Acque pulite, in Calabria agiranno 6 battelli spazzamare

La sperimentazione riguarda alcuni siti individuati dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria con la Guardia Costiera
battelli spazzamare calabria

Li chiamano battelli spazzamare e saranno utilizzati anche in Calabria per difendere le acque marine dalla mano degli incivili. La sperimentazione riguarda alcuni siti individuati dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria con la Guardia Costiera.

I battelli spazzamare e la loro attività in Calabria

Una flotta di 6 nuovi battelli spazzamare “Sistema Pelikan”, sarà utilizzata dalla Regione Calabria, da domani fino al 26 agosto, per la pulizia degli specchi d’acqua del litorale tirrenico tra i Comuni di Tortora e di Nicotera. È una delle azioni messe in campo dalla Giunta Occhiuto nell’ambito degli interventi a difesa del mare calabrese. 


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Già, nell’estate scorsa, la Regione aveva sperimentato con successo l’impiego di una sola imbarcazione nel tratto di mare tra Scalea e Tortora. L’amministrazione regionale ha così deciso di intensificare tale attività, anche per la stagione balneare 2023, attraverso l’utilizzo di 6 nuovi battelli lungo 6 comparti costieri della costa tirrenica: Tortora-Scalea; Diamante-Bonifati; Guardia Piemontese-Falconara Albanese; Amantea-Gizzeria; Pizzo-Zambrone e Tropea-Foce fiume Mesima. 


PER APPROFONDIRE: Plastic Free, volontari e detenuti insieme per una Reggio Calabria più pulita


«Dopo l’esperienza positiva dello scorso anno – ha dichiarato Paolo Baldoni, Ceo di Garbage Group – torniamo nella bellissima Calabria, ma questa volta ci presentiamo con un’intera flotta di imbarcazioni “Sistema Pelikan”».

Nel 2022 una sola barca ha ottenuto risultati mirabili nelle acque comprese tra Scalea e Tortora, ma questo 2023 con 6 battelli riusciremo, nei fatti, a coprire l’intera costa tirrenica della Calabria.

Una task force che ha come missione ambientale quella di salvaguardare e disinquinare le acque calabresi e, allo stesso tempo, una funzione di monitoraggio e deterrenza a tutto vantaggio dell’economia turistica regionale.

Le imbarcazioni equipaggiate di drone per la per la sorveglianza e la rilevazione di rifiuti galleggianti in mare, ROV sottomarino per scannerizzare i fondali e geo referenziare i rifiuti e kit antinquinamento per schiume, idrocarburi, sostanze grasse e oleose in superficie e semi sommerse fanno del natante un vero e proprio “Sistema Pelikan” che permette di raccogliere ogni genere di rifiuti in mare in particolare la plastica.

«L’impiego di un gruppo navale di queste proporzioni non ha oggi eguali nel Mediterraneo, ponendo la Calabria come la regione più virtuosa al mondo nella tutela e difesa della salute del mare», conclude Baldone. 

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