Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 5 Maggio 2026

Parolin celebra per i anni della Casa Sollievo della Sofferenza

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Padre Pio: card. Parolin al 70° di Casa Sollievo della Sofferenza, “il Papa mi ha incaricato di dirvi che ha a cuore la situazione” dell’ospedale

“La sofferenza ha il potere di abbatterci, l’amore però ha il potere di sollevare. In questa Casa si offre un sollievo che nasce dalle cure mediche, dall’attenzione alla persona e dall’elevatissimo grado di competenza professionale. Di questo servizio prezioso siamo tutti molto grati”. Lo ha detto questa mattina a San Giovanni Rotondo il card. Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fortemente voluto e inaugurato da Padre Pio il 5 maggio del 1956. La mattinata delle celebrazioni si è aperta con il corteo processionale che, partendo dalla Chiesa di San Pio, ha portato l’urna della reliquia del corpo del Santo dinanzi al pronao di Casa Sollievo della Sofferenza, nel punto esatto in cui, 70 anni fa, il Frate pronunciò il celebre discorso inaugurale. “Sono lieto di comunicarvi – ha detto il porporato – il sostegno e la vicinanza di Leone XIV, che desidera ribadire la sua fiducia all’Opera e a tutti coloro che vi lavorano. Il Papa mi ha incaricato di dirvi espressamente che ha a cuore la situazione di Casa Sollievo della Sofferenza. E a questi sentimenti di stima, di fiducia e di sollecitudine associo anche i miei personali e aggiungo un fervido augurio per il cammino futuro. Questo cammino potrà costruirsi con l’impegno e con la collaborazione di tutti”. Prima della Concelebrazione Eucaristica, nel Pronao sono riecheggiate le parole di Padre Pio attraverso la diffusione del suo discorso inaugurale: “Signori e fratelli in Cristo – disse la Casa Sollievo della Sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d’ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà con i suoi raggi d’amore. Una nuova milizia fatta di rinunzie e d’amore sta per sorgere a gloria di Dio, e a conforto delle anime e dei corpi infermi […]”. A salutare il cardinale l’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, mons.Franco Moscone, presidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza rievocando le parole profetiche di Guglielmo Sanguinetti. Il medico toscano, figura chiave nella costruzione dell’Ospedale, in occasione dell’inaugurazione dei primi ambulatori nel 1954 dichiarava: “Abbiamo tanto aspettato e tanto penato per arrivare al punto al quale siamo giunti oggi perché, grazie a Dio, non vi è dietro di noi la gestione amministrativa di nessun gruppo industriale finanziatore, ma vi è una organizzazione infinitamente più possente e più generosa: la Banca della Divina Provvidenza! Il malato, il fratello ammalato, sarà per noi l’Hospes Christi. Egli verrà sottoposto alle ricerche più accurate, coscienziose ed oneste, ma prima di tutto sarà accolto col sorriso caldo della fraternità cristiana e assistito nel corpo e nello spirito”. “A questo testo – ha proseguito – a questo mandato originario, Casa Sollievo è rimasta fedele ininterrottamente fino ad oggi, pur attraversando costanti difficoltà. Nonostante il peso degli anni, la ‘Casa’ di Padre Pio desidera rinnovare questo impegno per il futuro, per una storia ancora grande da scrivere”. Il presidente ha poi concluso con un appello alla responsabilità collettiva: “Oggi tocca a tutti noi, secondo i nostri diversi ruoli, continuare ad alimentare Casa Sollievo della Sofferenza: è un’opera di Dio e durerà nei secoli”.
 

Leone XIV: “chi vuole criticarmi per il Vangelo, lo faccia con la verità. La Chiesa ha parlato contro tutte le armi nucleari”

“Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia con la verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il calore della parola di Dio”. Papa Leone XIV ha parlato ai giornalisti all’uscita da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, a due giorni dalla visita in Vaticano del segretario di Stato americano Marco Rubio, prevista il 7 maggio, in un clima di tensione dopo i ripetuti attacchi del presidente Trump al Pontefice. Il Papa ha invitato alla “cultura del dialogo”: “Con fiducia, con la cultura del dialogo, dobbiamo cercare di comprenderci bene. Penso che i temi per cui viene non siano quelli di oggi”. Alla domanda se avesse qualcosa da aggiungere sulle polemiche in corso, Leone XIV ha risposto: “Io ho già parlato dal primo momento in cui sono stato eletto: ormai siamo vicini all’anniversario dell’elezione. ‘La pace sia con voi’”. Il Papa ha poi ribadito: “Spero semplicemente di essere ascoltato per il calore della parola di Dio”. Le parole del Pontefice giungono dopo che oggi Trump ha nuovamente attaccato Leone XIV dichiarando che “sta mettendo in pericolo molti cattolici”. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha replicato che “il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, la pace, come direbbe San Paolo, opportune et importune”.

Comunicazioni sociali: WeCa, da domani online il tutorial “Non siamo algoritmi: l’appello di Papa Leone per custodire la nostra umanità”

“Non siamo algoritmi: l’appello di Papa Leone per custodire la nostra umanità” è il titolo del tutorial WeCa che sarà reso disponibile a partire dalla mattina di mercoledì 6 maggio sul sito www.webcattolici.it, su YouTube e su www.facebook.com/webcattolici.
Il tutorial, scritto e condotto da don Paolo Padrini, consigliere WeCa e direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Tortona, presenta il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale per le comunicazioni sociali di domenica 17 maggio. Secondo il Pontefice, volto e voce sono sacri e non possono essere ridotti ad algoritmi biochimici: la comunicazione allora è il luogo di incontro reale e riflesso dell’amore di Dio. La sfida non è fuggire dalla tecnologia, ma custodire la verità più profonda dell’uomo orientando ogni innovazione al rispetto della persona.
I tutorial WeCa sono una proposta dell’Associazione WebCattolici italiani (WeCa) in sinergia con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e il Centro di ricerca sull’educazione ai media all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano. Oltre alla diffusione tramite i social network e sul sito www.weca.it, i tutorial vengono trasmessi sulle televisioni del circuito CoralloSat, sono disponibili in formato podcast su Spotify e possono essere ascoltati anche, attraverso comando vocale, sui dispositivi compatibili con Amazon Alexa grazie alla skill WebCattolici.
Nell’ottava stagione dei tutorial WeCa prosegue la collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, con tutorial mensili dedicati alla comunicazione e alle tematiche sociali, economiche e ambientali.

Diocesi: Lucca, il 7 maggio preview per la stampa della mostra “Trame di storia segni di fede” dal 1726 al 2026

Si terrà alle ore 12 di giovedì 7 maggio al palazzo delle Esposizioni di Lucca (Piazza San Martino, 7) la preview per la stampa della mostra “Trame di storia segni di fede. L’arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026”. Sarà presente il curatore della mostra, don Marcello Brunini, direttore dell’Archivio storico diocesano di Lucca, insieme ai collaboratori archivisti. Inoltre sarà presente anche il personale della cattedrale di San Martino e della Biblioteca diocesana, enti che insieme all’Archivio storico diocesano hanno organizzato la mostra stessa, di concerto con la Soprintendenza.
La mostra poi avrà l’inaugurazione pubblica sempre giovedì 7 maggio alle ore 16.30, nel Palazzo delle Esposizioni e resterà aperta fino al 13 giugno. La mostra, a ingresso libero, “si propone di indagare l’identità della Chiesa lucchese attraverso un itinerario articolato, volto a far emergere il legame tra le grandi trasformazioni storiche e la vita quotidiana dei fedeli”. L’iniziativa è parte delle celebrazioni per i 300 anni (1726-2026) dell’elevazione della Chiesa di Lucca ad arcidiocesi, “passaggio cruciale per la storia locale che segnò non solo un cambiamento giuridico, ma una profonda trasformazione identitaria, l’abbandono del potere temporale dei vescovi, nonché l’avvio di una nuova stagione di impegno pastorale e di servizio, destinata a svilupparsi lungo tre secoli di storia”.

Scoutismo: Agesci, concluso a Bracciano il 54° Consiglio generale. Fraternità sulla strada e nuove nomine al vertice

Si è concluso a Bracciano il 54° Consiglio generale dell’Agesci “Vie di fraternità”, tre giorni di lavori che hanno visto la partecipazione di circa 300 delegati da tutta Italia. Al centro, il richiamo alla fraternità come stile concreto di vita e di educazione, sull’esempio di San Francesco, nell’800° anniversario della sua morte. Ad aprire il Consiglio, l’invito di Giorgia Caleari e Fabrizio Marano, Capo Guida e Capo Scout d’Italia a “esercitare un discernimento che ci renda nuovi nell’esercizio della profezia che nasce dall’incontro e prende forma nel nostro confronto aperto e leale”. Una profezia che, come per Francesco, “si rivela nell’incontro con i fratelli e nel servizio ai più piccoli”, nella convinzione che la pace nasca solo da relazioni autentiche. I lavori hanno portato a deliberazioni su temi educativi, metodologici e istituzionali, con il rilancio dell’impegno Agesci nell’educazione alla pace, alla cittadinanza attiva, alla cura del creato e nel cammino associativo maturato attorno ai temi dell’orientamento affettivo e dell’identità di genere, in un contesto sociale segnato da forti polarizzazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alla democrazia associativa e all’ascolto dei giovani, oltre al ricordo dei 50 anni dal terremoto del Friuli del 1976, quando oltre 7.500 scout operarono come volontari prima ancora della nascita della Protezione civile. L’ultima giornata si è aperta con la messa e il conferimento del Riconoscimento di benemerenza a Maria Zanolla, “per la vita di servizio donata e il contributo determinante alla crescita educativa e spirituale”, testimoniato anche durante il sisma in Friuli. In chiusura, le parole di Fabrizio Marano, al termine del suo mandato di Capo Scout d’Italia: “La nostra Associazione avvertirà sempre un senso di inadeguatezza davanti alle sfide del presente, ma è un’inadeguatezza feconda”. Il Consiglio generale ha eletto Bruno Guerrasio Capo Scout d’Italia, mentre Francesco Scoppola è stato rinominato Presidente del Comitato nazionale. A suggellare i lavori, l’augurio di don Andrea Turchini, Assistente ecclesiastico generale Agesci, a “partire”, perché “la fraternità si vive solo sulla strada, nel coraggio dell’incontro”. Al termine dei lavori è stato piantumato un albero, donato dal Settore Competenze Agesci Lazio, in memoria degli scout che “ci hanno preceduto alla casa del Padre”.

Corridoi umanitari: famiglia irachena accolta a Fano. Don Giardini (Caritas diocesana), “un dono che interroga la nostra capacità di essere prossimi”

“Accogliere non significa solo offrire un tetto, ma spalancare le porte della nostra quotidianità a chi ha conosciuto solo la paura. I corridoi umanitari sono la dimostrazione che un’alternativa umana e legale all’indifferenza esiste ed è percorribile”. Lo ha affermato don Michele Giardini, direttore della Caritas diocesana di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, commentando l’accoglienza di una famiglia di cinque persone proveniente dall’Iraq, giunta in Italia grazie al progetto dei corridoi umanitari.
Il nucleo familiare – viene sottolineato in una nota pubblicata oggi sul sito web diocesano – fa parte del gruppo di 63 rifugiati arrivati lo scorso 29 aprile all’aeroporto di Fiumicino, provenienti da un campo profughi in Giordania. Proprio all’interno del campo è iniziata
l’attività degli operatori di Caritas Italiana, che hanno conosciuto le persone e stabilito relazioni con loro e con le diocesi disponibili ad accogliere. I corridoi umanitari sono un progetto nato dalla collaborazione tra istituzioni – ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e ministero dell’Interno – e società civile. Attivi dal 2015, hanno permesso di accogliere in maniera sicura e legale già più di 4.000 persone.
A Fiumicino ad accogliere la famiglia c’era anche Luana Mastrogiacomi, operatrice della Caritas diocesana di Fano: “La famiglia è composta da 5 persone, madre padre e i loro tre figli, due ragazze e un ragazzo. Provenienti dall’Iraq, sono arrivati in Italia dopo una permanenza di più di dieci anni in un campo profughi in Giordania. Fin da subito la loro emozione per questa bella opportunità è stata evidente e hanno già imparato a pronunciare le prime parole in italiano, ciao e grazie, per poter cominciare da subito a ringraziare i tanti che si sono dati da fare per aiutarli”.
“Ci teniamo a tutelare la privacy della famiglia, lasciando loro il tempo per ambientarsi in questa nuova realtà, soprattutto in questi primi giorni in mezzo a noi. Non possiamo però non cogliere l’occasione per sottolineare come l’arrivo di questa famiglia è un dono che interroga la nostra capacità di essere prossimi”, ha commentato don Giardini. La Caritas diocesana sarà impegnata nell’accoglienza, ospitando il nucleo in una struttura adeguata a Gimarra e nel sostegno in senso ampio alla famiglia, mettendo a disposizione una mediatrice e sostenendo gli accolti nell’apprendimento della lingua italiana, nella ricerca di lavoro, nel proseguimento dell’istruzione e in tutto le azioni di integrazione che si renderanno necessarie.

