Feel Aspromonte, montagna che si abita: un percorso che custodisce gesti antichi

Con Tania e Nunziatina si modellano maccaruni, si scambiano segreti di cucina casalinga e si porta a casa una porzione da condire
Feel Aspromonte

Dal Comune di Sant’Alessio nasce un percorso esperienziale nel Parco nazionale. Cammini tra boschi e fiumare, laboratori artigiani, vie sacre, riti contadini, incontri veri

Un invito a immergersi nel cuore dell’Aspromonte, dove la bellezza del paesaggio incontra le radici culturali e spirituali. È questo lo spirito del progetto Feel Aspromonte, promosso dal Comune di Sant’Alessio in Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. Una proposta che nasce per valorizzare e raccontare il territorio del Parco Nazionale attraverso esperienze autentiche, vissute accanto a chi la montagna la cammina ogni giorno.

Dalle escursioni tra boschi e fiumare ai laboratori artigianali, dagli itinerari religiosi tra conventi e santuari fino ai riti contadini custoditi nei piccoli borghi, un vero e proprio viaggio per abitare il territorio. Diverse le esperienze proposte, che diventano occasione di conoscenza e di incontro. Così accade quando si impara l’arte dei maccaruni al ferretto, tipica pasta calabrese realizzata con l’antico ferro: guidati da Tania e Nunziatina, si condividono ricette e racconti di vita contadina. Alla fine del laboratorio, parte della pasta realizzata può essere portata a casa per essere cucinata e gustata seguendo le ricette della tradizione aspromontana.

La stessa atmosfera si ritrova nella preparazione della ricotta calda e dei formaggi freschi presso l’Azienda Agricola Marra: dalla mungitura al riscaldamento del latte, fino alla lavorazione della cagliata e alla degustazione della “sbobba del pastore”, a base di siero caldo, frise e ricotta appena fatta. Dalla cucina si passa poi alla memoria materiale, che a Sant’Alessio si conserva in alcuni luoghi simbolici. Il mulino ad acqua, alimentato dalle acque fresche del torrente, era un tempo punto di riferimento per la macinazione del grano e luogo di socialità per le famiglie. Ancora oggi mantiene intatta la sua struttura in pietra e il meccanismo originario in legno, testimonianza di un ingegno semplice e sostenibile. Recuperato all’interno del progetto, il mulino diventa oggi spazio narrativo e didattico.

Accanto al mulino, un antico palmento in pietra riporta alla dimensione più intima del lavoro contadino. Tra vasche di pigiatura e profumi di mosto si rivive quella tradizione che ci ricorda quando il vino nasceva dalle mani che raccoglievano le uve, piedi che pigiavano e tanta fatica condivisa. Non meno importante è la tradizione dell’olio. Il territorio di Sant’Alessio è circondato da uliveti e la produzione olearia ha sempre rappresentato un rito collettivo, esempio tangibile del fare comunità. Oggi il frantoio è stato recuperato come luogo di memoria attiva, visitabile e pronto ad accogliere laboratori e momenti di divulgazione. Al suo interno, il Panificio Artigianale “Il Fornaio di Maria Serranò” racconta la tradizione della panificazione calabrese, i gesti lenti e precisi tramandati nel tempo, l’importanza del pane nella cultura contadina. Qui l’esperienza si conclude con una degustazione guidata di pani e prodotti da forno preparati artigianalmente, accompagnati da storie, curiosità e sapori autentici.

Tra gli uliveti di Zio Saso si può passeggiare ascoltando la tradizione del luogo o partecipare alla raccolta delle olive, conoscere le tecniche della spremitura a freddo e apprendere i segreti della conservazione dell’olio extravergine. L’esperienza si conclude, naturalmente, con il pane caldo intinto nell’olio appena franto: un rito semplice e conviviale, da vivere insieme, con la possibilità di portare a casa una bottiglietta di olio EVO come ricordo. Il viaggio nei saperi dell’Aspromonte prosegue con la scoperta dell’apicoltura calabrese, guidati da Annalisa Principato.


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Visitare le arnie significa osservare da vicino la vita dell’alveare, tra danze, favi e profumi di resina, imparando a riconoscere le piante spontanee che rendono unico ogni miele del territorio. Dalla fioritura al vasetto, il percorso rivela la complessità di un ecosistema prezioso. La visita si conclude con una degustazione guidata di miele, polline e propoli, e ogni partecipante riceve una confezione di miele prodotto in azienda: un dono che racchiude in sé il ritmo della natura e la sapienza dell’uomo.

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