Avvenire di Calabria

A distanza di quasi una settimana dall'incontro di Pasquetta con il Papa, ancora tanta è l'emozione tra gli adolescenti che vi hanno preso parte

Da Reggio a Roma, i giovani raccontano il Papa

Il racconto dei ragazzi: «Per noi un'esperienza speciale e indimenticabile, le parole del Santo Padre ci hanno gratificato e ci aiutano a superare le nostre paure»

di Redazione Web

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«Adesso passa, lo vediamo, eccolo…». Le voci dei giovani reggini si sono mescolate a quelli di altri 80mila adolescenti giunti da tutta Italia che lunedì scorso hanno affollato Piazza San Pietro in occasione dell’incontro di preghiera con il Santo Padre, #seguimi, promosso dalla Cei. In questi giorni in redazione sono giunte alcune testimonianze. Ve le proponiamo.

L’incontro di Pasquetta a Roma assume un altro valore simbolico e comunitario. Non solo per le parole di fiducia del Pontefice rivolte a chi oggi, più che mai, ha l’entusiasmo e la forza, dovuta alla giovane età, di poter costruire un mondo più sano. Per raggiungere questo, così come altri obiettivi, è necessario ritrovarsi, confrontarsi ed edificare insieme. Del resto è ciò che chiede l’attuale percorso sinodale voluto proprio da papa Francesco. È dalla piazza gremita di adolescenti che parte un importate grido, non di ribellione, ma di voglia di riappropriarsi dei propri spazi, forse, per troppo tempo perduti.


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«Questa esperienza ci dice di non fermarci», afferma don Michele D’Agostino, direttore dell’Ufficio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova. Lo confermano anche le testimonianze dei ragazzi che qui di seguito riproponiamo, insieme ad altre giunte in questi giorni in redazione.

Giovani dal Papa, il racconto degli adolescenti reggini

«Questo viaggio è stato caratterizzato sicuramente dalla gioia ma altrettanto dalla fatica, quella fatica che non provavo da tempo perché mi ero abituato alle dirette streaming e alle chiamate zoom. Quella fatica che ha reso ancora più bella e vera la gioia che si respirava in quella piazza», racconta Demetrio Pellicanò della comunità di Santa Lucia.

Per Michelle della parrocchia di Archi Carmine non è stata solo «la mia prima visita a Roma, ma un’esperienza unica che occuperà un pezzo del mio cuore». Dallo spettacolo, in Piazza San Pietro del giovane influencer Gabriele Vagnato, ai «due meravigliosi cantanti, Matteo Romano e Blanco, che hanno condiviso la loro musica con noi ottantamila ragazzi», fino all’arrivo di papa Francesco «passato sulla papamobile proprio davanti a noi. Ha speso delle parole fantastiche per noi giovani che credo - conclude Michelle - non dimenticheremo mai».

Per Jacopo Vita, giovane della parrocchia di Cardeto, «quest’esperienza segna un passo molto importante per la nostra crescita spirituale, oltre che personale. È stato molto importante che una figura rilevante come il Papa abbia deciso di trovarsi accanto e in mezzo a noi giovani». Il gesto di Francesco, ancora il racconto di Jacopo, «ci ha gratificato, non ci ha fatto sentire soli. Esperienze di questo tipo vanno vissute almeno una volta nella vita per poter fare passi avanti nella nostra crescita personale».

«Personalmente ho vissuto un'esperienza molto forte», dice Alessandra della parrocchia di Villa San Giovanni,  «già molto colpita dallo slogan dell'incontro: "seguimi". Seguimi – dice la giovane – vuol dire tanto, ma in questo caso vuol dire seguire Gesù, una figura che con i suoi insegnamenti, deve essere il centro della nostra vita. Il Papa, inoltre, ci ha chiamati alla fine ad essere felici e per me è stato importante. Le sue parole mi hanno dato carica per convivere in un mondo dove la felicità sembra essere persa».

Alessia Cuzzocrea della parrocchia di San Gregorio Taumaturgo, torna sulla «Pasquetta diversa, anzi speciale, quest’anno trascorsa». Oltre al divertimento e alla curiosità del visitare la bellissima città di Roma – racconta ancora Alessia –  abbiamo avuto l’occasione di incontrare una figura per noi importante e rappresentativa: il Santo Padre». Emerge l’emozione: «Personalmente – continua la giovane –  mi sembrava impossibile poter vivere un’esperienza del genere, forse perché vedo il Papa come una figura superiore e lontana rispetto a noi. Sentire la sua voce mi ha fatto, ancor di più, avvicinare a Dio e sentirlo più vicino e presente tra noi».


PER APPROFONDIRE: Incontro con Papa Francesco, i pellegrini di Reggio Calabria sono rientrati


Anche per Giulia Pirrotta, «oltre alla bellezza di Roma che vedevo per la prima volta, emozionante è stata una parte del discorso di Francesco. Il Papa ha detto a noi giovani di illuminare le nostre paure. All’inizio non ho ben compreso queste parole ma riflettendoci ho capito cosa intendeva; ci ha detto di farle venire fuori alla luce del sole così che Dio e chi ci sta accanto possa aiutarci a superarle e di non lasciarle nel buio. Evitare di continuare a permettere alle paure di farci del male e di renderci più vulnerabili e chiusi in noi stessi. Le paure vanno normalizzate perché fanno parte della vita, soprattutto di noi adolescenti che spesso affrontiamo esperienze per la prima volta senza la giusta preparazione e a volte  in solitudine. Un grazie va ai miei Educatori che mi hanno dato l’opportunità di partecipare ad un evento così importante ed emozionante che porterò nel cuore. Ovviamente – conclude Giulia –  il grazie più importante va a papa Francesco per le bellissime parole espresse durante l’evento e per l’organizzazione dello stesso».

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