Diocesi: Venezia, nella chiesa di San Gallo l’installazione multimediale del “Giudizio Universale” di Memling firmata da Lech Majewski

È stata presentata questa mattina a Venezia l’installazione multimediale firmata da Lech Majewski del “Giudizio Universale” di Memling, nella chiesa di San Gallo, dietro a piazza San Marco. L’opera di videoarte in tre parti intitolata “Ultimum Iudicium” si presenta come un’esperienza immersiva che unisce la pittura classica alla tecnologia digitale. Tutto ha inizio nel 2020, durante la pandemia di Covid-19, quando il trittico è stato rimosso dalla teca protettiva per motivi di conservazione. Lech Majewski è stato invitato dal Museo Nazionale di Danzica a studiare l’opera attraverso l’obiettivo della sua macchina da presa. Negli anni successivi, l’artista ha utilizzato il materiale registrato per creare una visione potente e toccante del “Giudizio Universale”, arricchita da animazioni ed effetti sonori. Il video trittico è proiettato su tre monitor montati sui tre altari della chiesa di San Gallo e mostrano separatamente il “Giudizio” sull’altare maggiore e “Inferno” e “Paradiso” sugli altari laterali.

Lotta alla camorra: Libera, “dalle macerie di Palazzo Fienga a Torre Annunziata venga il messaggio: mai più violenza criminale”

“Una rivincita della bellezza sull’arroganza e la violenza criminale. In questa giornata il pensiero è rivolto a Giancarlo Siani, a Matilde Sorrentino, a Luigi Staiano, Luigi Cafiero, Raffaele Pastore e alle tante vittime innocenti della violenza mafiosa del clan Gionta. Oggi a Torre Annunziata sono in azione le ruspe che abbattono il cemento criminale; ruspe che possono riaccendere la speranza per riscattare un territorio e una comunità di cittadini e cittadine solo se al loro posto sorgerà un luogo di sviluppo diverso che punti sulla sicurezza, bellezza ,legalità ed economia sana”. Così, in una nota, Libera commenta l’inizio della demolizione di Palazzo Fienga, fortino del clan Gionta a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. “La lotta alla camorra continua e dalle macerie di Palazzo Fienga, luogo di morte e di scelte criminali deve rigenerarsi una nuova primavera, restituendo un luogo ai cittadini e cittadine di Torre Annunziata che sia uno spazio verde per l’infanzia dei ‘moschilli’, un luogo di memoria per le vittime innocenti delle mafie, un luogo di testimonianza di una memoria viva – suggerisce Libera -. Perché la memoria fa paura alle mafie: non può essere ingabbiata nel passato, archiviata. Va vissuta nel presente. Un paese senza memoria è un paese senza storia. Un paese senza verità è un paese senza dignità. Ecco che dalle macerie di oggi deve arrivare un chiaro messaggio: mai più violenza criminale, mai più regali alla camorra. Solo in questo modo questo paese può tornare a far sorridere i suoi territori”.

Comunità politica europea: Berset (CdE), “sicurezza dipende non solo da potenza militare, ma anche da resilienza democratica”

Tra i partecipanti all’ottavo vertice della Comunità politica europea e al Forum di dialogo a Erevan, anche il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset. Una nota dell’istituzione europea sintetizza i temi che Berset ha rappresentato nei suoi interventi. Filo conduttore la difesa e il rafforzamento della democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto. “La sicurezza dell’Europa dipende non solo dalla sua potenza militare, ma anche dalla resilienza democratica e dalla solidità del suo spazio giuridico comune”. Il contrasto alle minacce ibride passa necessariamente dal proteggere la democrazia, non dall’indebolirla, salvaguardando i diritti e le libertà. Tra pochi giorni, i ministri dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa discuteranno di un nuovo strumento giuridico che possa contrastare la manipolazione dell’informazione e le interferenze straniere, senza schiacciare la libertà di stampa e di parola. L’Armenia si sta preparando per le elezioni parlamentari del prossimo giugno, bersaglio di minacce ibride, tra cui la disinformazione, con metodi di interferenza simili a quelli osservati in diversi Paesi europei. “Queste elezioni rappresenteranno un’ulteriore prova della solidità della democrazia in un’Europa sottoposta a enormi pressioni, sia interne che esterne”, ha affermato il segretario generale. L’Armenia, che dal 2001 è membro del Consiglio d’Europa, secondo Berset, ha una “importanza cruciale nel Caucaso meridionale”. “In un momento in cui la politica è spesso focalizzata sul breve termine, la partnership con l’Armenia ci ricorda che la sicurezza democratica è un impegno a lungo termine. Senza di essa, nessun’altra forma di sicurezza durerà e nessun ordine potrà resisterle”.

Diocesi: Bologna, giovedì il card. Zuppi porterà il saluto al primo incontro del ciclo “Scholé. Per la formazione dei cittadini”

Giovedì 7 maggio alle 21 nella basilica di San Petronio a Bologna l’arcivescovo, card. Matteo Zuppi, porterà il saluto al primo incontro del ciclo “Scholé. Per la formazione dei cittadini” che sarà tenuto da Ivano Dionigi, già rettore dell’Università di Bologna e presidente emerito della Pontificia Accademia di Latinità, e dal giornalista Giorgio Zanchini sul tema “Maestri e allievi: l’alleanza necessaria”. Il dialogo sarà intervallato da letture di brani di Platone, Seneca, Montaigne, Maia Angelita Ressa, Ian McEvan e Colum McCann interpretati dall’attrice Elena Bucci. Il ciclo di incontri è proposto dalla Chiesa di Bologna, dalla basilica di San Petronio, dal Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell’Alma Mater e dal Centro studi “La permanenza del classico”.
I prossimi incontri, sempre alle 21 in San Petronio, saranno giovedì 21 maggio con la psicologa e psicoterapeuta Loredana Cirillo e giovedì 28 maggio con il filosofo Massimo Cacciari. Gli eventi, introdotti dal saluto dell’arcivescovo, saranno animati da musiche curate dalla Cappella musicale di San Petronio, diretta da Michele Vannelli, e verranno anche trasmessi in diretta streaming sul sito dell’arcidiocesi www.chiesadibologna.it e sul canale YouTube di “12Porte”.
“Abbiamo bisogno di maestri – afferma Ivano Dionigi – che assolvano e nobilitino il loro compito di affascinare, insegnare e mobilitare le coscienze con il dialogo, attraversando il pensiero dell’allievo ben consapevoli che gli esempi e la condotta educano più dei precetti e delle parole. Nell’attuale deserto culturale e spirituale una nuova élite politica potrebbe nascere proprio dall’alleanza tra maestri e allievi, adulti e giovani, i quali fanno la bellezza, l’unità e la speranza di questo Paese”.

Padre Pio: card. Parolin al 70mo di Casa Sollievo della Sofferenza, “il Papa mi ha incaricato di dirvi che ha a cuore la situazione” dell’ospedale

“La sofferenza ha il potere di abbatterci, l’amore però ha il potere di sollevare. In questa Casa si offre un sollievo che nasce dalle cure mediche, dall’attenzione alla persona e dall’elevatissimo grado di competenza professionale. Di questo servizio prezioso siamo tutti molto grati”. Lo ha detto questa mattina a San Giovanni Rotondo il card. Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede in occasione delle celebrazioni per il 70esimo anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale fortemente voluto e inaugurato da Padre Pio il 5 maggio del 1956. La mattinata delle celebrazioni si è aperta con il corteo processionale che, partendo dalla Chiesa di San Pio, ha portato l’urna della reliquia del corpo del Santo dinanzi al pronao di Casa Sollievo della Sofferenza, nel punto esatto in cui, 70 anni fa, il Frate pronunciò il celebre discorso inaugurale. “Sono lieto di comunicarvi – ha detto il porporato – il sostegno e la vicinanza di Leone XIV, che desidera ribadire la sua fiducia all’Opera e a tutti coloro che vi lavorano. Il Papa mi ha incaricato di dirvi espressamente che ha a cuore la situazione di Casa Sollievo della Sofferenza. E a questi sentimenti di stima, di fiducia e di sollecitudine associo anche i miei personali e aggiungo un fervido augurio per il cammino futuro. Questo cammino potrà costruirsi con l’impegno e con la collaborazione di tutti”. Prima della Concelebrazione Eucaristica, nel Pronao sono riecheggiate le parole di Padre Pio attraverso la diffusione del suo discorso inaugurale: “Signori e fratelli in Cristo – disse la Casa Sollievo della Sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d’ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà con i suoi raggi d’amore. Una nuova milizia fatta di rinunzie e d’amore sta per sorgere a gloria di Dio, e a conforto delle anime e dei corpi infermi […]”. A salutare il cardinale l’arcivescovo di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, mons.Franco Moscone, presidente della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza rievocando le parole profetiche di Guglielmo Sanguinetti. Il medico toscano, figura chiave nella costruzione dell’Ospedale, in occasione dell’inaugurazione dei primi ambulatori nel 1954 dichiarava: “Abbiamo tanto aspettato e tanto penato per arrivare al punto al quale siamo giunti oggi perché, grazie a Dio, non vi è dietro di noi la gestione amministrativa di nessun gruppo industriale finanziatore, ma vi è una organizzazione infinitamente più possente e più generosa: la Banca della Divina Provvidenza! Il malato, il fratello ammalato, sarà per noi l’Hospes Christi. Egli verrà sottoposto alle ricerche più accurate, coscienziose ed oneste, ma prima di tutto sarà accolto col sorriso caldo della fraternità cristiana e assistito nel corpo e nello spirito”. “A questo testo – ha proseguito – a questo mandato originario, Casa Sollievo è rimasta fedele ininterrottamente fino ad oggi, pur attraversando costanti difficoltà. Nonostante il peso degli anni, la ‘Casa’ di Padre Pio desidera rinnovare questo impegno per il futuro, per una storia ancora grande da scrivere”. Il presidente ha poi concluso con un appello alla responsabilità collettiva: “Oggi tocca a tutti noi, secondo i nostri diversi ruoli, continuare ad alimentare Casa Sollievo della Sofferenza: è un’opera di Dio e durerà nei secoli”.
 

Salute mentale: Fondazione Di Liegro, dal 7 maggio al via il modulo dedicato al tema “Adolescenza tra sogni e rischi”

Riparte il percorso di alta formazione promosso dalla Fondazione internazionale Don Luigi Di Liegro, nell’ambito del ciclo “Volontari e famiglie in rete per la salute mentale – XIX edizione”. Il secondo modulo, dal titolo “Salute mentale tra evoluzione e sfide”, sarà dedicato al tema “Adolescenza tra sogni e rischi”, con un calendario di incontri pensati per approfondire le sfide evolutive dei più giovani e rafforzare strumenti e competenze di intervento.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 7 maggio, dalle ore 17.30 alle 19.30, in presenza a Roma (via Ostiense 106) e in streaming online, e sarà dedicato al tema: “Costruire reti di cura: il lavoro integrato nelle Case della comunità”. Interverranno Roberto Morello, direttore del Distretto sanitario X Municipio, Gianluca Pesce, medico di Medicina generale, e Maura Benedetti, psicologa clinica e psicoterapeuta, docente presso l’Università Lumsa.
“Abbiamo scelto di partire da un argomento di grande attualità: le Case di comunità, che rappresentano una vera e propria sfida per il sistema sociosanitario del nostro Paese. L’obiettivo della lezione è quello di spiegare ai cittadini cosa sono le Case di comunità e quali servizi si possono trovare all’interno dei nuovi centri che stanno aprendo in ogni quartiere di Roma. Le Case di comunità, per diffusione capillare e vocazione, potrebbero rappresentare davvero un’opportunità preziosa per una sanità più vicina ai bisogni delle persone. La salute non è solo assenza di malattia, la salute è consapevolezza che c’è qualcuno che si prende cura di te e dei tuoi problemi. La presenza di medici e di professionisti all’interno delle nuove strutture vuole garantire ai pazienti e alle loro famiglie una presenza stabile sette giorni su sette, che sostiene il loro percorso di cura e non li costringe a recarsi in ospedale, se non in caso di emergenza. L’auspicio è che anche per la salute mentale, tema così caro alla nostra Fondazione, possa trovare nel loro interno il giusto spazio”, dichiara Luigina Di Liegro, segretaria generale della Fondazione Don Luigi Di Liegro.
Il corso, rivolto a professionisti sanitari, educatori, caregiver, volontari e famiglie, propone un approccio integrato tra neuroscienze e scienze umane, con l’obiettivo di costruire reti di supporto efficaci e modelli di presa in carico condivisi. Il ciclo proseguirà per tutto il mese di maggio con altri tre incontri: il 14 maggio sul supporto alla genitorialità, il 21 maggio sul training delle abilità sociali come strumento di inclusione e il 28 maggio sulla prevenzione delle dipendenze e le strategie educative rivolte agli adolescenti.
“Gli altri incontri includono tematiche a noi care di cui quotidianamente ci occupiamo: dalla genitorialità alle dipendenze, passando per l’adolescenza, una fase complessa, attraversata da grandi potenzialità ma anche da fragilità crescenti. La salute mentale è un’emergenza, per questo è fondamentale mettere in connessione competenze diverse – sanitarie, educative e sociali – e promuovere un approccio che non lasci sole le famiglie e in particolare i giovani ad affrontare lo stigma che continua a portarsi dietro”.
Info: segreteria@fondazionediliegro.it.

