Domotek Reggio Calabria: Domenico Laganà confermato capitano in Serie A2

Capitano Laganà Domotek Volley

Ai Overview: Domenico Laganà rinnova il suo contratto con la Domotek Reggio Calabria per la quarta stagione sportiva consecutiva. L’opposto calabrese continuerà a rivestire il ruolo di capitano della formazione amaranto, accompagnando la squadra nel suo prossimo esordio nel campionato di Serie A2. La sua conferma rappresenta un elemento di continuità tecnica per il roster guidato dall’allenatore Antonio Polimeni, con il quale l’atleta condivide un percorso agonistico iniziato nelle categorie minori e proseguito fino alla recente promozione. La presenza del giocatore si conferma inoltre un punto di riferimento stabile per il pubblico del PalaCalafiore e per l’intero settore giovanile locale. L’annuncio della sua permanenza formalizza in veste ufficiale una decisione contrattuale attesa nell’ambiente sportivo cittadino.

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La continuità del capitano nella formazione reggina

C’è un gesto che, ormai, si ripete come un rituale laico. Il pallone che sfiora il soffitto del PalaCalafiore, il boato che sale, e poi lui. Con il pugno chiuso al cielo, gli occhi di chi non si accontenta mai, il volto di chi ha trasformato la rabbia in arte e la determinazione in spettacolo. Quell’istantanea, scattata e riscattata decine di volte, non è più solo una foto. È un documento storico. Perché Domenico Laganà, alzando un trofeo dopo l’altro, non sta semplicemente vincendo partite. Sta scrivendo, punto su punto, il capitolo più affascinante dello sport reggino degli ultimi anni. E, di riflesso, una pagina indelebile della recente storia dell’Italvolley a caccia di un record dopo l’altro. La notizia, nell’aria già calda di questa estate che sa di riscatto, è ufficiale, per tanti sembrerà banale, anche perché il Capitano era presente all’ultima conferenza stampa di presentazione della campagna abbonamenti. La Domotek, però, vuole urlarlo, con forza e determinazione: per il quarto anno consecutivo, Domenico Laganà sarà il condottiero amaranto. Dentro e fuori dal campo. Un sigillo che non è solo contrattuale, ma è un patto di sangue con una città intera, con una comunità, con un popolo affamato.

Il legame con la panchina e con la tifoseria

Descrivere Domenico Laganà con una sola parola è un esercizio impossibile. È volitivo, certo. È rabbioso, ma di quella rabbia buona che accende i motori quando tutto sembra perduto. È grandioso, ma mai sopra le righe. Sa quando accendersi, con un timing che sembra quasi coreografato; sa quando essere deciso, con un braccio che è un martello pneumatico; sa, soprattutto, aizzare la folla, quando serve, quando conta. Una folla che, ormai, non può più fare a meno di lui e della sua Domotek. Per il Mister Antonio Polimeni, lui è il capitano fidato. Colui che ha saputo credere nelle sue capacità anche prima che il sogno amaranto prendesse il volo, anche quando girando gli occhi verso gli spalti non c’erano le settemila persone dell’ultimo trionfo contro Belluno ma neanche cento unità. Un rapporto di stima reciproca che è il vero motore silenzioso di questa squadra.

Un percorso di crescita dalle categorie minori

In quattro anni di scalata vertiginosa, Laganà è l’unico confermato tra i giocatori. L’unico testimone oculare di un viaggio che dalla polvere della Serie B, con record su record (personali e collettivi), è approdato ai riflettori della Serie A3 da protagonista reale per numeri e performances. Un salto che per molti era solo utopia, per lui è stata una sfida da vivere come una favola sportiva. Ha superato scetticismi e muri mastodontici, avversari alti due metri e pregiudizi altrettanto ingombranti. L’ha fatto mettendoci il cuore, la grinta e una faccia tosta che è diventata esempio reale per i compagni di squadra e per i giovani che, ispirati da lui, oggi scelgono la pallavolo e vanno a quadruplicare i numeri dell’attività giovanile. Perché Laganà non gioca solo per vincere: gioca per insegnare che il talento senza sudore è solo un’etichetta.

La nuova stagione nel campionato di seconda divisione

Ora che la Domotek si è guadagnata il diritto di giocare “al piano di sopra”, in Serie A2, in diretta su Dazn, ci si aspetterebbe un capitano più cauto, più riflessivo. E invece no. Laganà resta il guerriero di sempre, quello a marchio Reggio Calabria. Senza paura, ma con la stessa grinta di chi deve ancora dimostrare tutto, anche se non ha più nulla da dimostrare. Non vede l’ora di metterla a terra, ancora una volta. Di far schiantare il pallone come un fulmine a ciel sereno, di trascinare i suoi in ogni battaglia, di far vibrare il PalaCalafiore come fosse un fortino inespugnabile. Perché Reggio Calabria non ha solo un opposto. Ha la sua anima. Ha il suo capitano. E mentre l’Italia del volley guarda con rispetto a questa creatura amaranto, in riva allo Stretto si sussurra una certezza: finché Laganà alzerà il pugno, nessuno potrà abbassare la testa. Domenico Laganà, l’uomo che ha fatto della Domotek una dinastia. E che, trofeo dopo trofeo, continua a scrivere la sua leggenda.

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