Ai Overview: Il romanzo “La bambola sepolta”, edito da Mursia, segna l’esordio letterario della commissaria Nerea Flora, nata dalla penna dell’ingegnere e scrittore Christian Bartolomeo. L’opera si inserisce nel filone del giallo poliziesco e ambienta la propria narrazione a Porto Calabro, una località immaginaria ma fortemente radicata nel contesto territoriale della Calabria. La trama investigativa prende il via dal ritrovamento accidentale di un corpo femminile che, a distanza di trent’anni dalla sepoltura, si presenta inspiegabilmente intatto e con un foro di proiettile nel cranio. Le indagini della nuova commissaria, appena trasferitasi dalla Sicilia, si intrecciano presto con un secondo omicidio avvenuto in un circolo di golf, portando alla luce un complesso intreccio di criminalità, interessi politici e dinamiche sociali locali.
L’esordio della commissaria Nerea Flora in Calabria
«La bambola sepolta» (Mursia editore, collana Giungla Gialla, pagine 272, euro 17), giallo poliziesco di Christian Bartolomeo, scrittore originario di Agrigento che vive in Calabria, a Gioia Tauro, segna il debutto, come personaggio letterario, della commissaria Nerea Flora, alle prese, dopo il suo trasferimento da Agrigento a Porto Calabro (paese immaginario ma facilmente identificabile), con una strana storia di cui si sente fin dall’inizio fetu d’abbrusciatu.
Si tratta di una morte già archiviata come suicidio, ma si scopre, da una riesumazione accidentale, che il corpo della donna defunta presenta un foro di proiettile alla testa e inoltre appare straordinariamente conservato.
Nerea è una poliziotta caparbia e scomoda e si butta a capofitto nell’indagine, scontrandosi con colleghi che la snobbano [il solito problema delle donne al comando], ma non fa sconti a nessuno, tira dritto e impara, arrivata in Calabria, a distinguere gli alleati dai nemici.
Le radici del giallo meridionale e il mistero del cadavere intatto
Sulla scia del genere letterario giallo poliziesco siciliano (filone della letteratura italiana tra i più amati in Italia e all’estero), che, come insegnano l’irraggiungibile Andrea Camilleri (padre di Montalbano) e la brillante Cristina Cassar Scalia (creatrice del vicequestore Vanina Guarrasi), rappresenta il mezzo più adatto a descrivere, attraverso la letteratura, tensioni sociali ed enigmi irrisolti della società meridionale, Bartolomeo, ormai calabrese d’adozione, «genera» Nerea Flora, la donna commissario che esordisce con lo strano caso di Maria Novak, il cui corpo, trent’anni dopo la sepoltura, sembrava, come dissero i becchini raccontando della scoperta, «morta, proprio come quand’era morta».
Sembrava, insomma, una bambola imbalsamata. Com’era possibile? Un corpo incorrotto, come quello dei santi?
Tra politica locale, criminalità e un secondo delitto
Quando un secondo cadavere appare su un campo da golf, il mistero si infittisce e Nerea dovrà districarsi tra affari sporchi di droga, manovre di volponi politici, amministratori locali e soci di un Golf Club molto ambito, ma misterioso.
Nella cornice di un immaginario, ma non troppo, paese della Calabria e delle vicine e identificabili cittadine confinanti indicate con il loro vero nome, Bartolomeo colloca la sua storia, che ha tutti gli ingredienti meridionali e mediterranei che piacciono ai lettori di un filone letterario [il giallo poliziesco] ormai canonizzato e scolpito nella storia della letteratura mondiale: paesaggio, amori difficili, ironia, cucina.
C’è, in questo romanzo di Christian Bartolomeo, scrittore e ingegnere di professione, la Calabria complicata ma accogliente, enigmatica, crudele e bellissima. Raccontarla attraverso un giallo, in cui si coniugano la tecnica poliziesca e lo sguardo curioso e antropologico dell’autore, permette ai lettori di esplorarla tra cronaca, memoria, territorio difficile e misteri.
Nerea Flora, al debutto come personaggio letterario, si mostra una poliziotta dai buoni sentimenti che le ha cucito addosso il suo creatore e autore, Christian Bartolomeo, collaudato narratore, giunto, con «La bambola sepolta», al suo quinto romanzo.