Diocesi: Taranto, una serie di iniziative per il santo patrono, san Cataldo

Un monito e un invito rivolto ai più giovani a non smettere di alzare la voce per gridare parole di verità, contro ogni sopruso. Nei giorni che precedono il triduo di festeggiamenti per il santo patrono di Taranto, san Cataldo, tra gli eventi promossi dall’arcidiocesi, anche l’incontro dei ragazzi delle scuole con Luisa Impastato, nipote di Peppino Impastato, ucciso a Cinisi dal boss del paese Gaetano Badalamenti, per aver denunciato gli affari loschi del clan dalle frequenze di radio Aut. Sua nipote, nata nove anni dopo la morte dello zio, grazie ai preziosi racconti della nonna Felicia, ne porta avanti il ricordo da presidente della Casa Memoria di Cinisi. Promuove poi incontri pubblici, come quello di ieri: un reading teatrale con l’accompagnamento musicale dell’Orchestra della Magna Grecia. “La storia di Peppino – afferma mons. Emanuele Ferro, portavoce dell’arcivescovo Ciro Miniero e parroco del duomo di san Cataldo – colpisce ancora i ragazzi perché è una storia di coerenza, impegno, testimonianza. Per questo abbiamo scelto di parlarne nelle Giornate cataldiane delle scuole. Lo slogan di quest’anno è ‘disarmare le parole’ e l’annuncio che arriva dai santi, come lo stesso san Cataldo, non è mai innocuo ma capace di cambiare il mondo intorno a noi”.

Lotta ai tumori: Roma, dal 7 al 10 maggio la Race For The Cure 2026. DataHubs, una ricerca su stili di vita e prevenzione al Villaggio allestito al Circo Massimo

Alla Race For The Cure 2026, l’evento simbolo della Komen Italia e la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno, in programma a Roma dal 7 al 10 maggio, parteciperà DataHubs – Centro Studi strategici, Customer Experience Center, Business Analysys e Marketing Intelligence – con uno stand all’interno del Villaggio allestito al Circo Massimo. DataHubs realizzerà un’attività di ricerca sul campo rivolta ai visitatori della manifestazione che potranno rispondere a un sondaggio su stili di vita e prevenzione scansionando un QR Code appositamente realizzato, i cui risultati aggiornati saranno visibili presso lo stand in tempo reale su uno schermo. Il sondaggio su stili di vita e prevenzione è sostenuto da Gianluca Franceschini, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia senologica e del Centro integrato di Senologia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, oltre che docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
“Partecipare alla Race for the Cure 2026 rappresenta per DataHubs un’occasione concreta per mettere le nostre competenze al servizio della prevenzione. Durante l’evento realizzeremo un’attività di ricerca sul campo, coinvolgendo direttamente le persone in un sondaggio su stili di vita e consapevolezza, con l’obiettivo di restituire dati utili e immediatamente fruibili. Crediamo che la conoscenza, se raccolta e condivisa in modo accessibile, possa contribuire a rendere i percorsi di prevenzione più efficaci e vicini ai bisogni reali. Iniziative come questa dimostrano come dati, ricerca e partecipazione possano generare valore concreto per la comunità e supportare una cultura della salute più diffusa e consapevole”, dice Giacomo Galante, amministratore unico di DataHubs srl.

Lotta ai tumori al seno: Roma, dal 7 al 10 maggio la Race For The Cure 2026. Franceschini (Gemelli), “diagnosi precoce e accesso a cure di qualità fanno la differenza”

“La prevenzione salva la vita e il tumore al seno, se diagnosticato precocemente, è sempre più curabile. La Race For The Cure non è solo una corsa, ma un momento collettivo per diffondere consapevolezza, combattere la paura e ricordare che la diagnosi precoce e l’accesso alle cure di qualità fanno la differenza”. Lo afferma Gianluca Franceschini, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia senologica e del Centro integrato di Senologia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, oltre che docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, parlando della Race For The Cure 2026, l’evento simbolo della Komen Italia e la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno, in programma a Roma dal 7 al 10 maggio.
Socio fondatore della Komen Italia di cui attualmente è membro del Consiglio, Franceschini aggiunge: “In questi anni la Race For The Cure ha avuto un impatto enorme: ha contribuito a diffondere la cultura della prevenzione, a sostenere la ricerca e a finanziare progetti concreti per la salute delle donne”. Sono tre i “pilastri” della lotta al tumore al seno che evidenzia Franceschini: la prevenzione primaria, cioè l’adozione di uno stile di vita sano, la prevenzione secondaria, cioè lo svolgimento di controlli medici puntuali e mirati, e infine l’incoraggiamento alle donne impegnate in questa lotta. A quelle che stanno per iniziare un percorso terapeutico raccomanda: “Non siete sole. Oggi abbiamo terapie sempre più efficaci e percorsi personalizzati; affidarsi a centri specializzati e a team multidisciplinari è fondamentale: il percorso è impegnativo, ma concreto e affrontabile”. A quelle che stanno affrontando le terapie suggerisce: “State facendo qualcosa di straordinario: prendervi cura di voi stesse ogni giorno. È importante mantenere fiducia, condividere le difficoltà e lasciarsi supportare da medici, familiari e reti di sostegno”.

Terremoto in Friuli: Manfredi (Anci), “una lezione di dignità, tenacia e speranza che parla al presente”

“Il terremoto del Friuli non rappresenta solo una ferita profonda, ma è diventato, nel tempo, l’esempio di ciò che il nostro Paese sa essere quando è unito. Una ricostruzione che ha saputo mettere al centro l’identità delle comunità, ripartendo dai sindaci, dai centri storici e dal tessuto sociale”. Lo ha affermato Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, intervenendo nello speciale video “Orcolat, cinquant’anni dopo. Le voci della rinascita”, pubblicato sul sito dell’Anci e realizzato in collaborazione con Anci Friuli Venezia Giulia per l’anniversario del sisma del 6 maggio 1976.
“In quel momento di estremo dolore, nacque una mobilitazione nazionale che vide i Comuni di tutta Italia in prima linea, animati dallo spirito di solidarietà che ancora oggi contraddistingue l’Anci. Celebrare questo cinquantenario – ha sottolineato Manfredi – non significa solo onorare la memoria di chi non c’è più, ma anche riaffermare un impegno collettivo verso la sicurezza e la prevenzione. Il coraggio dimostrato dal popolo friulano cinquant’anni fa resta per tutti noi una lezione di dignità, tenacia e speranza”.
“Ricordare i cinquant’anni del terremoto – ha osservato Dorino Favot, presidente di Anci Friuli Venezia Giulia – significa prima di tutto ricordare una tragedia, le vittime, i paesi interamente distrutti e la paura di quei giorni. Ma significa anche ricordare il carattere dei friulani, la capacità di ripartire subito, di impegnarsi, di lavorare, di rimboccarsi le maniche e costruire il futuro”. “Da quella tragedia sono nate due eredità fondamentali. Da una parte – prosegue Favot – il grande sviluppo dei nostri territori e delle nostre comunità, che ancora oggi tocchiamo con mano. Dall’altra il modello della Protezione civile, costruito proprio in quei giorni, ripartendo subito, organizzandosi, lavorando insieme. È un modello che viene riconosciuto ben oltre i confini della nostra regione, del quale, come friulano, sono molto orgoglioso”.

Diocesi: Reggio Emilia, domani inaugurazione della nuova sede del Progetto “Centro di solidarietà alimentare reggiano”

È in programma per la mattinata di domani, mercoledì 6 maggio, a Reggio Emilia, l’inaugurazione della nuova sede del Progetto “Cesare – Centro di solidarietà alimentare reggiano” in via dell’Aeronautica 4. La cerimonia, con l’intervento dell’arcivescovo Giacomo Morandi, avrà inizio alle 11.
“Questo spazio – si legge in una nota della Caritas diocesana di Reggio Emilia-Guastalla – nasce da un lavoro condiviso che ha coinvolto diversi attori del mondo ecclesiale, del Terzo settore e delle Istituzioni, per dare concretezza alle idee di recupero alimentare, distribuzione a sostegno della rete Caritas e di altri soggetti impegnati nella solidarietà alimentare, tutela e rispetto dell’ambiente, in un’idea circolare di solidarietà e responsabilità comunitaria”. “Siamo certi che ‘Cesare’ – prosegue la nota – diventerà un luogo vivo, un punto di riferimento per le persone in difficoltà e per chi, ogni giorno, si impegna a costruire risposte dignitose al bisogno alimentare nel nostro territorio”.
Dopo i saluti ed interventi istituzionali, si procederà con la benedizione e il taglio del nastro, per concludere con un aperitivo.

8xmille: diocesi Firenze, il 9 maggio stand e testimonianze delle opere sostenute

“8xmille in piazza”. È questo il titolo dell’iniziativa che sabato prossimo 9 maggio dalle 14 alle 20 vedrà in piazza San Giovanni, tra il battistero e il palazzo arcivescovile, gli stand di associazioni e organizzazioni di vario genere che svolgono le loro attività grazie ai fondi che la diocesi di Firenze riceve attraverso l’8xmille e che ridistribuisce per sostenere attività pastorali o caritative.
Dopo l’ottima risposta di presenze dello scorso anno, l’iniziativa torna quest’anno per la sua seconda edizione. “Un’idea che nasce dalla volontà di far vedere e toccare con mano come vengono usati questi fondi, ciò che di bello e di buono viene realizzato grazie alle persone che decidono di firmare per destinare l’8X1000 alla Chiesa cattolica”, spiega Alessandro Cuzzola, incaricato per il Servizio diocesano di promozione del sostegno economico alla Chiesa. Il pomeriggio sarà aperto alle 14.30 dal saluto dell’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, e in piazza ci saranno la Caritas diocesana e la Fondazione solidarietà Caritas, ma anche tante altre realtà associative e di volontariato attive in ambito caritativo, sanitario, culturale, le cui opere sono finanziate in parte anche con i fondi che arrivano dall’8xmille, che a livello nazionale vengono destinati alla diocesi di Firenze e poi ridistribuiti in base ai progetti che vengono presentati. Ci saranno anche i mezzi di comunicazione, con Radio Toscana e Toscana Oggi. Gli stand saranno presenti dalle 14 alle 20, ci saranno anche i canti del coro di Santa Caterina da Siena a Coverciano, e una tavola rotonda con associazioni e istituzioni cittadine. Tornerà anche la possibilità di entrare, con visite guidate, nel palazzo arcivescovile. Le visite si svolgeranno in vari turni, nella mattina tra le 10 e le 12 e saranno gratuite (è necessario il pagamento di una piccola quota per la copertura assicurativa): bisogna prenotarsi tramite Toscana Oggi telefonando al numero 055277661 dal lunedì al venerdì (orario 8,30-12,30) o scrivendo a .

Diocesi: Como, la comunità è chiamata a sostenere il futuro del santuario di Gallivaggio

La comunità si è sempre affidata al Santuario di Gallivaggio. Ora è il Santuario che si affida alla comunità. È questo il senso della tavola rotonda “Custodire l’arte e la fede del Santuario di Gallivaggio”, in programma sabato 16 maggio 2026 alle ore 20.30 al Cineteatro Victoria di Chiavenna, nella diocesi di Como. Tra i relatori, moderati da Paolo Roticci, professore di Storia dell’Arte e guida turistica del territorio,  don Andrea Straffi, direttore dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della diocesi di Como; Mario Massimo Cherido, fondatore e amministratore delegato della ditta Lares; Virgilio Scalco, ingegnere e direttore dei lavori di restauro incaricato dalla diocesi; Davide Trussoni, presidente della Comunità Montana della Valchiavenna e Severino De Stefani, sindaco di San Giacomo Filippo. Promosso dalla Commissione diocesana per il Santuario di Gallivaggio, l’incontro rappresenta un momento di “restituzione pubblica alla collettività”, un’occasione “aperta per condividere in modo chiaro e trasparente quanto è stato fatto, come sono state impiegate le risorse raccolte e quali sono i prossimi passi per il recupero del Santuario, profondamente segnato dalla frana di oltre 7500 metri cubi di roccia, detriti, fango e legname del 29 maggio 2018”, spiega una nota. Nel corso della serata verrà fatto il punto sui lavori di restauro delle parti esterne dell’edificio e sarà presentata, con maggiore dettaglio, la prossima fase degli interventi. Il Santuario, come affermò il vescovo di Como, il card. Oscar Cantoni, in occasione dell’avvio del cantiere lo scorso anno, “unisce, idealmente, due doni grandi: la Misericordia e la Speranza. La bellezza del Santuario di Gallivaggio appartiene non solo ai fedeli, ma anche a chiunque viva e ami queste terre, ai visitatori che vi trovano pace e a chi ha le radici in questa Valle e custodisce la memoria della propria famiglia. È un bene che parla a tutti”.
L’iniziativa, dunque, intende essere non solo un aggiornamento sui lavori in corso, ma soprattutto un’occasione di riflessione sul significato della custodia di un bene storico e artistico che rappresenta un patrimonio materiale e immateriale della Valchiavenna. Venerdì 29 maggio, nell’anniversario della frana, alle ore 20.30 davanti al Santuario di Gallivaggio, ci sarà la recita del Santo Rosario: anche questo un momento aperto a tutti. Con l’avvio del cantiere, nell’aprile del 2025, il percorso verso la riapertura del Santuario di Gallivaggio ha ufficialmente preso il via. Il restauro ha un costo complessivo di 4.635.000 euro, finanziato principalmente da Regione Lombardia (2 milioni di euro) e Provincia di Sondrio insieme a Fondazione Cariplo (1.635.000 euro). A carico della diocesi resta da raccogliere un milione di euro per completare l’intervento e riaprirlo completamente ai fedeli e ai visitatori. Per il momento, in un anno, sono stati raccolti 285mila euro. “È importante l’aiuto di tutti”, è l’appello.

