Avvenire di Calabria

La testimonianza dell'esperienza vissuta nella settimana di Taranto tra il 21 e il 24 ottobre scorsi

Anche l’Ordinariato militare per l’Italia presente alla Settimana Sociale

L'auspicio è che le piste pratiche di lavoro trovino attuazione

di Vincenzo Caiazzo

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Anche la Diocesi dell’Ordinariato militare per l’Italia è stata presente alla 49ª Settimana Sociale dei Cattolici italiani a Taranto sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”. L’Arcivescovo ha voluto, con sollecitudine pastorale, che la nostra Chiesa fosse presente, assicurando la partecipazione di un Cappellano delegato dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro.

A conclusione del Convegno di formazione dei Cappellani Militari ad Assisi, sabato 23 e Domenica 24 ottobre 2021 abbiamo preso parte al vivo dei lavori delle sessioni finali.


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I settemila delegati di tutte le Diocesi, Associazioni interessate e movimenti d’Italia presenti, insieme ad un centinaio di vescovi, sacerdoti e religiosi, erano l’immagine di una Chiesa che, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni politiche e civili e della cultura, era pronta a “connettersi” in una rete di socialità sana a sostegno del Creato e del bene comune.

Più volte è stato messo in risalto il collegamento al Magistero sociale della Chiesa e alle ultime autorevoli indicazioni di Papa Francesco che con le due encicliche “Laudato sì” e “Fratelli tutti” ha sottolineato l’impegno morale dei cristiani e degli uomini di buona volontà nella carità espressa attraverso il rispetto del creato. Nel suo messaggio ai partecipanti, il Santo Padre ha voluto sottolineare il senso di questo cammino: “Ecco, dunque, il pianeta che speriamo: quello dove la cultura del dialogo e della pace fecondino un giorno nuovo, dove il lavoro conferisca dignità alla persona e custodisca il creato, dove mondi culturalmente distanti convergano, animati dalla comune preoccupazione per il bene comune”.

Le sessioni di lavoro sono state seguite dai gruppi, in cui i partecipanti sono stati divisi. Il delegato dell’Ordinariato era inserito in quello denominato “Sostenibilità e Cittadinanza attiva”. In esso si è discusso e ampiamente dibattuto l’impegno come risorsa sociale e presenza sul territorio, la necessità di percorsi di formazione per i cattolici, la collaborazione con le istituzioni per essere modello di società sana e partecipe al bene comune in una unità del locale con il mondo globale.

Nel suo videomessaggio il Presidente del Parlamento Europeo, On. David Sassoli, ha ribadito che “oggi più che mai è necessario proteggere la nostra coesione, tutelare la nostra unità. La risposta è agire insieme, “prendersi cura” l’uno dell’altro e riscoprire l’importanza delle relazioni sociali nella comunità. Non è più accettabile uno sviluppo senza giustizia o una crescita senza diritti”. Ancora, il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella ha sottolineato come l’impegno di ciascuno è fondamentale, facendo riferimento al tempo della Pandemia, affermando “è stata – ed è tuttora – una prova molto dura. Ha evidenziato i nostri limiti e le contraddizioni del modello di società che abbiamo costruito”.

Il 23 ottobre, poi, il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente CEI, Mons. Stefano Russo, Segretario Generale, Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto nonché Presidente del Comitato scientifico delle Settimane Sociali, e Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, hanno piantato simbolicamente uno dei 25 platani che andranno a costituire l’area verde a Taranto. Alla riqualificazione dello spazio urbano si è aggiunto un profondo significato simbolico: alcuni di questi alberi, infatti, ricordano le piccole vittime innocenti della contaminazione dell’aria e dell’acqua, il cui sacrificio diventa monito perché si assumano impegni politici e nuovi stili di vita.

Nell’omelia di Domenica 24, a conclusione dell’evento, il Card. Bassetti ha precisato che l’intento di questa settimana era non di proporre un convegno, ma una piattaforma di partenza per dare speranza e avviare dei processi.

Trasversale ai vari argomenti è stata l’importanza che tale tematica, più volte e con forza sollevata da Papa Francesco, non è legata solo a cattolici, ma riguarda tutti i credenti, quasi una globalizzazione della “responsabilità individuale”.

In tal senso, la proposta, le riflessioni diventate “percorso” sono state sugellate nel Manifesto dell’Alleanza dei giovani, presenti in numero considerevole, che è stato sottoscritto dai rappresentati giovanili e dalle autorità presenti come impegno concreto e volontà di cambiamento. Si tratta di un esperimento politico di comunità che si costruisce giorno per giorno. L’alleanza è il frutto della “conversione”. Il punto di riferimento è l’alleanza del creato di Noè, di Abramo e di Gesù, per questo sentendoci aperti a camminare con tutte le persone di buona volontà.

Attendiamo le piste pratiche di lavoro perché non rimanga una riflessione ma diventi percorso anche nella nostra Chiesa militare.


PER APPROFONDIRE: Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia: le tappe


Infatti, anche la diocesi castrense vuole impegnarsi in un rinnovamento epocale nel costruire “Il Pianeta che speriamo” da lasciare ai posteri, esplicitando un impegno che, se non specificatamente politico, sicuramente potrà essere assunto come percorso culturale: aiutando nella riflessione sui temi sociali le giovani generazioni che sono affidate alla cura pastorale dei Cappellani Militari nelle Forze armate.

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