Croce rossa, Valastro: «Passare dall’emergenza freddo all’emergenza persone senza dimora sconfiggendo l’indifferenza»

L’invito: «Sul tema dell’inclusione e della dignità umana necessari progetti che vadano oltre la sfera emergenziale»

Le temperature irrigiditesi in tutto il Paese riaccendo i riflettori sulla necessità di dar vita a iniziative volte a fronteggiare l’emergenza freddo a tutela dei tanti senza fissa dimora che abitano le città. Fondamentale il servizio svolto dal mondo del volontariato, come ha avuto modo di sottolineare il presidente di Croce rossa italiana, Rosario Valastro.

Emergenza freddo, fondamentale il contributo del mondo del volontariato

«Sono sempre molto colpito, soprattutto in inverno, quando fa più freddo, dalla estrema capacità dei volontari di portare aiuto alle persone senza dimora. Il volontariato in questo, rappresenta, spesso, l’unica vera forma di aiuto concreto per chi vive condizioni di grave marginalità sociale». Lo afferma Rosario Valastro, presidente Croce rossa italiana, che in questi giorni ha voluto accompagnare l’uscita di una squadra a Roma.


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«Come Croce rossa italiana, le nostre volontarie e i nostri volontari sono operativi tutto l’anno, non solo nei mesi più freddi, attraverso le uscite delle Unità di strada con cui portano cibo, coperte, indumenti, bevande calde, kit igienici ma anche prima assistenza sanitaria, ascolto dei bisogni e conforto umano a chi si trova a vivere in strada», continua Valastro.

Accoglienza e inclusione dei senzatetto, fenomeno da affrontare nella sua complessità

«Non è facile – riconosce il presidente Cri – risolvere il fenomeno delle persone senza dimora ma, e lo vediamo con l’impegno delle Istituzioni locali attraverso i piani di emergenza freddo, ad esempio, non può che affiancarsi a questi la messa in campo di progetti di sostegno, di aiuto, di inclusione che vedano affrontare il fenomeno nella sua complessità e non solo in via di emergenza stagionale».

«Alla condizione di forte disagio economico, sociale, abitativo, spesso, si aggiunge quello causato da forme gravi di malattia, di disagio psichico, di disturbi da dipendenze come alcool o droghe, ma soprattutto diventa importante e seria la condizione di isolamento e di solitudine» prosegue Valastro.


PER APPROFONDIRE: Senzatetto, quando il pasto caldo è «parola di speranza»


«È questo quello che ritengo prioritario far emergere. Non tanto il freddo, dato statistico o numerico». Quello, che «come volontariato siamo impegnati a fare, è far emergere una condizione di vita a cui dare soggettività e dignità, togliendo dal buio e dall’indifferenza generale chi la vive».

Anche per questo, nel 2024, anno del 160mo anniversario della Cri, il presidente ha voluto che questa fosse la sua prima iniziativa pubblica «per valorizzare l’intervento sociale di aiuto del nostro volontariato come passo fondamentale da compiere, perché la Cri è sempre di più protagonista di quella rete di volontari che stando sui territori, ne intercettano le forme più gravi di malessere, rappresentando un presidio contro forme estreme di marginalità».


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La povertà, non solo quella economica, «come spesso sottolineiamo non è una colpa o una condizione da nascondere agli occhi della società. Di sicuro – conclude il presidente della Croce rossa italiana – non lo è per i volontari che danno il senso di come sia necessario passare dall’emergenza freddo all’emergenza persone senza dimora, battendo l’indifferenza».

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