Ai Overview: Il 17 ottobre ricorre la Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, data che coincide con la firma della Convenzione di Parigi del 2003. L’obiettivo dell’Unesco è la salvaguardia delle espressioni culturali non monumentali, come dialetti, consuetudini, arti performative e tecniche artigianali, per proteggere le specificità locali dai processi di globalizzazione. Il testo illustra le principali differenze rispetto ai siti fisici e fornisce una panoramica delle tradizioni italiane iscritte nella Lista Rappresentativa. Una sezione specifica è dedicata alla Rete delle grandi macchine a spalla, formalmente riconosciuta nel 2013. Tra queste viene menzionata la Vara di Palmi, descritta come un esempio di manifestazione capace di alimentare le dinamiche di cooperazione comunitaria e di favorire il passaggio intergenerazionale delle competenze pratiche.
L’istituzione della ricorrenza e i princìpi della Convenzione di Parigi
Il prossimo sabato 17 ottobre come ogni anno si celebra la Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale. Una ricorrenza proclamata dall’Unesco nel novembre 2023, durante la 42esima sessione della sua Conferenza Generale, per sottolineare l’importanza di salvaguardare le tradizioni vive, le espressioni orali, le arti dello spettacolo, i rituali e i saperi artigianali tramandati di generazione in generazione. La prima edizione in assoluto è stata celebrata il 17 ottobre 2024. Questo giorno coincide con l’anniversario dell’adozione della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, firmata a Parigi il 17 ottobre 2003. Il trattato ha introdotto tutele vincolanti per proteggere la diversità culturale e promuovere la consapevolezza dei beni intangibili di fronte alle sfide della globalizzazione.
Gli ambiti e le manifestazioni dei beni intangibili
A differenza dei monumenti e dei siti archeologici fisici, questo patrimonio si manifesta in ambiti come: tradizioni ed espressioni orali, inclusi i dialetti e il linguaggio; arti dello spettacolo, come la musica tradizionale, la danza e il teatro; consuetudini sociali, riti religiosi o laici ed eventi festivi; saperi e pratiche legati alla natura, all’universo e all’artigianato tradizionale.
Le peculiarità italiane nella Lista Rappresentativa
In Italia, tra i numerosi elementi iscritti nella Lista Rappresentativa dell’Unesco, spiccano l’Opera dei Pupi siciliani, l’Arte del pizzaiuolo napoletano, la Perdonanza Celestiniana e il Saper fare liutario di Cremona.
Il riconoscimento alle macchine a spalla e alla Vara di Palmi
Da notare che la Rete delle grandi macchine a spalla italiane è stata inserita ufficialmente nel 2013 nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. Questo speciale riconoscimento celebra una forma di devozione e tradizione popolare radicata in diverse comunità storiche italiane, unite dal legame sociale, dalla cooperazione e dallo sforzo coordinato per il trasporto a spalla di imponenti strutture votive. Tra queste c’è la Vara di Palmi. L’importanza di questo riconoscimento Unesco risiede non solo nel valore monumentale delle macchine in sé, ma soprattutto nella trasmissione delle competenze artigianali, nei riti condivisi e nello spirito comunitario di solidarietà transgenerazionale che queste feste riescono a mantenere vivo.













