Avvenire di Calabria

Ucciso da un agguato mafioso

XXX anniversario della morte del prof. Giuseppe Rechichi

Il Vescovo Milito lo ricorda a Polistena

Redazione Web

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Sabato 4 marzo, nella chiesa di S. Marina Vergine in Polistena, il Vescovo Milito ha celebrato una Santa Messa per commemorare il prof. Giuseppe Rechichi, ucciso in un agguato mafioso nel 1987. Nato a Delianuova nel 1939, il prof. Rechichi insegnava Matematica e Fisica nell’Istituto Magistrale Statale di Polistena dal 1974. Padre di due figli, si recava a scuola quando alle 8,10 del mattino fu colpito da un proiettile indirizzato ad un altro. Il prof. Rechichi è morto per un errore. Certamente è morto per la violenza della ‘ndrangheta. Oggi a ricordarlo, nonostante i trent’anni trascorsi, sono la cittadinanza di Polistena, rappresentata dal sindaco, dott. Michele Tripodi, e l’Amministrazione comunale; dalla comunità scolastica dell’Istituto a lui dedicato, rappresentata dal dirigente prof.ssa Francesca Maria Morabito, il corpo docente e rappresentati degli studenti. Prima della celebrazione eucaristica, animata dai canti eseguiti dagli studenti del Liceo Musicale di Cinquefrondi, gli studenti e i professori si sono recati presso via Lombardi, di fronte agli uffici postali luogo dell’agguato, per un momento di raccoglimento tenuto da don Pino Demasi, parroco di ‘S. Marina Vergine in Polistena, il Vescovo e con le testimonianze del prof. Filippo Ascrizzi, già docente dell’Istituto Magistrale, di Maria Carmela Furfaro e Sabrina Distilo, allieve del prof. Rechichi. Durante l’omelia il Vescovo Francesco, commentando il brano della chiamata di Levi, ha evidenziato come «l'uomo è per natura portato a pareggiare i conti, ma il Vangelo ci invita a chiedere l'aiuto dello Spirito Santo per pregare affinché i malvagi si convertano». La commemorazione è iniziata già venerdì 3 Marzo presso il Cine Teatro Garibaldi durante un incontro con don Pino Demasi, il prof. Giovanni Laruffa, presidente dell’associazione ‘G. Rechichi’, il sottosegretario di Stato alla Giustizia, dott. Gennaro Migliore e il Procuratore capo della Procura della Repubblica di Palmi, dott. Ottavio Sferlazza, il giornalista Michele Albanese e Maria Carmela Furfaro. Nel corso dell’incontro sono stati eseguiti diversi intermezzi musicali.

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