Assegno di inclusione, al via i pagamenti. In Calabria poche erogazioni

In tutta Italia sono in totale 287 mila 704 le famiglie che già venerdì hanno ricevuto il pagamento

Dallo scorso weekend anche in Calabria, come nel resto d’Italia, sono iniziati i primi pagamenti per l’Assegno di inclusione. In tutta Italia sono in totale 287 mila 704 le famiglie che già venerdì hanno ricevuto il pagamento. La somma viene accreditata sulla Carta di inclusione.

La misura è stata riconosciuta ai nuclei familiari che hanno presentato la richiesta entro i primi giorni di gennaio e che hanno sottoscritto il Patto di Attivazione digitale. La domanda, per essere accolta, ha dovuto superare i controlli preventivi relativi ai requisiti previsti dalla norma.


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Gli aventi diritto hanno ricevuto poi un sms con l’invito a recarsi presso un ufficio postale per ritirare la Carta di inclusione sulla quale è accreditato l’importo dell’assegno.

Le maggiori richieste in Campania e Sicilia

Oltre la metà degli assegni di inclusione pagati a fine gennaio (287.704 richieste accettate su 446.256 domande lavorate) è stato destinato a famiglie residenti in Campania e Sicilia, ovvero 154.666 pari al 53,76% sul totale.

Il dato emerge da una tabella Inps sulla suddivisione regionale dell’indennità introdotta dal 2024 in sostituzione del Reddito di cittadinanza per i nuclei in difficoltà con anziani, minori, disabili o situazione di bisogno accertata. In Campania sono state erogate 83.355 carte Adi mentre in Sicilia sono state 71.311. La popolazione di queste due regioni rappresenta il 17,67% degli italiani.

Assegno di inclusione, bocciata una domanda su quattro

Dalla tabella si evince che al Sud e nelle Isole sono stati pagati nel complesso 224.461 assegni con il 78,02% del totale, una percentuale che supera quella del Reddito di cittadinanza che nelle indennità di novembre 2023 aveva toccato il 65,59% con assegni a 540.296 famiglie su 823.695 nell’intero Paese.

In pratica oltre tre Assegni di inclusione su quattro tra i primi pagati sono destinati al Mezzogiorno contro uno su tre del Rdc. Circa una domanda su quattro di quelle già lavorate è stata respinta per mancanza di requisiti ma il Governo comunque ha ipotizzato una platea a regime di circa 700mila famiglie che potranno essere destinatarie della misura.

I dati delle altre regioni

In Lombardia, con quasi 10 milioni di abitanti (9.976.509) e il 16,91% della popolazione italiana sono stati erogati solo 12.304 assegni pari al 4,28% del totale. Nell’intero Nord sono arrivati nella prima tornata 33.261 assegni di inclusione con l’11,56% del totale mentre al Centro sono arrivati 29.982 assegni di inclusione pari al 10,42% del totale. La Regione con meno carte Adi è la Val d’Aosta con appena 135 assegni seguita dal Trentino Alto Adige con 201. Le regioni con più Adi dopo la Campania (83.355) e la Sicilia (71.311) sono la Puglia con 27.628 e il Lazio con 21.246.


PER APPROFONDIRE: Povertà, stop al reddito di cittadinanza: adesso chi rischia


La Calabria, sesta regione italiana in cui sono state presentate più domande, non è però tra le regioni in cui sono stati erogati più assegni.

Le 287 mila famiglie che potranno accedere ai pagamenti riceveranno un sms con l’invito a recarsi presso un ufficio postale per ritirare la Carta di Inclusione sulla quale è accreditato l’importo dell’assegno. Il pagamento medio è stato di 645 euro a nucleo.

Adi, è possibile ancora fare richiesta?

C’è tempo fino al 31 gennaio per inoltrare le richieste di Assegno di inclusione.

L’ADI, come il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), può essere richiesto in modalità telematica sul portale dell’Istituto, oppure presso i patronati e/o i Centri di Assistenza Fiscale. 

Il richiedente, oltre a presentare la domanda, dovrà sottoscrivere un Patto di attivazione digitale (PAD), all’interno del SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), al quale si accede online, direttamente dal portale INPS, dopo aver presentato domanda di ADI.

L’erogazione del beneficio e i percorsi di politica attiva

L’erogazione del beneficio avverrà, a seguito della verifica dei requisiti, a decorrere dal mese successivo alla sottoscrizione del PAD. L’erogazione è poi condizionata alla partecipazione a un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.


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I componenti del nucleo familiare beneficiario di ADI, di età compresa tra 18 e 59 anni, con responsabilità genitoriali attivabili al lavoro, saranno indirizzati ai Centri per l’impiego o ai soggetti accreditati ai servizi per il lavoro per la sottoscrizione del Patto di servizio personalizzato (PSP).

Il percorso di politica attiva può prevedere anche la partecipazione a Progetti utili alla collettività (PUC).

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