Giornata dell’Europa: 8 maggio a Roma “Luci d’Europa” con Metsola e i giovani al Campidoglio

Sarà piazza del Campidoglio, a Roma, a ospitare l’8 maggio dalle ore 18,30 “Luci d’Europa”, evento per la Giornata dell’Europa alla presenza della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Attesi molti giovani per una serata che unirà interventi istituzionali, testimonianze e spettacolo. In programma i saluti del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, delle vicepresidenti del Parlamento europeo Pina Picierno e Antonella Sberna e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. L’apertura artistica sarà affidata al Coro Vivona con l’Inno alla Gioia e l’Inno di Mameli. La conduzione vedrà alternarsi Vittorio Pettinato e Aurora Ramazzotti nella prima parte e il giornalista Rai Alberto Matano nella seconda. Previsti gli interventi musicali di Francesca Michielin e Nicola Piovani, mentre il nuotatore Manuel Bortuzzo offrirà una testimonianza. Sul palco anche Andrea Bocelli, accompagnato da giovani del programma Abf Voices promosso dalla sua fondazione. Nel corso della serata spazio alle idee dei giovani sul futuro dell’Europa con rappresentanti del Consiglio nazionale dei giovani, dell’Agenzia italiana per la gioventù ed Erasmus Student Network. L’iniziativa è promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, in collaborazione con Roma Capitale. “Non vedo l’ora di unirmi a migliaia di giovani a Roma per ‘Luci d’Europa’ e di ascoltare le loro idee, le loro speranze e la loro visione per il futuro dell’Europa”, ha affermato Metsola, aggiungendo, “La nostra Europa ha trasformato i Paesi e aperto orizzonti che una generazione fa potevano sembrare impossibili da raggiungere. La storia dell’Europa è ancora da scrivere, e spetta a noi avere la fiducia e il coraggio di darle forma. Perché l’Europa rimane la più grande delle opportunità”.

Igiene delle mani: al Gemelli l’impegno per la prevenzione e la sicurezza delle cure

Promuovere la consapevolezza dell’igiene delle mani come gesto semplice e decisivo per prevenire le infezioni: è l’obiettivo dell’iniziativa che si è svolta oggi, 5 maggio, al Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma in occasione del World Hand Hygiene Day 2026. L’incontro, ospitato nella Hall e rivolto a operatori sanitari, pazienti e cittadini, è stato aperto dal direttore sanitario Andrea Cambieri, da Carmen Nuzzo, direttore SitRa, e da don Nunzio Currao, che hanno evidenziato il valore clinico, organizzativo e umano della prevenzione. Moderati da Patrizia Laurenti, i lavori hanno visto gli interventi di Michele Di Donato, Maria Incoronata Corbo – con un focus su formazione e motivazione degli operatori – e Matteo Raponi, che ha presentato i dati aggiornati sulla compliance. Un contributo video di Malgorzata Wachocka ha richiamato l’attenzione sull’“illusione delle mani pulite”, affiancato dalle testimonianze di Marco Cioce e dal video motivazionale introdotto da Maddalena Pozzi. In chiusura, Sara Sampietro ha illustrato i dati 2026 dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, evidenziando come solo il 19% degli italiani utilizzi gel disinfettanti, mentre Paolo D’Ancona (Iss) ha ribadito il ruolo centrale dell’igiene delle mani nelle strategie di sanità pubblica. La giornata ha previsto anche esercitazioni pratiche, spazi informativi e il coinvolgimento degli studenti di Infermieristica dell’Università Cattolica, con premiazione finale dei reparti più virtuosi.

Migranti: da inizio anno sbarcate 8.599 persone sulle nostre coste. Quasi il 20% sono minori non accompagnati

Sono finora 8.599 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 17.761 mentre nel 2024 furono 17.306. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Nei primi giorni di maggio sono state 23 le persone registrate in arrivo sulle nostre coste. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.178, mentre nel 2024 furono 4.976. Dei quasi 8.600 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 2.552 sono di nazionalità bangladese (29,7%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.122, 13%), Pakistan (915, 10,6%), Sudan (752, 8,7%), Egitto (599, 7%), Algeria (537, 6,2%), Tunisia (259, 3%), Mali (193, 2,2%), Eritrea (183, 2,1%), Nigeria (163, 1,9%), Costa d’Avorio (162, 1,9%), Guinea (142, 1,7%), Marocco (136, 1,6%), Iran (134, 1,6%), Camerun (95, 1,1%) a cui si aggiungono 655 persone (7,6%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 1.713 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a ieri, lunedì 4 maggio. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2025 sono stati 12.177, 8.752 nel 2024, 18.820 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.

San Francesco: Assisi, sabato convegno “Rivotorto nell’identità evangelica di Francesco e dei suoi primi frati”

Nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, la comunità di Rivotorto di Assisi promuove per sabato 9 maggio un convegno dedicato all’identità storica, culturale e spirituale del santuario del Sacro Tugurio, dal titolo “Rivotorto nell’identità evangelica di Francesco e dei suoi primi frati”. I lavori, ospitati dalle 16 presso lo stesso santuario, rappresentano un’importante occasione di approfondimento e riflessione su uno dei luoghi più significativi delle origini del francescanesimo. Il santuario-parrocchia del Sacro Tugurio custodisce infatti la memoria della prima “sede” della comunità minoritica di san Francesco e dei primi compagni. È proprio a Rivotorto che, tra il 1208 e il 1211, si collocano i primi passi dell’esperienza francescana, segnata da tre elementi fondamentali: la vita fraterna, il Vangelo come forma di vita e la prossimità verso gli ultimi, in particolare nel servizio ai lebbrosi.
Dopo i saluti di fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, e Valter Stoppini, sindaco di Assisi, l’introduzione sarà affidata a fra Domenico Paoletti, parroco di Rivotorto. A seguire, offriranno il loro contributo tre fra i maggiori studiosi del francescanesimo delle origini: fra Pietro Maranesi, con un intervento su “L’incontro decisivo con i lebbrosi”; mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, che approfondirà “Il ‘Propositum vitae’: il Vangelo come Regola di vita”; Grado Giovanni Merlo, con una relazione su “Frate Francesco e i suoi ‘fratres’ a Rivotorto”. L’incontro sarà moderato dal filosofo Paolo Capitanucci.
L’iniziativa – si legge in un comunicato del Sacro Convento di San Francesco – intende inoltre valorizzare (in prospettiva di recupero, conservazione e fruizione) la vicina chiesa di Santa Maria Maddalena (XII secolo), luogo legato all’incontro di Francesco con i lebbrosi che fu l’evento decisivo nel suo cammino evangelico. Tra gli obiettivi del convegno vi è anche la pubblicazione degli Atti, che daranno avvio a una nuova collana di studi, i Quaderni del Tugurium, contribuendo così alla riscoperta e alla riqualificazione del luogo.

Germany: Bishops’ document on end of life. “Ethical guidelines for advance care planning”

“Ethical guidelines for structuring advance care planning in church institutions and services”: this is the new document now available on the website of the German Bishops, who wished to share their reflections on end-of-life care and how one might prepare for it. According to the document, we live in a system where personal needs in the final stages of life are squeezed into an “opaque interplay” between medical, technical, pharmaceutical and nursing interventions and economic considerations. Instead, one should be given a chance to “reflect on their own wishes” regarding the final stage of their lives, to evaluate them, review them, and “effectively document them in writing”. This is the so-called “advance care planning” (ACP), which should be conducted when “attention is not yet focused exclusively on medical decisions” and it is therefore possible to consider the person as a whole. The document therefore explains this “form of patient care” and highlights the fundamental ethical guidelines based on the dignity of the human person and the protection of life. “ACP would lose its original purpose if the sole objective were to obtain a completed and signed form in order to have reliable information about consent to medical treatment”, Mgr Franz-Josef Overbeck (Essen), chairman of the Faith Commission who drafted the text, wrote in the preface. “Not only in the institutions run by the Church, but above all in these, it is essential that this process considers the person as a whole, with their needs, concerns, anxieties, but also their desires and hopes and, not least, their faith”. The document was adopted by the German Bishops’ Conference.

Papa a Napoli: lo street artist Obey firma “Peace is Power” sulla scalinata di Donnaregina Nuova

Lo street artist Shepard Fairey, noto come Obey, ha realizzato un nuovo murale sulla scalinata monumentale della chiesa di Donnaregina Nuova a Napoli, nel cuore del centro storico. L’opera, intitolata “Peace is Power”, porta un messaggio di pace in occasione della visita di Papa Leone XIV in città, prevista per venerdì 8 maggio. “La pace nasce dal modo in cui le persone scelgono di stare insieme, dal rispetto e dalla capacità di affrontare i conflitti attraverso il dialogo. È un principio semplice, ma profondamente necessario oggi”, ha affermato l’artista durante l’installazione. La colomba e la rosa – simboli centrali dell’opera – evocano pace, responsabilità e senso di appartenenza. “Vedere Shepard Fairey dialogare con i ragazzi del Mudd – Museo diocesano diffuso ha reso evidente quanto l’arte nasca dall’ascolto e dall’incontro”, ha dichiarato don Antonio Loffredo, vicepresidente della Fondazione Napoli C’entro. L’intervento, realizzato in collaborazione con la galleria Wunderkammern e le Gallerie d’Italia, si inserisce nell’ambito della mostra “Obey: Power to the Peaceful”, ospitata presso le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo in via Toledo dal 6 maggio al 6 settembre. Per la visita del Papa, Fairey ha scelto di donargli, insieme ai giovani del Mudd, una serigrafia dell’opera. Il complesso di Donnaregina apre gratuitamente al pubblico ogni giorno dalle 10 alle 17, avviando un percorso che lo porterà a diventare, entro fine anno, nuova tappa del Mudd e hub giovanile.

Germania: documento dei vescovi sul fine vita. “Linee guida etiche per la pianificazione anticipata di cura”

“Linee guida etiche per strutturare la pianificazione anticipata di cura nelle istituzioni e nei servizi ecclesiali”: è il nuovo documento ora sul sito dei vescovi tedeschi che hanno voluto condividere delle riflessioni sul fine vita e su come ci si possa preparare. Viviamo in un sistema tale per cui, si sostiene, nelle fasi finali della vita le esigenze personali vengono compresse in una “opaca interazione” tra interventi medici, tecnici, farmaceutici e infermieristici e considerazioni economiche. Occorre invece dare la possibilità di “riflettere sui propri desideri” relativamente alla fase finale della propria vita, valutarli, verificarli e “documentarli efficacemente per iscritto”. È la cosiddetta “pianificazione anticipata delle cure” (Pac), che va effettuata quando “l’attenzione non è ancora focalizzata esclusivamente sulle decisioni mediche” e quindi è possibile considerare la persona nella sua interezza. Il documento spiega quindi questa “forma di assistenza al paziente” e pone in evidenza gli orientamenti etici fondamentali, improntati alla dignità della persona umana e alla tutela della vita. “La pac perderebbe il suo scopo originario se il solo obiettivo fosse quello di ottenere un modulo, compilato e firmato, per avere informazioni affidabili sul consenso medico al trattamento”, scrive nella prefazione mons. Franz-Josef Overbeck (Essen), presidente della Commissione Fede, che ha elaborato il testo. “Non solo nelle istituzioni gestite dalla Chiesa, ma soprattutto in queste, è essenziale che tale processo consideri la persona nella sua interezza, con i suoi bisogni, preoccupazioni, ansie, ma anche i suoi desideri e speranze e, non ultimo, la sua fede”. Il documento è stato adottato dalla Conferenza episcopale tedesca.

Ue: lotta alle frodi fiscali transfrontaliere, si rafforza la cooperazione nella condivisione dei dati

“L’Ue ha compiuto un passo significativo nella lotta contro le frodi fiscali transfrontaliere”. Lo si legge in un comunicato emesso a Bruxelles, che specifica: “Il Consiglio dell’Ue ha concordato di rafforzare la cooperazione e la condivisione dei dati tra le autorità fiscali nazionali, la Procura europea (Eppo), l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) e la rete Eurofisc di esperti antifrode degli Stati membri. Ciò contribuirà a ridurre il divario Iva, attualmente stimato in 128 miliardi di euro. Questo accordo segue l’accordo sull’Iva nell’era digitale (Vida), un ulteriore passo avanti nella nostra lotta collettiva contro le frodi Iva”. Il nuovo accordo semplificherà il processo di accesso alle informazioni cruciali, consentendo a Eppo e Olaf “di indagare e perseguire le frodi transfrontaliere in modo più efficace”. La rete Eurofisc sarà tenuta a condividere i risultati delle analisi del rischio con Eppo e Olaf. Inoltre, a determinate condizioni e nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati, avrà accesso diretto alle informazioni relative all’imposta sul valore aggiunto. “Questa misura aumenterà l’equità e tutelerà meglio i fondi pubblici. L’Ue potrà creare condizioni di parità per le imprese che rispettano le regole e garantire che coloro che si impegnano in attività illecite siano chiamati a risponderne”.

