Deleghe e Metrocity, Reggio è in gabbia

In questa situazione diminuisce la qualità e la quantità di servizi erogati a favore della popolazione dello Stretto

La Città Metropolitana di Reggio Calabria rischia di diventare una grande incompiuta. E non per motivi legati all’agire o alla stasi di chi ieri, oggi e domani, si trovava, si trova e si troverà ad esercitare un servizio politico o amministrativo in carico all’ente di Palazzo Foti.

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La Città metropolitana di Reggio Calabria, infatti, ha le mani legate perché nonostante sia trascorso quasi un decennio dalla sua istituzione, non ha ancora ricevuto le deleghe dalla Regione Calabria. Vuoi per mancanza di fiducia, o per il mancato allineamento dei colori politici tra la Cittadella di Germaneto e Piazza Italia, queste deleghe sono rimaste a Catanzaro. Ne consegue una drammatica paralisi politica e amministrativa che appesantisce la gestione della Città Metropolitana, limita le potenzialità dell’Ente, diminuisce sensibilmente la qualità e la quantità dei servizi erogati a favore della popolazione dello Stretto.


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La legge numero 56 del 2014 che ha istituito le Città metropolitane, compresa quella di Reggio Calabria, «ha inteso realizzare una significativa riforma di sistema della geografia istituzionale della Repubblica – ha asserito la Corte costituzionale – in vista di una semplificazione dell’ordinamento degli enti territoriali, senza arrivare alla soppressione di quelli previsti in Costituzione».

Le città metropolitane sono a tutti gli effetti enti territoriali di vasta area, e perseguono finalità istituzionali generali ben precise: sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione della città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti il proprio livello, comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.

Pianificazione territoriale generale, trasporto pubblico locale, turismo, agricoltura, forestazione, ambiente, ciclo integrato dei rifiuti, sono solo alcune delle funzioni che dovrebbero essere delegate dalla Regione Calabria a Palazzo Foti. Stiamo parlando di settori che costituiscono la spina dorsale della Pubblica amministrazione e che stanno alla base dei servizi essenziali rivolti ai cittadini.

Ma non solo. Reggio è privata di una visione strategica: la pianificazione territoriale generale appena citata permetterebbe alla Metrocity di proiettarsi nella propria dimensione naturale, quella dell’area metropolitana dello Stretto, che consentirebbe di costituire un triplo asse di sviluppo sinergico con Messina fondato su Sanità, Università e Impresa. Tante sono le limitazioni a cui la Città metropolitana di Reggio Calabria è costretta a causa del mancato conferimento delle deleghe.


PER APPROFONDIRE: Il futuro della Metrocity appeso alle deleghe, Versace: «La Regione batta un colpo»


Nel mese di febbraio, una attesa sentenza del Tar potrebbe aprire la pista ad una possibile azione giudiziaria da parte di Palazzo Foti. È triste, però, dover sperare nella magistratura anche per ottenere ciò che spetta per dettame costituzionale. Ed è ancor più triste constatare che debba essere la magistratura a dirimere questioni tra Enti calabresi: a chi giova questa guerra tra poveri?

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