Genitori e figli oggi, è emergenza educativa?

Quale concetto di famiglia oggi rispetto al passato? È l’interrogativo al quale in tanti cercano risposte
Domani in edicola genitore

Caro genitore, da alcuni decenni e a più riprese, anche tu avrai sentito parlare di “emergenza educativa”. Basta inserire l’espressione in un motore di ricerca per verificare un profluvio di riferimenti, passati e recenti, riguardo al tema. Emergenza educativa è un’espressione che, come un fiume carsico, di tanto in tanto riemerge nel pubblico dibattito. Soprattutto in occasione di episodi, certamente gravi, che vedono protagonisti i nostri figli e noi genitori.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


Si leggono articoli e libri, si organizzano convegni, si realizzano specifici studi e ricerche per spiegarci l’emergenza educativa e poi? Poi il tema, superata l’“attenzione scandalistica” dei media, si inabissa nuovamente fino all’occasione successiva. Ma pensiamoci bene, serve fermarsi solo allo scandalo? Scandalizzarsi aiuta a risolvere e svolgere al meglio la funzione educativa di noi genitori? Secondo te, esiste un’emergenza educativa? Prima di rispondere è bene riflettere: la risposta che si dà parla di noi genitori. Se pensiamo che esista un’emergenza educativa probabilmente abbiamo una certa età e una qualche nostalgia per il tipo di famiglia in cui siamo nati e cresciuti. Famiglia in cui i ruoli e le funzioni genitoriali erano ben stabiliti e definiti, chiari a tutti: genitori e figli.

Rimpianto per i “bei tempi andati”?

Se crediamo all’emergenza educativa, probabilmente nutriamo un certo rimpianto per i “bei tempi andati”, che non ci sono più e più non torneranno. Proprio perché se ne parla da decenni, l’espressione emergenza educativa è una sorta di contraddizione in termini. La parola “emergenza” è riservata ad un fenomeno eccezionale nella sua gravità, che richiede interventi altrettanto eccezionali ma momentanei, temporanei. Se così non fosse saremmo in presenza di un fenomeno cronico e non acuto, che si addice alle emergenze. E poi, penso si debba stare attenti ad un possibile sottile autoinganno.

Ritenere, o peggio, credere l’educazione un fatto emergenziale può indurre a considerare il compito educativo come sovrabbondante le nostre capacità e forze. Il passo che ci può portare a gettare la spugna è breve. È facile arrenderci, scadere nel lassismo o delegare, di fronte ad un compito ritenuto eccezionale ma da decenni considerato persistente e quindi immane. E allora? Allora, penso si debba prendere atto, una volta per tutte, che siamo pienamente immersi in un mondo che cambia ad una velocità tale da non riuscire, spesso, a coglierlo pienamente in tutti i suoi aspetti, implicazioni e conseguenze. Penso sia vero che anche noi contribuiamo al cambiamento, ne siamo protagonisti grazie al nostro modo di interpretare la realtà ed il contesto, ai nostri comportamenti e scelte.

Genitori e figli, le nuove dinamiche educative

Per sottrarsi alla confusione, al disorientamento, è necessario applicarsi con intelligenza, leggendo dentro i fenomeni, confrontarsi con altri che vivono analoghe esperienze e sviluppare una nuova consapevolezza riguardo le dinamiche educative che si attivano nel rapporto con i figli, per viverle al meglio. Confermare alcuni punti di riferimento, mantenendoli fermi, e individuarne di nuovi. Quali? Lo vedremo nei prossimi appuntamenti. In conclusione, non so tu, ma io non credo all’emergenza educativa. Credo nell’impegno, nel compito educativo che spetta, in primis, a noi genitori. Credo alla sua “normalità”, alla sua quotidianità, alle fatiche e alle gioie che comporta, alla soddisfazione che ne deriva.


PER APPROFONDIRE: Uno “spazio” per i genitori, su Avvenire di Calabria una nuova rubrica


Questa rubrica, “Spazio genitori”, vuol essere un appuntamento, un’occasione di riflessione e confronto sull’educazione, sull’essere genitori, sulle modalità più idonee ed efficaci per assumere il ruolo ed assolvere la funzione genitoriale. Senza pretesa di voler insegnare alcunché, profondamente convinto che, parafrasando don Ugo De Censi, salesiano e uomo di Dio che mi ha affiancato nel percorso di vita e contribuito in modo significativo alla mia educazione, “Nell’impegno educativo la prima persona da educare sono io”. Un caro saluto. P.S.: se vuoi indicare temi da trattare o proporre spunti di riflessione scrivi a spaziogenitori2022@libero.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
prestazione scolastica

La pressione della prestazione scolastica e il disagio giovanile nelle parole dello psicoterapeuta Matteo Lancini

gentilezza

Il Movimento Italiano per la Gentilezza promuove la cultura del rispetto e del dialogo contro la violenza

famiglia vacanza

Il rientro dalle vacanze e la ripresa delle attività: l'importanza del supporto in famiglia

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email