Inghilterra: a Londra messa per i migranti e prima celebrazione per il nuovo arcivescovo di Westminster

Venti anni di messa per i migranti a Londra, e prima celebrazione per il nuovo arcivescovo di Westminster Richard Moth nella chiesa di Sant’Antonio a Forest Gate, nella zona est di Londra. Ieri, lunedì 4 maggio, “bank holiday” di primavera per il Regno Unito si è svolta la tradizionale, ormai, celebrazione per i migranti, organizzata congiuntamente dalle diocesi di Brentwood, Southwark e Westminster e concelebrata dai rispettivi vescovi, mons. Alan Williams, mons. Paul McAleenan e mons. Moth. “In un momento in cui le tensioni in molte delle nostre comunità sembrano essere più evidenti”, ha esordito mons. Moth, “vi chiedo di unirvi a me nel gioire della freschezza, dell’apertura, della novità e dell’espressione di fede che celebriamo qui oggi”, “rallegrandoci della ricchezza di esperienze, cultura e fede che vediamo presente nelle nostre comunità”. La celebrazione è stata preceduta da una sfilata degli stendardi delle etnie rappresentate e le preghiere dei fedeli sono state lette in spagnolo, francese, yoruba, polacco, tagalog, bengalese, arabo, malayalam e creolo. “Da due decenni questa messa è una potente testimonianza della ricchezza, della fede e del contributo delle comunità di migranti all’interno della nostra Chiesa e della nostra società”, ha detto Siân Thomas-Cullinan, responsabile della Caritas di Brentwood, al termine della celebrazione. “Ci ha ricordato, anno dopo anno, che il Corpo di Cristo è meravigliosamente diversificato. Uniti non dalla nazionalità o dalla lingua, ma dalla fede e dalla dignità condivise in quanto figli di Dio. Questa celebrazione onora la diversità nelle nostre comunità e i molti modi in cui la nostra comunità cresce e prospera”.

England: Migrants’ Mass in London and first celebration for the new archbishop of Westminster

 
Twenty years of Mass for migrants in London, and the first Mass for Richard Moth as new Archbishop of Westminster at the Church of St Anthony in Forest Gate, East London. Yesterday, Monday 4 May, Bank Holiday in the UK, the now traditional Migrants’ Mass was held. The celebration was jointly organised by the Dioceses of Brentwood, Southwark, and Westminster and was concelebrated by their respective Bishops, Mgr Alan Williams, Mgr Paul McAleenan, and Mgr Moth. “At a time when tensions in so many of our communities are seemingly more evident”, Mgr Moth began, “I ask you to join with me in rejoicing in the freshness, the openness, the newness, and the expression of faith that we celebrate here today”. “Let us rejoice in the richness of experience, culture, and faith that we see present in our communities”. The celebration was preceded by a procession of the banners of the represented ethnic groups. The prayers of the faithful were read in Spanish, French, Yoruba, Polish, Tagalog, Bengali, Arabic, Malayalam, and Creole. “For two decades this Mass has been a powerful witness to the richness, faith and contribution of migrant communities within our church and our society”, said Siân Thomas-Cullinan, director of Caritas in Brentwood Diocese, at the end of the celebration. “It has reminded us, year after year, that the Body of Christ is beautifully diverse. United not by nationality or language but by our shared faith and dignity as children or God. This celebration honours the diversity in our congregations and the many ways in which our community grows and flourishes”.

EU Commission: “Right to Stay” strategy launching tomorrow. Fitto: “Leaving should be a free choice”

Tomorrow 6 May, Executive Vice-President for Cohesion and Reforms Raffaele Fitto will host a high-level event in the European Parliament to mark the official launch of the preparatory and stakeholder engagement process of the Right to Stay strategy. As written in a release, it is “a flagship policy framework designed to ensure that all Europeans can remain and build their future in the place they call home, rather than being forced to relocate due to economic decline or lack of opportunities and essential services”. The launch event will bring together EU institutions, national and regional leaders, policymakers and civil society organisations to shape the strategy. Alongside Executive Vice-President Fitto, key speakers include: Roberta Metsola, President of the European Parliament; Minister of Finance Makis Keravnos, representing the Cypriot Presidency of the Council of the EU; Kata Tüttő, President of the European Committee of the Regions; and Enrico Letta, former Prime Minister of Italy and author of the report “Much More than a Market”. Fitto stated: “The ‘Right to Stay’ is about people, communities, and territories. It is about giving all Europeans back the freedom to remain, to grow, and to build their future in the place they call home. Leaving should always be a free choice — never a necessity driven by a lack of opportunities. That is why we are working to make every European region more competitive, more connected, and more attractive by investing in services, connectivity, and education”.

EU: housing crisis. Tinagli (European Parliament): “Concrete solutions for families and students, they are the future”

(Brussels) “It is time to take action”: this is how the MEP Irene Tinagli, Chair of the European Parliament’s Special Committee on the Housing Crisis, summed up the outcome of the high-level event, organised along with the European Commission about the housing crisis in the EU. “After one and a half years of analyses, after acknowledging problems and finding potential solutions”, she explained, “now we know what needs to be done: we need to take a step further”. At the centre of all this is a joint demand from institutions, industry and civil society to mobilise resources and face a crisis that “needs huge investments”. In her speech during the event that brought together industrial stakeholders, industry associations and professionals, Tinagli insisted on the need to combine public and private investments with a key role for EU budgets: “We cannot do everything with public funds but without these investments we will not go far”. Ahead of the negotiations on the forthcoming Multiannual Financial Framework, she added: “All stakeholders asked for dedicated funds for housing projects, to make cities and regions more affordable”. According to the MEP, the goal of the European strategy should be bringing the market back “to more functional dynamics”, with a focus on families and students. It is the latter, she pointed out, who suffer the most: “We don’t talk about it enough, but they are the future of the Union. If they cannot plan their studies or seize career opportunities because they cannot find affordable housing, we are actually leaving them out”.

Commissione Ue: domani lancio strategia “Diritto di restare”. Fitto: “Andarsene dovrebbe essere una libera scelta”

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, con delega a Coesione e Riforme, Raffaele Fitto, ospiterà domani, 6 maggio, un evento al Parlamento europeo per il lancio ufficiale del processo di coinvolgimento delle parti interessate alla “Strategia per il diritto di restare”. Si tratta, precisa un comunicato, di “un quadro politico di punta, concepito per garantire che tutti i cittadini europei possano rimanere e costruire il proprio futuro nel luogo che considerano casa, anziché essere costretti a trasferirsi a causa del declino economico o della mancanza di opportunità e servizi essenziali”. L’evento riunirà le istituzioni Ue, leader nazionali e regionali, responsabili politici e organizzazioni della società civile per definire la strategia. Oltre a Fitto, tra i relatori principali figurano: Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; il ministro Makis Keravnos, in rappresentanza della presidenza cipriota del Consiglio Ue; Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni; Enrico Letta, ex primo ministro italiano e autore del rapporto “Molto più di un mercato”. Fitto ha dichiarato: “Il ‘Diritto di restare’ riguarda le persone, le comunità e i territori. Riguarda la restituzione a tutti gli europei della libertà di rimanere, crescere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa. Andarsene dovrebbe essere sempre una libera scelta, mai una necessità dettata dalla mancanza di opportunità. Per questo motivo stiamo lavorando per rendere ogni regione europea più competitiva, più connessa e più attraente, investendo in servizi, connettività e istruzione”.

Ue: crisi degli alloggi. Tinagli (Europarlamento): “Soluzioni concrete per famiglie e studenti, sono loro il futuro”

(Bruxelles) “È il momento di passare all’azione”: così l’eurodeputata Irene Tinagli, presidente della commissione speciale del Parlamento europeo sulla crisi abitativa, ha sintetizzato l’esito del meeting ad alto livello organizzato insieme alla Commissione europea sulla crisi delle case nell’Ue. “Dopo un anno e mezzo di analisi, riconoscimento dei problemi e individuazione delle possibili soluzioni”, ha spiegato, “ora sappiamo cosa va fatto: serve fare un passo in più”. Al centro, la richiesta condivisa da istituzioni, industria e società civile di mobilitare risorse per affrontare una crisi che “richiede investimenti enormi”. Nel suo intervento a margine dell’evento che ha riunito stakeholder istituzionali, associazioni e operatori del settore, Tinagli ha insistito sulla necessità di combinare investimenti pubblici e privati, con un ruolo chiave per i bilanci Ue: “Non possiamo fare tutto con risorse pubbliche, ma senza questi investimenti non si va lontano”. In vista del negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, ha aggiunto: “Tutti gli stakeholder hanno chiesto risorse dedicate per progetti abitativi, per aumentare l’accessibilità nelle città e nelle regioni”. Secondo l’eurodeputata, l’obiettivo della strategia europea dev’essere quello di riportare il mercato “a dinamiche più funzionali”, con un focus su famiglie e studenti. Proprio questi ultimi, ha sottolineato, sono tra i più penalizzati: “Non ne parliamo abbastanza, ma rappresentano il futuro dell’Unione. Se non possono pianificare gli studi o cogliere opportunità di lavoro perché non trovano un alloggio accessibile, li stiamo di fatto escludendo”.

The Chosen: all’Università Salesiana un seminario sulla serie tv e il lancio di una ricerca su serialità, sacro ed evangelizzazione

“The Chosen non è solo una narrazione biblica, ma un esperimento comunicativo che costruisce una rappresentazione del sacro profondamente relazionale e umanizzata”. Lo afferma don Donato Lacedonio, membro del team di ricerca dell’Università Pontificia Salesiana, in vista del .

Diocesi: Vicenza, accordo tra gli istituti scolatici Graziani e Filippin per il salvataggio del polo bassanese

È stato firmato il 4 maggio il nuovo patto che collega il polo scolastico di Bassano con Pieve del Grappa. L’accordo tra il Graziani e il Filippin ha permesso il salvataggio dell’istituto bassanese dalla crisi delle iscrizioni. La soluzione individuata è la creazione di un percorso educativo diviso tra il polo 0-11 anni in centro città e il campus di Pieve del Grappa per le medie e i licei. Per agevolare le famiglie e superare la barriera logistica, è stato previsto per i prossimi due anni un servizio navetta gratuito che collegherà quotidianamente le due sedi. Garantiti anche gli stessi costi di iscrizione per evitare qualsiasi problema alle famiglie già iscritte alla scuola secondaria di primo grado del Graziani. Grazie al gemellaggio tra i due istituti, al Filippin arriverà il modello Clil (Content and language integrated learning): l’inglese non sarà più una materia a sé stante, ma la lingua con cui si studieranno altre discipline, supportati da tutor madrelingua già dall’infanzia. Parallelamente, verrà colmato il divario tecnologico con l’introduzione di laboratori di robotica educativa e atelier digitali dotati di stampanti 3D, per stimolare il problem solving.

Tv2000: mercoledì 6 maggio in seconda serata il giuramento delle Guardie Svizzere pontificie con Papa Leone

Tv2000, mercoledì 6 maggio in seconda serata, trasmette il giuramento di 28 nuove Guardie svizzere pontificie, alla presenza di Papa Leone XIV, nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico in Vaticano. Come di consueto la cerimonia si svolge in occasione dell’anniversario del sacco di Roma, avvenuto nel 1527 e durante il quale 189 Guardie svizzere difesero Papa Clemente VII contro l’esercito di Carlo V.

Diocesi: Locri, il vescovo Oliva guida le celebrazioni dell’11 maggio al Santuario della Madonna dello Scoglio

Saranno migliaia i fedeli che raggiungeranno il santuario diocesano della Vergine Immacolata, Nostra Signora dello Scoglio, per le solenni celebrazioni dell’11 maggio, presiedute dal vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva. La data segna l’anniversario della prima apparizione della Madonna a Fratel Cosimo Fragomeni, avvenuta l’11 maggio 1968, evento che ha dato origine a questo luogo tra i più frequentati del Mezzogiorno. Le celebrazioni saranno precedute il 10 maggio dalla vigilia di preghiera e dalla tradizionale fiaccolata con la statua della Madonna. L’11 maggio, fin dalle prime ore del mattino, si alterneranno momenti di adorazione, preghiera e riconciliazione, con numerosi sacerdoti disponibili per le confessioni. Il clou è previsto nel pomeriggio: alle 15 una meditazione di Fratel Cosimo seguita dalla processione d’ingresso della statua e dalla solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Oliva. A conclusione, la processione con il Santissimo Sacramento e la preghiera di intercessione per i malati. Intanto, è prossima la costruzione del nuovo santuario, destinato a sorgere ai piedi dello Scoglio, dove già svetta una grande Croce. “Sogniamo che questo luogo diventi un faro di luce per il mondo”, ha affermato il vescovo, indicando lo Scoglio come un’oasi di pace e riconciliazione aperta a tutti.

Diocesi: Oppido Mamertina, al Museo un evento per il bicentenario di Raffaelangelo Musitano

Nel bicentenario della nascita di Raffaelangelo Musitano (1825-1912), il Museo diocesano di Oppido Mamertina ospita, il prossimo 16 maggio alle ore 16 l’incontro “Raffaelangelo Musitano: il Maestro e la sua Arte”, dedicato alla riscoperta dell’opera del pittore e scultore calabrese. Dopo l’introduzione del direttore del Museo diocesano, Paolo Martino, sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Oppido Mamertina, Giuseppe Morizzi, del sindaco di Delianuova, Domenico Licastro e del parroco di Delianuova, don Emanuele Leuzzi. I lavori, moderati da don Giuseppe Papalia, prevedono gli interventi delle funzionarie della Soprintendenza di Reggio Calabria e Vibo Valentia Valentina Elvira Tebala e Rosa Fasan, con una prima ricostruzione dell’opera di Musitano, e del restauratore Giuseppe Mantella, che illustrerà il restauro del Sant’Elia profeta. Le conclusioni saranno affidate al vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti mentre l’organizzazione è curata da Maria Teresa Casella, responsabile dei servizi museali.

