Cosenza, la statuina dell’infermiera donata a monsignor Nolè

Ieri mattina Coldiretti Calabria e Confartigianato Imprese Cosenza hanno consegnato all’Arcivescovo Metropolita di Cosenza monsignor Francesco Nolè la statuina del presepe che raffigura l’infermiera anti-Covid. Si tratta di un’iniziativa avviata a livello nazionale anche in collaborazione con Symbola, che promuove la consegna del personaggio simbolo dell’anno in tutte le diocesi italiane. Nei giorni scorsi analoga consegna è avvenuta ai Vescovi delle diocesi calabresi. È un doveroso tributo – spiegano i promotori – agli operatori sanitari che sono in prima linea contro il Covid-19 per salvare vite, ma è anche simbolo di solidarietà, impegno e coraggio delle migliaia di imprenditori che da mesi ogni giorno, silenziosi, tengono duro con grande difficoltà per costruire la rinascita del tessuto produttivo del nostro Paese. Presenti all’incontro, il vice-presidente e direttore di Coldiretti Cosenza, del Patronato Epaca e iConsigliere ecclesiastico rispettivamente, Vincenzo Abbruzzese, Francesco Cosentini, Giuseppe Meringolo e don Fabio De Santis. Per Confartigianato Imprese Cosenza il Presidente Francesco Rotondaro e la Responsabile relazioni esterne Maria Loredana Ambrosio.

La statuina speciale del presepe è stata realizzata da artigiani di Napoli. La statuina che arricchisce il Presepe in anno di pandemia – affermano i responsabili delle organizzazioni – è simbolo dell’impegno e del sacrificio di tutto il mondo della sanità per la cura delle persone colpite dal Covid. Abbiamo voluto quindi consegnarla al Vescovo, quale segno di riconoscenza verso gli eroi del nostro tempo che lottano per sconfiggere la pandemia. Con la statuina dell’infermiera vogliamo sottolineare il valore della solidarietà, della sobrietà, del prodigarsi per gli altri, del rispetto. Mons. Nolè ha ringraziato per questo gesto simbolico ma che fa la storia di questi giorni, ha sottolineato, altresì,che nel messaggio natalizio che i vescovi calabresi hanno indirizzato alla comunità regionale si fa esplicito riferimento a medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose, agricoltori e artigiani e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo.. Quanta gente – ha concluso l’Arcivescovo -esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità!

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