Un’intesa per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale: è quanto prevede il protocollo firmato lo scorso 15 luglio tra Caritas diocesana e Uepe di Cosenza.
Inclusione sociale e lavoro agricolo per chi sconta pene fuori dal carcere
Il 15 luglio, l’Ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) di Cosenza e la Caritas dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano hanno sottoscritto un Protocollo di Intesa finalizzato a promuovere l’inserimento sociale, lavorativo e abitativo di persone sottoposte a restrizioni della libertà personale.

L’accordo rientra nel progetto “Custodire e Coltivare”, promosso dalla Caritas, che prevede tirocini formativi in ambito agricolo per almeno sette destinatari, offrendo loro l’opportunità di un percorso di professionalizzazione e reinserimento attivo nella società.
Una collaborazione destinata a crescere
Grande soddisfazione è stata espressa sia dal direttore dell’Uepe, dott. Antonio Antonuccio, sia dal direttore della Caritas diocesana, dott. Giuseppe Fabiano, che hanno auspicato l’avvio di una collaborazione duratura e proficua tra i due enti, non solo per questa iniziativa ma anche per futuri progetti comuni.
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Nel corso dell’incontro, il direttore Caritas ha portato al dott. Antonuccio i saluti dell’arcivescovo di Cosenza, monsignor Giovanni Checchinato, che ha sottoscritto il protocollo in qualità di legale rappresentante dell’Arcidiocesi.