Clima e conflitti: incontro a Roma lunedì 11 maggio sugli effetti del collasso climatico e la ricerca di una tregua universale per il Pianeta

Come il mutamento climatico può favorire fenomeni di larga scala come l’aumento della povertà, le migrazioni forzate, il dilagare dei conflitti? Se ne parlerà a Roma lunedì 11 maggio (ore 18 – Sala Assunta della Chiesa del Gesù, via degli Astalli 17) con il professor Grammenos Mastrojeni, diplomatico di carriera e docente di ambiente e geostrategia in varie università, studioso dei cambiamenti climatici. L’evento è promosso dall’Associazione Hòros Aps e dal sito Tracieloeterra.blog, e organizzato nell’ambito del . Partecipano i giornalisti Fausto Gasparroni e Antonella Palermo.
L’incontro – spiegano i promotori – esplorerà la circolarità fra ambiente, diritti umani, sviluppo e pace ed espliciterà come l’Agenda 2030 rappresenta la loro matrice di correlazione. In questa prospettiva, l’iniziativa mira a evidenziare il rischio di un ciclo cumulativo fra degrado ambientale e conflittualità da esso accelerata e che lo accelera. Senza contrapposizioni ideologiche, l’incontro evidenzierà l’insufficienza del meccanismo geostrategico classico (l’equilibrio di potenza) in questo contesto e propone di puntare piuttosto su un’inversione del ciclo per consolidare strutture di pace. Mostrando quindi come questo strumento, elaborato nell’enciclica Pacem in terris, consista oggi nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’ingresso è libero.

Cinema: Mattarella, “ha camminato con la Repubblica, ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano”

“Ricorre quest’anno l’ottantesimo di ‘Sciuscià’, di Vittorio De Sica, punta tra le più alte del neorealismo, che l’anno dopo vinse il primo Oscar italiano. In quello stesso anno nasceva la Repubblica. L’Italia nutriva volontà di ricostruire dalle macerie della guerra e della dittatura e, attraverso lo schermo del cinema, guardava sé stessa senza nascondere le realtà più problematiche e senza rinunciare ai valori umani più profondi; quelli che consentono di progredire. Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2026.
“Il cinema è stato anche il volto, e un vanto, del nostro Paese lungo questo percorso”, ha proseguito il Capo dello Stato, sottolineando che “ne è stato testimone eccellente e apprezzato. Ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano. Ha attratto simpatia, curiosità, amicizia. Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza. Il diffuso apprezzamento per la qualità italiana nel mondo si deve, in buona misura, alle immagini e alle parole dal cinema”.

Cinema: Mattarella, “c’è una diffusa preoccupazione per il futuro, paradossale far pagare ai giovani il prezzo delle trasformazioni”

“Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2026.
“Il cinema è anche lavoro. L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa oltre centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili per realizzare i prodotti. Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv”, ha sottolineato il Capo dello Stato, parlando di “una ricchezza culturale e sociale”. “Ma anche economica”, ha aggiunto, evidenziando “che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico”. “Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro”, il richiamo di Mattarella: “A questo riguardo, ho ricevuto – e letto anch’io, con vero interesse – un documento delle associazioni del settore cinema e audiovisivo. Sono certo – anche dopo aver ascoltato le parole del ministro Giuli – che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze”. “Condivido la considerazione che sarebbe improprio trattare il tema del futuro dell’audiovisivo come una mera richiesta di sostegni. Il punto cruciale è come essere all’altezza dei nostri momenti migliori, come esprimere ancora qualità e pluralità in una competizione sempre più difficile e in presenza di mutamenti sempre più veloci”, ha ammonito il presidente, per il quale “occorre dialogo, confronto aperto, senza pregiudiziali. Di fronte a difficoltà l’intesa tra le istituzioni e le componenti del settore può essere un moltiplicatore di risorse e di energie”. “Abbiamo le forze e le competenze per veder nascere nuovi prodotti italiani”, la convinzione di Mattarella, secondo cui “sarebbe paradossale far pagare ai giovani il prezzo di questa fase di trasformazioni”. “C’è tanta voglia di esprimersi, ci sono tante nuove idee nel cassetto, c’è un cambiamento d’epoca che va raccontato, vissuto, approfondito, ci sono sogni che cercano le loro sequenze e le loro parole”, ha concluso il presidente augurando “a tutto il cinema, insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti”.

Cinema: Mattarella, “interrelazione con televisione e piattaforme ha presentato nuove opportunità”

“Nei decenni il cinema è cambiato con l’Italia. Nelle forme narrative, nell’estetica, nelle tecnologie, nei generi, nei contenuti. Non molto tempo fa – era già cominciato il nuovo secolo – ci si chiedeva se il cinema sarebbe sopravvissuto, e in che modo, alla potenza della televisione, e poi alla moltiplicazione delle piattaforme e dei canali di comunicazione”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2026.
“La tv e le multi-piattaforme sembravano avversari insuperabili. Invece non è stato così”, ha osservato il Capo dello Stato, secondo cui “l’interrelazione tra cinema, televisione e piattaforme ha presentato nuove opportunità. Ha spinto registi, autori, sceneggiatori, artisti a dare nuovi ritmi alle loro narrazioni, nuove espressività ai loro personaggi. Il cinema ha varcato alcune delle proprie frontiere ed è stato capace di conservare continuità alla sua poetica, di preservare le sue professionalità, la sua capacità di dialogo con il pubblico, integrandosi nelle nuove dimensioni tecniche e strumentali”. “Questo – ha rilevato Matterella – è il cinema che gli italiani amano, e che i giovani hanno imparato a conoscere nelle modalità rinnovate. Un patrimonio del nostro Paese che come tale va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato. Incoraggiato nelle produzioni, come anche nelle sperimentazioni”.

Diocesi: Padova, domani ultimo appuntamento del ciclo “martedì culturali” organizzati dal Centro universitario padovano con il card. Tolentino de Mendonça

Si terrà domani, mercoledì 6 maggio (con un cambio di data), l’ultimo appuntamento del ciclo martedì culturali – #tuesday for future organizzati dal Centro universitario padovano. Alle 18.30, sarà il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione, il “cardinale poeta” come è conosciuto, ad intervenire sul tema “Senza… poesia”. L’incontro, che conclude il programma della stagione, si svolgerà in presenza al centro universitario e sarà anche registrato e successivamente reso disponibile come i precedenti sulla pagina youtube del centro universitario al link: https://www.youtube.com/c/CentroUniversitarioPadovano

Educazione e prevenzione: Libera e diocesi di Napoli, il 16 maggio una grande marcia popolare per contrastare marginalità, povertà e violenze

Una grande marcia popolare per l’educazione e la prevenzione, lanciata da un’alleanza che che va da Libera contro le mafie alla Chiesa di Napoli, dalle realtà educative e ai movimenti sociali, si terrà a Napoli il 16 maggio con partenza da Piazza Garibaldi e arrivo in Piazza del Plebiscito. L’iniziativa vuole dare voce a chi ogni giorno lavora nei quartieri popolari, nelle scuole, nelle carceri, nelle comunità con minori, con i giovani, con le persone fragili, spesso in condizioni precarie, e rilanciare un impegno collettivo per contrastare marginalità, povertà e violenze.
Al centro della mobilitazione, il bisogno di unire Napoli – divisa dalle disuguaglianze e dalle etichette – e la proposta di politiche pubbliche che vadano in discontinuità con le politiche spot e repressive: un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una Legge regionale sull’educativa di comunità che prevedano la continuità dei progetti educativi; la dignità e la stabilità con un salario mensile minimo di chi lavora nel sociale; l’accesso gratuito a cultura e sport; misure straordinarie per l’infanzia; la riqualificazione e il riutilizzo sociale e pubblico degli spazi abbandonati, dei beni confiscati alle mafie, delle terre incolte per generare lavoro, mutualismo ed economia sociale; la co-programmazione e co-progettazione degli interventi e delle risorse; un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona; un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive.
La marcia sarà anche un momento di festa, arte e condivisione, con musicisti e artisti di strada, per costruire una città più giusta e bella, forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi le usa. Una città che ricorda i suoi giovani e le sue vittime innocenti, e che si unisce per fermare la violenza culturale, patriarcale, ambientale delle camorre e dei sistemi corruttivi.

Alex Zanardi: don Pozza, “chi ama l’indicativo piange l’atleta, chi osa il congiuntivo ringrazia l’uomo”

“Chi ama l’indicativo, oggi rimpiange l’atleta ch’è stato. Chi osa il congiuntivo, oggi ringrazia l’uomo”. Con queste parole don Marco Pozza, cappellano del carcere “Due Palazzi” di Padova e grande amico di Alex Zanardi, ha tracciato il ritratto del campione nell’omelia pronunciata oggi nella Basilica di Santa Giustina a Padova. Il sacerdote ha ricordato un episodio in Autogrill con due detenuti: Zanardi li ascoltò a lungo, poi disse loro che “bastano cinque secondi in più per fare la differenza”, perché “il problema non è se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Il problema è se hai sete o no”. Don Pozza ha descritto Zanardi come “uomo del congiuntivo”, capace di tenere la mente aperta all’imprevisto e al possibile: “Non gli importava di sapere come finiva il corridoio di casa, voleva frequentare l’infinito. Mai detto: ‘Ciao mamma, sono arrivato uno!’ Ha sempre ribadito che il congiuntivo è uno stile di vita”. Per inquadrare la figura del campione, il sacerdote ha citato san Paolo: “Ogni atleta è temperante in tutto. Io corro non come chi è senza meta”. Prima della cerimonia, don Pozza aveva dichiarato: “Sono orgoglioso di avere avuto un amico come Alex, che mi ha aiutato a diventare un uomo migliore”.

Diocesi: Lecce, una celebrazione per le mamme in attesa presieduta da mons. Panzetta

Una celebrazione di benedizione per tutte le mamme in attesa. Questa l’iniziativa promossa dall’Ufficio diocesano di pastorale della salute e l’Ufficio diocesano famiglia e vita della diocesi di Lecce. A presiederla venerdì 8 maggio alle 19, nella basilica salesiana di Lecce Lecce – nell’ambito delle celebrazioni in onore di San Domenico Savio, protettore delle partorienti la cui festa cade il 6 maggio – l’arcivescovo mons. Angelo Raffaele Panzetta. “In un tempo in cui la vita nascente chiede di essere custodita con rinnovata responsabilità, questo momento – spiega una nota diocesana diffusa da PortaLecce –  vuole ricordare a tutti il valore sacro e prezioso di ogni bambino e, insieme, la dignità e la bellezza  della donna che si prepara a diventare madre. La maternità è un mistero di grazia e di forza, un atto di fiducia nel futuro, un sì che si apre alla vita e la genera”. Per questo l’arcivescovo invocherà la benedizione del Signore su tutte le donne incinte, chiedendo “per loro la presenza viva dello Spirito Santo: che le sostenga, che doni loro serenità e coraggio, che renda fecondo ogni gesto di attesa e di amore, che accompagni il delicato ma dolcissimo momento del parto”.

Alex Zanardi: don Pozza, “la morte si è presa il corpo ma l’anima le è sfuggita, è andata nelle storie dei ragazzi di Obiettivo3”

“La morte pensava di averlo vinto, finalmente. Non ha fatto bene i conti neanche stavolta. Si è presa il corpo, ma l’anima le è proprio sfuggita. In corsia di sorpasso, è andata ad infilarsi dritta nelle storie dei ragazzi di Obiettivo3”. Così don Marco Pozza, nell’omelia dei funerali di Alex Zanardi celebrati oggi a Padova, ha indicato nell’associazione fondata dal campione – che allena atleti con disabilità – la principale eredità del suo amico. Obiettivo3 è oggi guidata dal figlio Niccolò, che ha accompagnato il feretro del padre insieme alla madre Daniela Manni e agli atleti paralimpici della squadra. Don Pozza ha ricordato come Zanardi avesse regalato una handbike a un detenuto perché potesse rialzarsi, incarnando il Vangelo delle opere di misericordia: “Ero infermo e non solo sei venuto a trovarmi: mi hai addirittura regalato una handbike perché mi rialzassi”. Il sacerdote ha infine citato il Vangelo dei talenti: “A uno diede cinque talenti, a un altro due, ad un altro uno. La differenza non la farà il numero”, ma la capacità di farli fruttare, come insegnava Pietro Mennea: “Ho ricevuto dei talenti in dono. Non mi sono addormentato sopra, ma li ho fatti fruttare”. “Alex anche da morto – ha concluso – continuerà a parlare di obiettivi”.

