Avvenire di Calabria

La diocesi di Reggio Calabria - Bova partecipa alle celebrazioni per la 27esima giornata mondiale della vita consacrata

Consacrati, “sentinelle” di speranza: oggi messa in Cattedrale

L'arcivescovo Fortunato Morrone presiederà la santa messa in Duomo, preceduta alle 17.30 dalla recita del Rosario

di Gabriele Bentoglio

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La 27esima giornata mondiale della vita consacrata si coniuga con la festa liturgica della presentazione di Gesù al Tempio, che si celebra oggi il 2 febbraio. Nella cattedrale di Reggio Calabria sarà l’Arcivescovo Fortunato Morrone a presiedere la ricorrenza.

Giornata della vita consacrata a Reggio Calabria, il programma

La giornata mondiale della vita consacrata a Reggio Calabria inizierà con la recita del Rosario, alle 17.30, guidato dalle religiose e dai religiosi presenti in diocesi. Poi verrà data particolare solennità al rito della processione con le candele benedette, la “Candelora”, che avvierà la celebrazione dell’Eucarestia.


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I consacrati e le consacrate sono un dono prezioso anche nella nostra chiesa locale: sono come le sentinelle che, tenendo accesa la fiaccola della speranza e dandosi da fare per vivere la preghiera e le opere della carità, indicano agli uomini e alle donne del nostro tempo la presenza di Dio e incoraggiano la solidarietà fraterna. Religiosi e religiose di ogni generazione e secondo il carisma dei loro Istituti, sono come i profeti della Bibbia: anche se fragili e a volte impauriti, fanno in modo che la Parola – il Vangelo vivo di Gesù Cristo – penetri nel quotidiano di ogni persona e, soprattutto, lo fanno con la testimonianza del loro stile di vita.

Consacrati e consacrate, un esempio

Sono uomini e donne di frontiera, a confine tra il ciglio della strada e la porta del convento, protesi verso gli ultimi e legati con il vincolo della fraternità al loro carisma. Il contributo che oggi possono dare le religiose e i religiosi alla nostra diocesi e al mondo tocca specialmente il recupero della vita interiore. La vita consacrata è una sollecitazione a persuaderci che è necessario «perdere tempo con Dio».

Per fare del bene e tendere la mano ai tantissimi bisognosi della nostra diocesi, così come per dare voce alle ingiustizie e alle prevaricazioni che degradano il nostro territorio e ledono la dignità delle persone, prima di tutto c’è bisogno di dedicare tempo alla preghiera, alla meditazione e allo studio della Parola.


PER APPROFONDIRE: Vocazioni e liturgia, verso la Giornata del ministrante a Reggio Calabria


È urgente recuperare spazi di silenzio e di ascolto: in effetti, i ritmi frenetici della vita quotidiana e delle attività socio-pastorali rischiano di desertificare lo spirito. In un tempo di crisi nella fede e di facile pragmatismo, è indispensabile dare tempo all’ascolto del Signore.

D’altronde, convertirsi è proprio questo: ritornare a parlare con Dio e, di conseguenza, sentire il suo appello a curare le ferite dell’umanità.

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