Avvenire di Calabria

Manifestazione di diverse sigle extra consiglio comunali davanti ai cancelli della Reges

Aumento delle imposte, la destra: «#CiarlaTARI Metropolitani»

Distribuito un documento alla cittadinanza sul caro tasse operato - a loro dire - dalla Giunta Falcomatà.

Redazione Web

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L’amministrazione Falcomatà, ribattezzata #Falsomatà, sta lasciando letteralmente in mutande i cittadini di Reggio. Per questo le sigle della destra militante reggina (Alleanza Calabrese, Destra per Reggio, Destra Popolare, Fiamma Tricolore, Fratelli d’Italia, Fronte Nazionale, Movimento Autonomo Popolare) hanno animato questa mattina, giorno 11.08.2016, un presidio di protesta davanti alla sede della Reges. Al sit-in, al quale hanno partecipato spontaneamente anche molti cittadini, sono stati esposti uno striscione con la scritta #CiarlaTARI Metropolitani insieme a tante mutande, denuncia goliardica delle politiche fiscali ad opera dell’attuale amministrazione comunale. I movimenti della destra militante reggina si dichiarano anche disponibili al dialogo con l'amministrazione per trovare soluzioni in favore dei cittadini, ed in tale ottica attendono un invito dal sindaco. Durante la manifestazione una delegazione è stata ricevuta dal dirigente della Reges, Serafino Nucera. «La TARI (tassazione sui rifiuti) - scrivono i movimenti della destra reggina - rappresenta l’emblema di questa amministrazione che riesce a mascherare le proprie incapacità con autocelebrazioni e appropriazioni indebite di conquiste altrui, come la Città metropolitana assegnata nel 2009 nonostante l'ostracismo ed il NO in Parlamento proprio di quel Partito Democratico che oggi si autoelegge e celebra. Il caso della Tari è emblematico di questo modo di governare la Città sulle spalle dei cittadini, tanta demagogia e nessun aiuto al territorio; basti pensare che nel 2009 il costo metro/quadro della tassa sui rifiuti era pari a 0,76 centesimi, meno di un euro e ridotta del 50% per i disabili, adesso Falcomatà esige oltre cinque euro metro/quadro, dunque un aumento del 700%.» Ed ancora proseguono nella nota stampa gli ex inquilini di Palazzo San Giorgio: «Ci sono voluti due anni per portare la percentuale della differenziata a Reggio dal 12% al 28% in meno della metà della Città??? Eppure a Catanzaro, Sindaco di centrodestra, in soli sei mesi si è raggiunto il 38%; forse nel catanzarese manca un Zimbalatti in Giunta? Possibile che la differenziata costi ben 8 milioni con un abbattimento della raccolta dei rifiuti ordinari di quasi il 30 per cento senza che tale investimento pubblico determini un abbattimento dei costi di nettezza urbana e della famigerata sua tassa (TARI)? Possibile che il costo in bolletta (di TARI si parla) non diminuisca nonostante vengano conferiti in discarica meno materiali indifferenziati (il 30% circa) con abbattimento della correlata spesa? Perchè di questo non si parla in Consiglio Comunale? Perchè non si difendono i Cittadini? Forse si pensa di poter continuare a rabbonire/sottacere i reggini con la solfa del debito? Non è stato spalmato in 30 anni, come per gli altri Comuni, con notevole abbattimento delle esigenze di cassa? Ed il ristorno dal Governo delle quote del piano di rientro, si parla di milioni di euro, non si potevano utilizzare per abbattere la pressione fiscale su cittadini ed imprese? Pensa forse il sindaco dei selfie di sviare in salsa demagogica con la ripetuta pantomima dell’agevolazione TARI alle famiglie con soggetti disabili? Servirebbero circa 500mila euro contro la disponibilità di qualche migliaia di euro essendo finanziata con gli introiti da beni confiscati e con il 5per mille, in pratica qualche migliaio di euro».

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