Avvenire di Calabria

Il 33% dei lettori più giovani di questo articolo starà navigando sui Social sotto mentite spoglie: lo rivela l'ultima ricerca della Polizia Postale

Generazione Z, un ragazzo su tre ha un profilo falso sui Social network

Non solo identità fake, ma anche ricorso al "like tattico" diventato quasi ossessivo. E si moltiplicano i casi più gravi di cyber-violenza tra pari

di Redazione Web

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La Polizia postale mette nero su bianco i numeri della Generazione Z rispetto ai profili falsi: il 33% degli adolescenti usa un'altra identità per "vivere" i Social network. Questo è solo uno dei dati sviscerati dal rapporto "Vita da Social" che ha coinvolto anche Reggio Calabria.

Vita da Social, un profilo su tre è falso: il rapporto della Postale sulla Generazione Z

Arriva a Reggio Calabria la più importante e imponente campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione nell’ambito del progetto Generazioni Connesse.


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L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di prevenire episodi di violenza, vessazione, diffamazione, molestie online, attraverso un’opera di responsabilizzazione in merito all’uso della “parola”. Gli studenti attraverso il diario di bordo https://www.facebook.com/unavitadasocial/ potranno lanciare il loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.

Per questa particolare giornata, gli studenti delle scuole di Reggio e provincia avranno la possibilità di incontrare non solo gli operatori del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni ma anche le unità cinofile della Questura di Reggio Calabria e Willy, il robot artificiere del Reparto Mobile della stessa città.

Nella suggestiva cornice dell’Arena dello Stretto, nel cuore del Lungomare, ci saranno pure dei testimonial d’eccezione, i beniamini dei più piccoli, i giocatori della Reggina Calcio pronti a raccontare la loro testimonianza e a lanciare il proprio messaggio contro il cyber bullismo.


PER APPROFONDIRE: Reggio Calabria nell’era post-Covid: si moltiplicano gli adolescenti chiusi in casa


I social network infatti sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager.

Lo studio sulle abitudini online

Dalla ricerca di Skuola.net per "Una Vita da Social", però, emergono anche altri fattori interessanti che spesso i Millennials e la Gen Z tengono ben segreti. Emerge infatti che 1 ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso: sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne 1 oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente ma solo con un fake.

Perché questa identità anonima? Principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%).

Non manca tuttavia uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per 1 su 3, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull’umore. Mentre il 40%, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo 1 su 6 dichiara di non farlo mai.

Questo perché attraverso la guerra dei like di costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like). Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al like tattico, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare.

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