Ue-Armenia: dialogo politico e accordi su economia, sicurezza, connettività. Von der Leyen: “Impegno comune per la pace”

Oltre al vertice della Comunità politica europea, Erevan ha ospitato un momento storico, il primo vertice Ue-Armenia con la firma di un accordo di partenariato per la connettività. “Il vertice è servito a fare il punto sulle relazioni tra Ue e Armenia, nonché ad affrontare le più ampie sfide regionali e globali, tra cui l’agenda di pace e la normalizzazione delle relazioni nel Caucaso meridionale”, riferisce una nota della Commissione europea. Quanto all’accordo di partenariato “stimolerà gli scambi commerciali, creerà posti di lavoro, rafforzerà la resilienza e sosterrà la stabilità regionale”. Da questo vertice parte anche un invito alle aziende dell’Ue, dello Spazio economico europeo e dell’Armenia a sviluppare progetti di investimento strategici nel Paese. È stato poi firmato un accordo di collaborazione tra l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) e il ministero degli Interni armeno, in materia di gestione delle frontiere e dei flussi migratori, supportando l’Armenia nell’attuazione del piano d’azione per la liberalizzazione dei visti. È stata istituita poi una Missione di partenariato dell’Ue in Armenia per collaborare in materia di sicurezza e difesa e le forze armate armene hanno ricevuto le prime forniture di assistenza dell’Ue nell’ambito del Fondo europeo di pace, per un valore complessivo di 30 milioni di euro. Per la presidente Ursula von der Leyen tutto ciò “definisce una chiara direzione e un’agenda per i prossimi anni”, che pone al centro “il comune impegno per la pace e la stabilità nella regione”.

Cottolengo: card. Repole (Torino), “si è chinato ai piedi di tutti coloro che ha percepito come fragili”

Una festa lunga un giorno per celebrare San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Una festa a Torino ma seguita da tutta la Famiglia Cottolenghina in tutto il mondo. Il 30 aprile 2026 è stata celebrata una giornata in memoria del Santo conclusa con una messa officiata dal card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino. “La grandezza del Cottolengo è stata quella di mantenere una memoria esistenziale del dono di vita di Cristo. Non ha semplicemente celebrato l’Eucaristia, ma ha fatto in modo che tutta la sua vita fosse Eucaristica, al punto di chinarsi, come Gesù nel cenacolo, ai piedi di tutti coloro che ha percepito come fragili, bisognosi di vita, di cura e di attenzione. E in questo modo ha fatto sì che la memoria del Crocifisso Risorto giungesse fino a noi”, ha detto nell’omelia Repole.
“Questa chiesa, con questa assemblea così bella e così numerosa – ha detto padre Arice (Padre generale della Piccola Casa) nel dare il benvenuto all’arcivescovo – “ci dice che oggi è davvero una festa grande per la Piccola Casa. Per una felice coincidenza il tema della fede, che in questo anno pastorale è proposto per le diocesi di Torino e Susa, è anche il tema della Piccola Casa nel cammino che stiamo percorrendo verso il bicentenario dell’ispirazione ricevuta dal Cottolengo a fondare la Piccola Casa”. Il tema della festa legato a quello pastorale del 2026 Fede e Divina Provvidenza è stato “Fede e culture” per sottolineare la ricchezza delle espressioni e dei simboli della fede delle persone di diverse nazionalità che abitano e operano nella Piccola Casa. Padre Arice ha poi chiesto allora all’Arcivescovo il dono della preghiera “affinché il Signore aumenti la nostra fede”. “Nel Santo Cottolengo”, ha concluso, “riconosciamo un modello grande di fede: la fede lo ha reso tutt’altro che inoperoso, pienamente affidato e confidente nei progetti di Dio”. Hanno concelebrato insieme al cardinale e a padre Arice, don Michele Viviano Rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice, don Sergio Baravalle, Rettore del Santuario della Consolata, e diversi sacerdoti cottolenghini.

Repubblica democratica del Congo: Amnesty International, “gruppo armato responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità”

La popolazione civile dell’est della Repubblica democratica del Congo (RdC) sta subendo una grave escalation di violazioni dei diritti umani ad opera delle Forze democratiche alleate (Adf), gruppo armato legato allo Stato islamico, responsabile di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. È quanto denuncia Amnesty International in un nuovo Rapporto, “‘Non avevo mai visto così tanti cadaveri’: crimini di guerra delle Forze democratiche alleate nella regione orientale della Repubblica democratica del Congo”.
Il documento ricostruisce attacchi violenti contro la popolazione civile, rapimenti, lavoro forzato, reclutamento e utilizzo di minori e gravi violenze contro donne e ragazze, tra cui matrimoni e gravidanze forzate e varie forme di violenza sessuale. Le violenze dell’Adf si concentrano in vaste aree dell’est della RdC, dove opera anche il gruppo armato Movimento 23 marzo (M23), sostenuto dal Ruanda. Secondo Amnesty, dall’inizio del 2025 l’Adf ha approfittato del ridispiegamento delle truppe e dell’attenzione internazionale focalizzata sull’avanzata dell’M23.
“La popolazione civile dell’est della RdC ha subito brutalità massicce per mano dell’Adf”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International. “Persone sono state uccise, rapite e torturate in una campagna disumanizzante di violenze. I combattenti dell’Adf hanno fatto irruzione in comunità e fattorie, attaccato strutture sanitarie e saccheggiato e incendiato abitazioni”. Secondo Callamard, “la violenza dell’Adf sta contribuendo ad aggravare la crisi umanitaria”, aumentando gli sfollamenti e compromettendo l’accesso a servizi essenziali come cibo, assistenza sanitaria e istruzione.
“Queste violazioni costituiscono crimini di guerra che il mondo non può continuare a ignorare” e, “in quanto parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile, equivalgono anche a crimini contro l’umanità”, ha aggiunto Callamard, sottolineando “l’urgenza che il governo e la comunità internazionale intensifichino gli sforzi per proteggere la popolazione civile e assicurare alla giustizia i responsabili”.
La ricerca di Amnesty è stata condotta nel Nord Kivu nel novembre 2025 e si basa su 71 interviste, tra cui 61 colloqui diretti con sopravvissuti, testimoni, membri della società civile, funzionari di sicurezza e operatori umanitari. Sono stati documentati otto attacchi tra Ituri e Nord Kivu. In uno dei più gravi, l’8 settembre 2025 a Ntoyo, oltre 60 civili sono stati uccisi. Un testimone ha raccontato: “Non avevo mai visto così tanti cadaveri”.
Amnesty documenta inoltre almeno 46 casi di rapimento, l’utilizzo sistematico di minori e violenze diffuse contro donne e ragazze nei campi dell’Adf. “Le persone sopravvissute ci hanno riferito che la pace e la sicurezza devono essere ripristinate con urgenza nella Rdc orientale affinché possano ricostruire le proprie vite”, ha concluso Callamard, chiedendo un sostegno deciso della comunità internazionale e misure concrete per la protezione dei civili.

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 5 maggio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


Diocesi: Cosenza – Bisignano, venerdì 8 maggio seminario su “Con tutti i naufraghi della storia – Per una teologia del/nel Mediterraneo”

“Costruire una Teologia del ‘meticciato’ nel Mediterraneo, nel solco già tracciato da Papa Francesco”. Questo messaggio sarà al centro del seminario “Con tutti i naufraghi della storia – Per una teologia del/nel Mediterraneo” che si terrà venerdì 8 maggio alle ore 16, nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Francesco di Sales” a Rende (Cs). Lo rende noto l’ufficio per la pastorale della comunicazione della diocesi di Cosenza – Bisignano, informando che l’evento è una delle anteprime del Festival “Frontiere”, terza edizione, organizzato dall’Ufficio Migrantes e Caritas. Il seminario inizierà con i saluti di don Emilio Salatino, direttore dell’Istituto ed Emanuela Pascuzzi, delegata al Public Engagement e Partecipazione Sociale dell’Unical.
Aprirà la prima sessione di lavori Padre Pino Di Luccio S.J., direttore del Pontifical Biblical Institute di Gerusalemme che introdurrà riprendendo il percorso del Convegno di Napoli, interverranno poi Cristina Molfetta di Fondazione Migrantes e il professor Sergio Tanzarella che affronteranno le tematiche “Il Mediterraneo come scenario di guerra” e “Una teologia del Mediterraneo per la pace e la non violenza”.
Durante la seconda sessione di lavori ci saranno gli interventi di Fabrizio Mandreoli e Marco Giovannoni, docenti della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana, e Giuseppina Bagnato, pastora della Chiesa Valdese di Cosenza e Catanzaro. In questa fase si parlerà di Teologia nei mondi della vita, di teologia contestuale e comparativa nel Mediterraneo e di dimensione profetica della di una teologia di frontiera. Conclude il seminario Mons. Giovanni Checchinato, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano che proporrà un laboratorio permanente di pratiche socio-pastorali e teologiche per una Chiesa in uscita. Modera i lavori don Emanuele Scarpino docente presso l’ISSR San Francesco di Paola di Rende (CS). Il festival Frontiere, dopo questa anteprima, proseguirà dal 19 al 23 maggio con un calendario ricco di panel, musica, teatro e flash-mob, tra l’Università della Calabria e il centro della Città dei Bruzi.

Scuola: Fism, all’Università Cattolica un convegno su “Ascoltare le famiglie… e ascoltarsi”

“Ascoltare le famiglie… e ascoltarsi”: questo il tema di un convegno che si svolgerà sabato 9 maggio presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano, promosso da Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) a conclusione di un percorso di ricerca-formazione dedicato alla relazione tra scuola e famiglia. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica, ha coinvolto circa 600 educatrici e docenti provenienti da un centinaio di realtà educative Fism – tra nidi e scuole dell’infanzia – distribuite in 16 regioni italiane. Al centro del lavoro, le fondamenta della relazione educativa: l’ascolto di sé e l’ascolto dell’altro, spiega una nota. “La motivazione – sottolinea Lara Vannini, responsabile dell’Area Pedagogica di Fism – trova le sue ragioni nelle caratteristiche di un contesto socioculturale segnato da una mutazione antropologica: si è sempre più soli e sempre più individualisti. La costruzione di una relazione di fiducia tra scuola e famiglia, elemento identitario delle nostre realtà paritarie, sembra sempre più difficile da realizzare in una società attraversata da profondi mutamenti e trasformazioni familiari che pongono nuovi interrogativi e sfide”. I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; di Luca Iemmi, presidente Fism Nazionale; di mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; di Eugenia Maria Roccella, Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità. Nel corso del convegno verranno presentati gli esiti della ricerca, condivisi da Monica Amadini, professoressa ordinaria in Pedagogia generale e sociale e direttrice CeSPeFI (Centro Studi di Pedagogia della Famiglia e dell’Infanzia), Università Cattolica del Sacro Cuore, alla quale è stata affidata la supervisione scientifica dell’intero progetto. Le riflessioni saranno arricchite dalle testimonianze di insegnanti e educatrici, che metteranno in luce la complessità dell’ascolto delle famiglie nei contesti educativi ZeroSei anni.

Editoria: presentazione a Roma giovedì 7 maggio del libro “Francesco, il papa dai cantieri aperti” di Luca Vitali

Sarà presentato a Roma giovedì 7 maggio alle ore 19 presso la Sagrestia della Chiesa delle Sacre Stimmate di San Francesco, a largo di Torre Argentina, il volume “Francesco, il papa dai cantieri aperti” (Edizioni Messaggero Padova) di Luca Vitali, teologo e formatore esperto in spiritualità e pastorale missionaria. Ne dà notizia , testata online dedicata alla vita missionaria e all’ecologia integrale. Interverranno p. Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali e dell’Ufficio per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, e p. Salvatore Maurizio Sessa, biblista e rettore della Chiesa delle Sacre Stimmate. Modera mons. Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio della Cultura del Vicariato di Roma.
La scelta del luogo non è secondaria. Nella sagrestia si conserva un prezioso reliquiario che custodisce il sangue delle Sacre Piaghe di san Francesco. L’iniziativa, promossa dall’associazione Terra e Missione APS in collaborazione con l’Ufficio per la Cultura del Vicariato di Roma ed Edizioni Messaggero Padova, si inserisce nel primo anniversario della morte di papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025. Il libro di Luca Vitali nasce proprio in questa occasione e propone una rilettura lucida e appassionata del suo pontificato, segnato dall’apertura di veri e propri “cantieri” nella vita della Chiesa. “Papa Francesco – afferma mons. Andrea Lonardo – ha insistito molto su di una Chiesa che riscoprisse i suoi tratti popolari, di comunità attenta non solo a chi ha una fede forte e conosce la teologia, ma a tutti i fedeli delle nostre parrocchie, con uno sguardo che si allarghi ancora oltre: non possiamo archiviare tale chiamata che il Signore ci ha rivolto tramite di lui. E lo dobbiamo fare in comunione con il cammino della Chiesa che oggi prosegue sotto la guida di papa Leone”. A sottolineare il valore del luogo è p. Salvatore Maurizio Sessa: “Custodire le reliquie delle stimmate di san Francesco significa ricordare ogni giorno che il Vangelo passa attraverso la carne, attraverso ferite che diventano luce!”.

