Arresto Tallini, Nicola Morra (M5s): «Era tra gli impresentabili»

Plauso anche di Salvini (Lega): «Mi ha attaccato tante volte; Gratteri è una garanzia quando c’è da fare pulizia»

“Vi ricordate le ultime regionali calabresi, a gennaio 2020? Questo signore, attuale presidente del Consiglio Regionale della Calabria, di Forza Italia, in virtù del Codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia, risultava impresentabile. A suo avviso ero io che mi accanivo contro di lui per una ‘vendetta personale’. Oggi si trova ai domiciliari. Ma era una ‘vendetta personale'” scrive il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, commentando l’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini.

“Ho mandato gli auguri a Gratteri [il procuratore che ha diretto le indagini, ndr] di buon lavoro: persona seria che conosco bene, quando c’è da fare pulizia lui è una garanzia. Tallini mi ha attaccato molte volte. Spero che questa vicenda spinga a fare presto, che scelga un calabrese come commissario. La risposta migliore sarebbe nominare un dottore specchiato e calabrese”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a Rtl 102,5.

“Gli arresti domiciliari per il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, chiamano in causa quella classe politica calabrese che ha sempre rinunciato al rinnovamento. Il fatto conferma forse quei gravi timori che la compianta Jole Santelli aveva espresso al giornalista Peter Gomez” afferma, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia. “Sono gravissimi gli addebiti nei confronti di Tallini, che per gli inquirenti – prosegue Sapia – avrebbe avvantaggiato la cosca Grande Aracri di Cutro in cambio di voti alle Regionali del 2014. La maggioranza politica della Regione Calabria ne esce travolta sul piano morale. Dunque si ripresenta la necessità e l’urgenza di fare pulizia nei partiti, di affrontare di petto la questione morale, senza più ipocrisia. Bisogna guardare la realtà e smetterla di far finta che non ci sia”. “Da anni – ricorda il parlamentare del M5s – denunciamo formalmente la penetrazione criminale nelle istituzioni, il condizionamento dell’amministrazione pubblica e il dominio di potentati mafiosi o d’affari nella gestione dei soldi della comunità, con particolare riferimento alle aziende del Servizio sanitario regionale. È giunto il momento di fare piazza pulita di tutti quei politici che sono rimasti immobili e silenti rispetto ai rapporti tra politica e criminalità, tra politica e comitati di interessi. La responsabilità, come di recente ha ricordato il magistrato Piercamillo Davigo, non è soltanto di chi sguazza in questo sistema, ma è anche, e forse in primo luogo, di chi tifa, anche semplicemente negando il problema, per quanti a questo sistema immorale appartengono”.

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