Avvenire di Calabria

L'ultimo intervento risale al 1999, l'opera di inestimabile valore artistico e sacro risale al XVII secolo

Cutro, sarà restaurato il Santissimo Crocifisso

Il progetto di conservazione sarà svolto sotto la direzione del noto restauratore Giuseppe Mantella

di Redazione Web

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Lunedì 8 agosto, alle ore 21.00, in Piazza della Riforma a Cutro, si vivrà un momento di particolare importanza, relativo alla Presentazione del progetto di restauro del Santissimo Crocifisso di Cutro. Il Progetto prende il nome di: “Un capolavoro svelato”, sotto la direzione del noto restauratore Giuseppe Mantella.

In questo lungo anno, la statua del Santissimo Crocifisso di Cutro è stata monitorata e ha subìto dei trattamenti per combattere l’infestazione da tarlo.  Sono state eseguite delle indagini sul legno e sulla pittura, fino ad arrivare ad una vera diagnostica con delle radiografie speciali, che hanno permesso agli addetti ai lavori di definire l’intervento di restauro, al quale verrà sottoposta l’opera di frate Umile di Petralia, a partire proprio dalle prossime settimane.


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Il gruppo del Comitato Festa, attraverso una nota, «invita tutti a partecipare a questo importante evento». Dall'otto agosto in poi, inizierà il vero countdown che si concluderà con la riposizione della statua nella nicchia centrale della Parrocchia del Santissimo Crocifisso di Cutro.

Crocifisso di Cutro, storia e particolarità

Come è noto, il Santissimo Crocifisso di Cutro è un’opera taumaturgica, decretata monumento nazionale nel 1939, quindi, al valore inestimabile di devozione si aggiunge, quello che lo Stato Italiano ha conferito per rilevanza storica e culturale. L'ultimo restauro risale al 1999. Senza dubbio, è un’opera che merita più attenzione anche da un punto di vista turistico. A tale proposito, sarebbe auspicabile mettere in atto progetti all’altezza della grande bellezza che questa opera stessa emana.

Il Santissimo Crocifisso di Cutro è un'opera lignea risalente al XVII secolo, scolpita da frate Umile Pintorno da Petralia. È particolare la triplice espressione del volto a seconda delle angolazioni da cui lo si osserva: dal centro sorridente, da sinistra sofferente, da destra l'aspetto del Cristo morto. La tradizione popolare narra che nel 1854 vi fu una forte siccità, che colpì fortemente le colture di cereali. I contadini si rivolsero ai frati del santuario affinché, grazie alle loro preghiere, il Santissimo Crocifisso mandasse la pioggia tanto desiderata.

Monsignor Antonio Piterà, primicerio della collegiata e futuro prelato, decise di portare la statua in processione per le vie del paese, in segno di penitenza, e durante la processione, finalmente arrivò la pioggia che pose fine alla siccità, salvando il raccolto, le abbondanti e improvvise precipitazioni costrinsero i cutresi ad interrompere la processione e portare il Crocifisso al riparo nell'edificio più vicino, cioè la chiesa della Santissima Annunziata, dove rimase fino alla fine delle piogge, cioè il 3 maggio, giorno in cui fu riportata nel santuario con sentita devozione e giubilo.

Una visita particolare

Una nota di orgoglio è stata aggiunta anche dalla visita di monsignor Timothy Christopher Verdon (sacerdote cattolico romano e storico dell’arte, specializzato in arte sacra cristiana) che durante un viaggio nella diocesi di Crotone, a fine maggio, ha voluto ammirare da vicino il capolavoro rappresentato dalla statua del Santissimo Crocifisso a Cutro.


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L’esperto sacerdote è stato accompagnato da don Bernardino Mongelluzzi e dal maestro orafo Michele Affidato, con i quali ha effettuato un’analisi dell’opera dal punto di vista storico, artistico ed ecclesiastico. Lo stesso monsignor Verdon è rimasto estasiato dalla bellezza e, in particolar modo, dal sorriso del Cristo da cui si intravedono la lingua e i denti.

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