L’ultimo aggiornamento Istat per la spesa sociale certifica come la spesa media per i servizi sociali e assistenziali in Italia varia tra i 78 euro del Sud e i 207 euro del Nord Est, passando per i 165 euro del Centro, i 162 euro del Nord Ovest e i 144 euro delle Isole
In ambito sociale, dopo il terremoto più mediatico che politico, conseguente alle dimissioni ed alla rielezione del Presidente Occhiuto, ci troviamo di fatto con le medesime urgenze di qualche mese fa, ma se possibile ancora più stringenti. Urgenze che peraltro hanno radici lontane nel tempo. Un indicatore senz’altro significativo è rilevabile dai dibattiti di questa breve campagna elettorale: l’assoluta assenza, salvo rare eccezioni, delle politiche sociali tra le priorità dei candidati. Certamente non una novità se si considerano gli investimenti di fatto nulli degli ultimi 20 anni.

La regione Calabria spendeva 15 milioni di euro per i servizi socio assistenziali nel 2005, e spende la medesima cifra nel 2025. Senza parlare dei Comuni i cui investimenti sociali sono sostanzialmente nulli. L’ultimo aggiornamento ISTAT per la spesa sociale certifica come la spesa media per i servizi sociali e assistenziali in Italia varia tra i 78 euro del Sud e i 207 euro del Nord Est, passando per i 165 euro del Centro, i 162 euro del Nord Ovest e i 144 euro delle Isole.Il valore minimo, guarda caso, è proprio quello della Calabria che con la sua “elemosina sociale” di 38 euro pro-capite si piazza per distacco all’ultimo posto della classifica regionale. Non dovrebbe stupire quindi che mentre al Nord gli utenti serviti dai servizi sociali sono 5,2 ogni 100 abitanti, al Sud sono appena 2,6, con la Calabria ben al di sotto della soglia limite di 2/100.
A fronte di questa situazione deficitaria, segnaliamo quindi tre priorità, che a nostro avviso rappresentano altrettante urgenze indifferibili per il Governo Occhiuto. A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento 22/2017 che ha finalmente introdotto anche in Calabria strumenti di programmazione (piano regionale e piani di zona), ed un set di requisiti minimi tesi a garantire la qualità dei servizi socio-assistenziali, ormai da oltre un anno attendiamo alcuni importanti correttivi necessari a rendere sostenibile l’impianto regolamentare.
La prima urgenza è quindi l’approvazione in Giunta della delibera di modifica del Regolamento che prevede da un lato l’adeguamento delle rette per i servizi, che in questo momento sono assolutamente insostenibili, dall’altro un peso minore in termini di compartecipazione alla spesa per gli utenti dei servizi domiciliari che rappresentano l’unica concreta alternativa all’istituzionalizzazione. Questa delibera, già concordata tra Regione, Ambiti territoriali e terzo settore, è pronta per l’approvazione ormai dallo scorso maggio.
La seconda priorità è rappresentata dalla necessità di un vero cambio di marcia, arrivando alla piena consapevolezza che i servizi sociali vanno considerati come un investimento e non come una spesa. Su questo punto tocca ribadire che sono assolutamente necessari ulteriori 10 milioni a bilancio regionale per rendere sostenibile il sistema. Cosa non impossibile se si considera che a fronte di un bilancio regionale di circa 700 milioni, il Consiglio Regionale può “disporre” di circa 300 milioni liberi da vincoli. Quindi mettere, o non mettere, le risorse necessarie per i servizi sociali è chiaramente una scelta politica. Peraltro un sistema di politiche sociali che funziona, ed una corretta integrazione territoriale, supporta in modo decisivo anche il sistema sanitario, questo sì priorità dichiarata da tutti i politici calabresi.
PER APPROFONDIRE: Povertà minorile, in Calabria un bambino su tre vive in condizioni di disagio economico
Terza urgenza, ma non meno importante, è la necessità di ridefinire i fabbisogni territoriali ed un corretto criterio di suddivisione delle risorse tra gli ambiti territoriali, in modo da consentire una pianificazione per territorio che non rappresenti un libro dei sogni. Auspichiamo che il presidente Occhiuto, che ben conosce le urgenze del settore, garantisca sin da subito un impegno concreto, individuando un Assessore che abbia le competenze per affrontare temi così delicati e così importanti per i cittadini, soprattutto quelli più fragili.