Istruzione: Roma, stasera la cerimonia di consegna dell’attestato “Scuola sicura” della Fidae all’Istituto Sacro Cuore delle Sorelle della Misericordia

Stasera, alle ore 18, presso l’Istituto delle Sorelle della Misericordia – Scuole Sacro Cuore (Via Alberto da Giussano 93) a Roma, si terrà la cerimonia di consegna dell’attestato “Scuola sicura”, rilasciato dalla Fidae, la Federazione italiana delle scuole cattoliche.
Con questo riconoscimento, l’Istituto Sacro Cuore diventa la terza scuola nel Lazio (in Italia sono in tutto 13) ad aver ottenuto la certificazione prevista dal protocollo introdotto nel 2024.
Ad aprire l’evento sarà la preside Virginia Kaladich, con l’accoglienza dei partecipanti e l’esecuzione dell’inno “Il futuro siamo noi” da parte degli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Seguiranno gli interventi e le presentazioni, tra cui quello di Emanuele Montemarano, avvocato e presidente dell’Organismo di vigilanza di Accredia – Ente italiano di accreditamento (area legale Fidae), oltre agli interventi degli studenti dell’Istituto.
La seconda parte della cerimonia vedrà la partecipazione delle autorità civili, religiose e istituzionali, tra cui Germana Di Marzio, presidente del Consiglio d’Istituto, Mauro Caliste, presidente del Municipio V, rappresentanti della Polizia postale e per la Sicurezza cibernetica, mons. Marco Gandolfo, parroco di San Luca, Maria Chiara Iannarelli, consigliera della Regione Lazio e mons. Michele Di Tolve, vescovo ausiliare di Roma.
La consegna ufficiale dell’attestazione “Scuola sicura” sarà affidata a Luisa Campa, in rappresentanza del Consiglio regionale Fidae Lazio.  Le conclusioni saranno a cura di sr. Maria Angela Nale, delle Sorelle della Misericordia di Roma, seguite nuovamente dall’esecuzione dell’inno degli studenti.
Il protocollo “Scuola sicura”, già al centro di diverse iniziative e momenti di confronto promossi a livello nazionale dalla Fidae, rappresenta uno standard avanzato per la tutela dei minori all’interno degli istituti scolastici. Il percorso di certificazione prevede infatti l’adozione di procedure strutturate, la formazione del personale educativo e l’attivazione di strumenti concreti di prevenzione e segnalazione. Come emerso anche nelle precedenti esperienze già certificate, il modello si fonda su un approccio integrato alla sicurezza: dalla prevenzione degli abusi, sia sessuali che non, al supporto ai minori in situazioni familiari complesse, fino al contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Il riconoscimento include inoltre specifiche misure per la tutela della privacy dei minori e per la sicurezza degli ambienti scolastici, dei trasporti e delle strutture che ospitano attività didattiche esterne, come le gite. “Il nostro protocollo Scuola sicura non è solo un insieme di regole – ha ricordato la presidente nazionale della Fidae, Virginia Kaladich – ma un vero e proprio cambio di paradigma culturale, che mette al centro la prevenzione e la responsabilità condivisa di tutta la comunità educante”.

Diocesi: Mileto, il vescovo Nostro visita cinque aziende del territorio “vittime di atti intimidatori”

Il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Attilio Nostro, accompagnato dal vicario episcopale per la Pastorale e parroco della parrocchia Gesù Salvatore in Vena di Jonadi, don Roberto Carnovale, ha visitato le cinque aziende che, nei giorni scorsi, sono state vittime di atti intimidatori. L’incontro – fa sapere una nota della diocesi – si è svolto ieri ed ha rappresentato “un significativo momento di vicinanza e di ascolto, volto a esprimere la solidarietà concreta dell’intera comunità diocesana a quanti, con coraggio, continuano a operare senza arrendersi di fronte alle ingiustizie e alle violenze”. Nel corso della visita, mons. Nostro, a nome dell’intera diocesi, ha condannato “in modo fermo questi eventi sciagurati che devono essere da tutta la società civile contrastati”, perché “ledono quei sani principi della legalità che sono alla base del vivere quotidiano, fondamento imprescindibile per risanare il nostro territorio dalla violenza, dalla corruzione, dalle estorsioni e da tutto ciò che impedisce la creazione di prospettive durature per un futuro più solido. Soprattutto- si legge nella nota – essi sono in aperto contrasto con il Vangelo della Vita di cui i discepoli di Cristo vengono dalla Chiesa costituiti testimoni per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone”. Il vescovo prenderà parte alla fiaccolata mariana, già promossa dalla parrocchia Gesù Salvatore, che si terrà giovedì 7 maggio alle ore 21 nella zona industriale, luogo in cui operano le aziende colpite. Sarà “un’ulteriore occasione per esprimere solidarietà e vicinanza affidando al Cuore Immacolato di Maria non solo gli imprenditori ma anche le tante famiglie che dipendono da queste realtà industriali”.
 

Televisione: il crime “Rosa elettrica”. Giannetta, “racconto le ansie di una trentenne, una fotografia generazionale”

“Adoro guidare e per me è stato un sogno mettermi al volante per la serie. Il mio personaggio non è in cerca di una dimensione eroica. Il team creativo è riuscito a fotografare le inquietudini di una trentenne, a firmare un racconto generazionale”. Così Maria Chiara Giannetta, protagonista di “Rosa elettrica”, nuova serie thriller on the run targata Sky studios e Cross productions, diretta da Davide Marengo e tratta dal romanzo di Giampaolo Simi (Sellerio). Nel cast anche Francesco Di Napoli ed Elena Lietti. Sei episodi, dall’8 maggio su Sky e Now. La storia: Rosa è un’agente del programma di protezione testimoni che, al primo incarico, deve scortare un giovane boss della camorra, Cocìss. Un viaggio pieno di insidie e svolte inaspettate. “Rosa – spiega Giannetta – parte come una giovane insicura davanti alle scelte da compiere. Mi sono innamorata di lei a partire dal libro: quando scelgo un ruolo dipende molto dalla vibrazione che si attiva verso il personaggio. Se non scatta nulla, non accetto”. Esprime soddisfazione il produttore Rosario Rinaldo: “Abbiamo girato in quattro regioni diverse, 12 location, dall’Alto Adige a Napoli. Avevo preso il libro nel 2008, ma sono riuscito a realizzarlo solo ora con Sky. Se questa serie verrà apprezzata per la sua qualità narrativa dipenderà anche dal fatto che è fuori da pregiudizi algoritmici”. Infine, Nils Hartmann, Sky studios Italia: “La nostra prima volta on the road. È una serie dalla bellissima scrittura (head writer Giordana Mari). Un crime non puro, dall’umanità diffusa. Usciremo con due episodi a settimana: serve a mantenere la tensione per un racconto di qualità”.

Malnutrizione: Unicef, 30 anni di alimenti pediatrici terapeutici salvavita, ma milioni di bambini ne hanno ancora bisogno

Da trent’anni, una piccola bustina contenente pasta di arachidi arricchita è uno degli strumenti più efficaci per combattere la malnutrizione acuta grave – la forma più letale di malnutrizione – nei bambini sotto i cinque anni. E’ quanto ricorda oggi l’Unicef in una nota dove però torna a denunciare che oggi, ancora 42,8 milioni di bambini sono colpiti da malnutrizione acuta, di cui 12,2 milioni presentano una forma grave. Con l’intensificarsi dei conflitti, degli shock climatici e delle pressioni sui finanziamenti, garantire una fornitura prevedibile e ininterrotta di alimenti terapeutici pronti all’uso (Rutf) è più cruciale che mai.
“Questa bustina di alimento terapeutico, piccola ma potente, ha cambiato radicalmente il modo in cui curiamo i bambini colpiti da malnutrizione grave”, afferma Catherine Russell, Direttrice Generale dell’Unicef. “Nessun bambino dovrebbe morire di malnutrizione in un mondo di abbondanza”.
Introdotto per la prima volta nel 1996, il Rutf (ready to use therapeutic food) ha trasformato il trattamento della malnutrizione acuta grave consentendo ai bambini, senza complicazioni mediche, di essere curati a casa riducendo la necessità di ricovero ospedaliero, i costi a carico delle famiglie e il rischio di infezioni secondarie. Ad oggi, il Rutf rimane l’unico trattamento ambulatoriale raccomandato dall’Oms per la malnutrizione infantile acuta. L’Unicef è il principale acquirente mondiale di Rutf. Tra il 2003 e il 2025, l’Unicef ha acquistato e distribuito in tutto il mondo un totale di 8,7 miliardi di bustine di Rutf, favorendo il recupero di milioni di bambini.
Realizzato con arachidi, latte scremato in polvere, olio, zucchero, vitamine e minerali essenziali, questo alimento terapeutico viene somministrato ai bambini di età compresa tra i 6 e i 59 mesi colpiti da malnutrizione acuta grave. Una bustina da 92 g di Rutf fornisce 500 calorie, aiutando i bambini gravemente malnutriti ad aumentare di peso e a rafforzare il sistema immunitario durante il trattamento. La sua consistenza cremosa e il suo sapore al caramello salato lo rendono appetibile per i bambini. “Sebbene il traguardo dei 30 anni segni un progresso importante nella salute pubblica – scrive Unicef – è anche un invito all’azione: l’intera gamma di trattamenti nutrizionali, compreso il latte terapeutico, deve essere potenziata in modo da poter resistere alle crisi di approvvigionamento, ridurre i costi e contribuire a garantire che ogni bambino che ne ha bisogno abbia accesso agli alimenti terapeutici senza interruzioni”.

Pedofilia e pornografia: Associazione Meter, boom abusi online nel 2025, oltre 2,5 milioni di contenuti

Oltre 2,5 milioni di contenuti pedopornografici segnalati e più di 8mila minori vittime di deepnude in Italia nel 2025. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Associazione Meter in occasione della Giornata Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Secondo il report, sono state individuate 785.072 immagini e 1.733.043 video di abusi reali su minori a livello internazionale. A questi si aggiungono 8.213 casi di deepnude, generati tramite intelligenza artificiale, fenomeno in crescita anche per la diffusione di strumenti sempre più accessibili.
L’attività di monitoraggio ha rilevato inoltre 505 domini nazionali coinvolti e 1.532 link su domini generici, con una prevalenza del .com. Nonostante il calo dei link rispetto al 2024, Meter segnala una maggiore complessità delle reti, con l’uso di sistemi criptati e contenuti effimeri. Sul fronte dell’ascolto, nel 2025 il Centro Ascolto Meter ha seguito 110 casi, di cui il 32% legati ad abusi. Negli ultimi dieci anni sono stati 393 i casi trattati, con 211 abusi sessuali accertati. “Numeri che impongono attenzione e responsabilità condivisa”, afferma il presidente don Fortunato Di Noto, che rinnova l’appello a istituzioni e società civile per rafforzare prevenzione e tutela dei minori.
 

Diocesi: Catania, dal 15 al 17 maggio la V edizione del Meeting Francescano del Mediterraneo

Dal 15 al 17 maggio, Catania ospiterà la quinta edizione del Meeting Francescano del Mediterraneo (Mfm). L’evento, che celebra l’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi (1226-2026), sarà presentato ufficialmente giovedì 7 maggio, nel Salone dei Vescovi presso l’Arcivescovado di Catania, dall’arcivescovo mons. Luigi Renna, il sindaco Enrico Trantino, il Rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, e da Carmelo Vitello e Matteo Leanza, rispettivamente Ministro dell’Ordine francescano secolare di Sicilia e Presidente della Gi.Fra, la Gioventù francescana di Sicilia.
Sotto il tema “Connessi: Eredi di una ricca povertà” – spiega in una nota l’arcidiocesi -, il Meeting affronta le sfide di un Mediterraneo visto come spazio geopolitico di incontro e responsabilità. “Il Mediterraneo non è solo un confine, ma un ambito simbolico dove affrontare le difficoltà del nostro tempo con il coraggio del dialogo,” spiegano gli organizzatori. Anche il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e il card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, daranno il loro contributo ai lavori e all’evento parteciperanno autorevoli voci del mondo ecclesiale, accademico e sociale. Tra questi Fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa; don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano; Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento di Assisi.
Ci saranno anche momenti di arte e spettacolo in Piazza e domenica 17 maggio i giovani rinnoveranno la loro adesione all’ideale francescano, travolgendo con il loro entusiasmo l’intera città. La partecipazione a tutti gli eventi è completamente gratuita. Per i workshop a numero chiuso, è necessaria la prenotazione tramite il sito ufficiale. Per info, clicca .

Diocesi: Patti, momento di preghiera ieri sera con gli evangelizzatori. Mons. Giombanco, “non si può vivere la missione con un cuore freddo”

Nella chiesa “Maria Santissima di Lourdes” della diocesi di Patti, si è tenuto ieri un momento di preghiera con gli evangelizzatori, in preparazione alla Missione Evangelizzatrice. Nella sua riflessione, il vescovo Guglielmo Giombanco ha evidenziato che la vera missione è “annunciare agli altri il dono ricevuto. Iniziamo insieme un cammino e sappiamo che non saremo soli, perché il Signore Gesù cammina con noi e ci sostiene”. “Non si può vivere la missione – ha proseguito – con un cuore freddo, con una fede spenta. Ciascuno di noi è il terzo discepolo di Emmaus, che si è seduto a mensa con Gesù e ne riconosce la presenza. E’ Lui che ci invia per accostarci ai nostri fratelli, affinchè pure loro lo riconoscano”. “Durante la missione – ha esortato il Vescovo – dobbiamo far parlare la vita, con gesti semplici ma ricchi di umanità, attraverso un incontro diretto e spontaneo, libero da schemi, per condividere il dono della fede nei luoghi dei vissuti esistenziali, perché il Vangelo scorre nel fluire del quotidiano. Come Chiesa abbiamo un solo interesse: Gesù Cristo Salvatore”. Mons. Giombaco ha quindi indicato le due strade dell’annuncio e della testimonianza: “La freschezza del Vangelo non smette mai di chiamare e di entrare nelle strade del mondo”, e ha concluso: “Andate e annunciate la presenza di Cristo e del suo Vangelo”. La Missione Evangelizzatrice, che coinvolge tutte le comunità (sacerdoti, consacrate, laici) si terrà, con l’apporto dei frati francescani, dal 14 al 22 maggio e culminerà nella Veglia di Pentecoste, il 23, alle 19,30, a Sant’Agata Militello.

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