre scorso. La Regione Calabria ha firmato un protocollo coi pediatri di famiglia per un coinvolgimento attivo: l’idea è quella di aprire gli studi pediatrici alla vaccinazione. Non appena avremo disposizioni operative, io sono pronto a farlo coi miei pazienti.

Perché?

Il motivo è semplice: genitori e figli vengono con più fiducia dal pediatra piuttosto che andare ad un hub vaccinale.


PER APPROFONDIRE: Vaccini a scuola: 10mila bambini rispondono presente in Calabria


Non crede che prima i genitori vanno “convinti”?

Bisogna contrastare tante fake news. La domanda più frequente riguarda lo sviluppo sessuale del bambino: nessuna notizia può essere più falsa.

Covid-19 e minori. Qual è stata la sua esperienza?

In questi due anni ho seguito circa 60 casi di cui la metà si è sviluppata negli ultimi due mesi. L’età si sta abbassando notevolmente: i bambini non sono più una “zona franca”.

Vista l’incidenza di casi nell’ultimo periodo, la via della didattica a distanza è l’unica forma di prevenzione possibile?

Sono fermamente contrario alla chiusura delle scuole. L’assenza di socialità provocherà risvolti futuri imprevedibili e gravi. Tenerli chiusi in questa fase delle loro vita è pericolosissimo.

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