Ai Overview: In occasione dell’ottocentenario della morte di San Francesco, la città di Assisi ospita un ciclo di celebrazioni istituzionali e religiose previste tra il 3 e il 4 ottobre. Il programma, organizzato dal Sacro Convento, si distingue per la partecipazione straordinaria di tutti i presidenti di Regione, dei sindaci dei capoluoghi italiani, del corpo diplomatico e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che rivolgerà un messaggio alla nazione. L’evento costituisce il baricentro dell’anno giubilare indetto da Leone XIV, accompagnato dalla concessione dell’indulgenza plenaria per i fedeli. Le giornate commemorative richiamano l’attenzione sull’eredità francescana legata all’ecologia integrale, alla pace e alla dottrina sociale della Chiesa, temi sviluppati nel magistero di diversi pontefici. Un messaggio ribadito anche dal cardinale Matteo Zuppi, che ha approfittato dell’occasione per lanciare un nuovo appello per il disarmo e la cessazione dei conflitti a livello globale.
Il programma istituzionale e la presenza del Presidente Mattarella
Ad Assisi, dove al tramonto del 3 ottobre 1226 Francesco morì accanto alla Porziuncola, le celebrazioni per gli ottocento anni dal Transito raggiungono tra sabato 3 e domenica 4 ottobre il loro momento più alto. Il Sacro Convento, infatti, ha costruito intorno all’anniversario un programma speciale, tanto è vero che alla festa del patrono d’Italia, affidata tradizionalmente a una sola Regione, quest’anno sono invitati tutti i presidenti di Regione, i sindaci dei capoluoghi e gli ambasciatori accreditati in Italia. La lampada votiva dei Comuni d’Italia sarà accesa, per la prima volta, dal sindaco di Assisi Valter Stoppini, a nome di tutti gli italiani, e domenica il presidente Sergio Mattarella prima assisterà alla Messa nella Basilica superiore, in diretta su Rai1, e poi parlerà al Paese dalla Loggia: è il baricentro di un anno giubilare voluto da Leone XIV, che durerà fino al 10 gennaio 2027.
Il giubileo francescano e il ritorno della festività nazionale
Il decreto della Penitenzieria apostolica concede l’indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, ai fedeli che visitano in pellegrinaggio una chiesa conventuale francescana o un luogo di culto dedicato o legato a san Francesco, in qualunque parte del mondo, ma già a marzo oltre 370mila persone erano sfilate per un mese davanti alle spoglie del santo. Cosa cercavano? Il Papa, nella lettera che ha aperto il centenario, descrive «la pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato» come «dimensioni inseparabili di un’unica chiamata». Ed è dentro questo perimetro di fede e di valori che si concentrano quasi tutti i titoli di Francesco che forse hanno contribuito a spingere Pio XII a proclamarlo patrono d’Italia nel 1939, insieme a Caterina da Siena. Ma non è tutto perché da quest’anno la festività, cancellata nel 1977, è tornata con una legge promulgata nell’ottobre 2025.
Il patronato sull’ecologia e l’impatto sulla dottrina sociale
Il patronato sugli ecologisti, invece, ha una data precisa, ovvero il 29 novembre 1979, giorno della bolla “Inter Sanctos” di Giovanni Paolo II, mentre quello sugli animali è un titolo nato dalla devozione popolare e mai formalizzato da un atto della Chiesa: resta il fatto, tuttavia, che la Giornata mondiale degli animali si celebra proprio il 4 ottobre e che celebri sono i racconti della pecorella e del lupo che insegnano i valori del rispetto e dell’inclusione. E che dire, poi, dell’apporto che Francesco ha dato alla dottrina sociale? Già nel 1882, nove anni prima della “Rerum novarum”, Leone XIII dedicò al Poverello di Assisi l’enciclica “Auspicato concessum” e indicò nel Terz’Ordine una risposta alla questione sociale. Francesco, il primo pontefice a portare il suo nome, sulla sua tomba, il 3 ottobre 2020, ha firmato “Fratelli tutti”, che richiama la fraternità universale e l’amicizia sociale, con il buon samaritano come modello da imitare. Per non tacere, poi, della “Laudato si” del 2015, che ha introdotto l’ecologia integrale e ha affrontato i temi della custodia del creato e della condanna alla cultura dello scarto. Leone XIV, infine, ha firmato la sua prima esortazione apostolica, “Dilexi te”, dedicata ai poveri, proprio il 4 ottobre 2025.
Il rito dell’olio e l’appello della Cei contro la guerra
Alla presentazione delle celebrazioni, a Roma, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha legato il rito dell’olio all’impegno di tenere accesa la luce della pace e ha affidato al santo l’Italia, non salo l’Europa ma anche un mondo intero «che ha ancora troppa paura di deporre le armi».













